I luoghi di San Francesco nelle Marche: un itinerario spirituale, architettonico ed artistico

Il concetto di spiritualità fa riferimento alla particolare sensibilità e profonda adesione a determinati valori che caratterizzano i modi di vivere e sperimentare la realtà: questa parola ha mille sfaccettature, tanto che può essere ricondotta non solo alla sfera religiosa, ma anche a quella filosofica, letteraria e artistica.

Oggi affrontiamo questa definizione attraverso un viaggio nelle Marche tra spiritualità, arte e architettura legate a San Francesco d’Assisi, una delle figure più conosciute della religione cattolica. L’aurea che lo circonda va ben oltre il culto stesso e si intreccia con la storia, arrivando fino ai giorni nostri.

Sin dal XII nella Chiesa emerse la volontà di una riforma, la povertà evangelica e la predicazione itinerante furono alla base di questa nuova concezione del cristianesimo che portò alla diffusione di nuovi movimenti religiosi, il Francescanesimo, chiamato così dal nome del suo fondatore San Francesco d’Assisi fu tra questi e le Marche, per la vicinanza con la terra natale del Santo, furono tra le regioni più interessate da questo fenomeno religioso.

Sono innumerevoli i documenti e le fonti storiche che riportano il passaggio del Santo nelle Marche, attestando la prima presenza nella marca di Ancona intorno al 1208, con continui viaggi in tutta la regione fino al 1219.

Sembra proprio che il nostro territorio ispirò il Santo nella scrittura dell’opera letteraria Actus Beati Francisci, ovvero i Fioretti di San Francesco, intrisi di spiritualità. La presenza del Santo contribuì a far crescere la comunità francescana in terra marchigiana: eremi, conventi e grotte si popolarono lentamente custodendo l’essenza di questa profonda vena religiosa; le fonti storiche riportano che nel 1282 erano ben 85 i conventi francescani e si contavano oltre 1500 frati osservanti questa regola.

A questa spiccata accezione religiosa si accosta l’amore per lo studio e la cultura: ogni convento aveva una biblioteca dove formare giovani studenti e predicatori, collegati anche a confraternite laiche per aiutare i bisognosi. Ma c’è di più, alla presenza dei frati francescani va associato un grande fermento culturale che si traduceva in una committenza artistica molteplice: affreschi, crocefissi, dipinti e sculture hanno contribuito nei secoli ad arricchire la vita culturale e religiosa delle Marche, diventando parte del patrimonio storico-artistico della regione.

Gli itinerari francescani nelle Marche sono tanti e possono riguardare numerosi punti di vista, in questo post abbiamo provato a suddividerli per provincia, toccando i luoghi fondamentali, i borghi, le città, i conventi e le chiese dove è ancora tangibile il segno storico lasciato dal passaggio di San Francesco e dai suoi frati. Siete pronti? Mettetevi comodi, il viaggio è lungo, ma estremamente interessante!

Itinerario ascolano

Partiamo con il nostro viaggio da Ascoli Piceno, città di travertino, le sue piazze sono ricche di storia e monumenti, Piazza Arringo è tra queste; detta anche piazza dell’Arengo, ha una forma rettangolare ed è costellata da palazzi storici dominati dal Duomo di Sant’Emidio. Proprio in questo luogo, sin dal 1152 al centro di questa piazza, fu elevata una tribuna in pietra destinata ad ospitare gli oratori: qui nel 1215 anche San Francesco radunò una grande folla di fedeli appassionati, come riporta lo storico Giuseppe Marinelli.

Piazza Arringo e l'opera di Tiziano "San Francesco riceve le stigmate" , Ascoli Piceno

Piazza Arringo e l’opera di Tiziano “San Francesco riceve le stigmate”, Ascoli Piceno

In questa piazza si trova la Pinacoteca Civica della città, al suo interno è collocata un’opera di TizianoSan Francesco riceve le stigmate” (1488-90). Eseguita dal grande artista per la cappella Guidoni della Chiesa di S. Francesco, la tela è un capolavoro della tarda maturità del maestro e rappresenta una visione dinamica. Questo quadro presenta due particolarità rispetto all’iconografia tradizionale: la figura di Cristo Risorto presente nel cielo (in quella tradizione è raffigurato Gesù crocifisso con il cherubino) e la figura di Frate Leo, rappresentata con un libro in mano rispetto alla classica posa della visione miracolosa.

Proseguiamo con Monteprandone, paese natale di San Giacomo della Marca, nato in questo borgo medievale nel 1393. Era un francescano, instancabile predicatore che fece erigere il Santuario di Santa Maria delle Grazie. Nel Museo Civico di questo paese, sono conservati sessanta volumi provenienti dalla biblioteca ricca di manoscritti, compendi e cronache creata dal Santo per istruire i giovani francescani, che nel tempo è stata saccheggiata innumerevoli volte. In questo borgo medievale tutto parla della storia del Santo che ha lasciato il convento e la chiesa come esempi di grande architettura medievale: ancora oggi la storia rivive grazie all’ardore degli abitanti. (Scopri la sua storia sul nostro blog, clicca qui)

Monteprandone, Convento di San Giacomo della Marca

Convento di San Giacomo della Marca, Monteprandone

In provincia di Ascoli Piceno ci spostiamo a Grottammare, per conoscere una figura francescana che ha fatto la storia. Qui nacque nel 1521 Felice Peretti, da famiglia di origine montaltese. Divenne frate francescano nel 1535, e Papa con il nome di Sisto V nel 1585. Montalto, il paese di provenienza della famiglia, è stato oggetto di attenzioni particolari da parte del Papa che donò  nel 1586  un preziosissimo reliquiario di alta oreficeria parigina attualmente conservato nel Museo Sistino Vescovile di Montalto. Nel borgo medievale  dell’ascolano, Sisto V fece erigere la Chiesa di Santa Lucia, chiamando l’architetto Domenico Fontana. Sfortunatamente morì senza vedere la chiesa finita infatti, i lavori terminarono solo cinque anni dopo, nel 1595. Altrettanto onorata da Sisto V fu Grottammare, la città che lo ha visto nascere: appena eletto Papa, istituì una scuola pubblica per lo studio della medicina e  della filosofia.

Il reliquiario di Sisto V, Grottammare e Montalto

Il reliquiario di Sisto V, Grottammare e Montalto

Itinerario Fermano

Ci spostiamo nella provincia di Fermo, a Montegiorgio, borgo ubicato su di un colle a 411 metri sul livello del mare, era un antico insediamento Piceno e romano, come testimoniano numerosi reperti archeologici. Qui, inerpicati sul colle di Cafagnano dal panorama mozzafiato si trovano la Chiesa S. Francesco e il Monastero, un edificio di stile gotico-romano del XIII secolo, modificato radicalmente nel XVI secolo; sin dal 1263 fu sede dei frati minori conventuali di San Francesco che diffusero il verbo e predicarono nella zona.

Chiesa di San Francesco a Montegiorgio (FM) © I Luoghi del Silenzio

Chiesa di San Francesco a Montegiorgio (FM) © I Luoghi del Silenzio

Itinerario Maceratese

Questa parte dell’itinerario sulle tracce del francescanesimo è densa di storia e luoghi. Partiamo da Mogliano, per citare due predicatori che contribuirono a diffondere il francescanesimo, il primo fu Beato Pietro da Mogliano (1435), ricordato per le sue memorie e come ministro provinciale dei Francescani nelle Marche. L’altra grande personalità è San Gregorio Magno, monaco francescano che fece della sua casa sul colle del celio un Monastero dedicato a S. Andrea.

In questo borgo medievale, i luoghi deputati al francescanesimo sono la Chiesa e il Convento di S. Colomba: i primi documenti attestano l’apertura del convento nel 1335 circa, successivamente fu abbandonata e poi ristrutturata nel 1548, i lavori furono ultimati con il chiostro nel XVIII secolo. In ogni caso fu sede dei frati minori che seguirono alla lettera la regola di San Francesco.

Altro grande luogo di spiritualità francescana è la Chiesa e Convento di San Francesco a Penna San Giovanni, costruita dall’architetto Salino Lombardo conserva la reliquia di Beato Giovanni da Penna, figlio spirituale e compagno di San Francesco, ricordato nei ‘’fioretti’’. Questa chiesa è ricca di opere d’arte , tra queste la splendida Crocifissione attribuibile a Guido Reni.

A San Severino Marche, la Chiesa e Convento San Salvatore in Colpersito, è un luogo ricco di memorie francescane: qui San Francesco, venuto a S. Severino nel 1212 e nel 1221, convertì il famoso trovatore Guglielmo da Lisciano “re dei versi”. All´epoca delle visite del Santo, questo edificio era sede di una comunità religiosa femminile alla quale, secondo la tradizione, nella seconda visita lo stesso Francesco affidò una pecora che le monache utilizzarono per fabbricargli una tonaca. Dal 1576  la chiesa ed il  convento diventarono proprietà dei Cappuccini. L’edificio subì numerose modifiche soprattutto nel XVII e nel XVIII secolo.

Un veduta di Mogliano, il Chiesa e Convento San Salvatore in Colpersito a San Severino Marche e l'arco di Penna San Giovanni (MC)

Un veduta di Mogliano, il Chiesa e Convento di San Salvatore in Colpersito a San Severino Marche e l’arco di Penna San Giovanni (MC)

Proseguiamo il nostro itinerario a Sarnano nel Convento di Roccabruna, uno dei luoghi fondamentali della presenza di San Francesco nelle Marche. Fonti storiche riportano che fu proprio il Santo a pacificare gli abitanti del borgo medievale e i Signori di Brunforte, lasciando come segno tangibile un angelo impresso sulla cera, ricordando il Serafino che sul monte della Verna aveva impresso le stigmate sul suo corpo.

Questa icona è ricorrente nella storia di Sarnano, nello stemma della città è impresso un angelo infuocato con sei ali. Inoltre, la leggenda ricorda che fu proprio San Francesco a trovare un accordo tra gli abitanti disegnando questo simbolo. Da Sarnano ad Apiro, zona in cui San Francesco si trovò a fare visita al Monastero Benedettino di S.Urbano dell’Esinante: per l’occasione i monaci lo fecero alloggiare in un’ala del castello di Favete.

Lì il Santo fondò in pochi giorni la Chiesa e il Convento di S. Francesco di Favete, vicino alla grotta dove si isolava in preghiera. Dopo Apiro, ci spostiamo a Camerino,  la città che lega la figura mistica di Camilla Battista da Varano (Per conoscere la storia clicca su questo post dedicato) che rinunciò alle sue ricchezze e fu proclamata Santa nel 2001. La personalità di questa nobile donna che, decise di vivere in povertà, è legata al Monastero di Santa Chiara, ancora oggi abitato dalle Sorelle Povere di Santa Chiara.

Sempre a Camerino, l’altro luogo collegato a San Francesco è la Chiesa e Convento dei Cappuccini di Renacavata, qui nel 1528 nacque l’ordine cappuccino da due frati minori che osservavano la regola francescana. Il nome “cappucini” deriva dai bambini di Camerino, che chiamavano i frati con questo nomignolo per il loro cappuccio a punta, utilizzato anche da San Francesco.

Spostiamoci ad Appignano, borgo storico che ospita la Chiesa e il Convento S. Francesco di Foriano: secondo le testimonianze storiche, la facciata dell’edificio possedeva un’antica porta di quercia dalla quale entrò San Francesco, ecco il motivo dell’inscrizione sull’arco: Haec est illa prisca janua dum hic adfuit S. Franciscus, una scritta impreziosita nella parete interna di destra dall’affresco dell’ Annunciazione, databile prima metà del Quattrocento.

Muccia, Pievebovigliana e Caldarola sono altri tre borghi storici che conservano una traccia del passaggio di San Francesco nelle Marche. L’Eremo Santuario del Beato Rizzerio a Muccia, sorge sulla tomba del Santo che fu uno dei più fervidi seguaci di San Francesco, votandosi ad una vita eremitica e di povertà  in una grotta. A Pievebovigliana – Pontelatrave, la Chiesa e Convento S. Francesco testimoniano la devozione al Santo con la copia ottocentesca di un Crocifisso trecentesco simile a quello di San Damiano di Assisi, secondo fonti storiche l’originale, distrutto nel 1892, sembra sia stato donato direttamente da San Francesco.

Sempre nella zona del maceratese, secondo la tradizione, San Francesco fondò un luogo di preghiera vicino ad una sorgente che sgorgava negli ambienti del complesso monastico di Camporotondo sul Fiastrone, ora sede della Chiesa e Convento di Colfano. Una delle figure spirituali nate nelle zona maceratese è San Liberato, originario di Loro Piceno (1215-1218), che a 18 anni decise di diventare devoto a San Francesco e rinunciò alla vita agiata.

A  questo Santo, nel borgo medievale di San Ginesio è dedicato l’Eremo di San Liberato, immerso nello splendido panorama dei  Monti Sibillini tra le Marche e l’Umbria. In questo luogo vive ancora una comunità di frati che accolgono i pellegrini in cerca di serenità e spiritualità. Concludiamo l’itinerario nel maceratese con Matelica, qui si trovano la Chiesa e Convento S. Francesco, di cui sono rimasti due chiostri e solo il portale romanico della metà del XIII secolo: la chiesa fu interamente restaurata nel Settecento.

Sempre a Matelica potrete ammirare la Chiesa e Monastero S. Maria Maddalena o Beata Mattia, dove si osserva la regola di Santa Chiara. Questo complesso religioso fu edificato nel 1225, in esso sono conservate superbe opere d’arte e il corpo della Beata Mattia conservato in una teca di vetro. Ogni anno da molti parti d’Italia arrivano migliaia di pellegrini a chiedere un miracolo alla Santa che, come testimonia la leggenda, è stata protagonista di guarigioni definite impossibili.

Dall’alto: Abbazia di Sant'Urbano, Chiesa di San Francesco a Pievebovigliana, Chiesetta dei Frati Cappuccini e Coro ligneo di Santa Chiara a Camerino, Convento di Forano, Eremo di San Liberato a San Ginesio, Chiesa della Beata Mattia a Matelica

Dall’alto: Abbazia di Sant’Urbano, Chiesa di San Francesco a Pievebovigliana, Coro ligneo di Santa Chiara a Camerino e Chiesetta dei Frati Cappuccini, Eremo di San Liberato a San Ginesio, Chiesa della Beata Mattia a Matelica

Itinerario Anconetano

 L’itinerario in questa zona delle Marche inizia ad Ancona, capoluogo di regione, crocevia di culture dell’Adriatico e città ricca di storia. Partiamo dalla Chiesa e Convento S. Francesco alle Scale, edificata nel 1323 è un edifico che conserva parti ricostruite nei secoli, come il portale rinascimentale che dava accesso la convento, distrutto dai bombardamenti nel 1943.

Questa Chiesa è ricca di opere d’are, a partire dalla facciata dove sono collocate le statue dei santi francescani: Santa Chiara, San Bernardino da Siena, Sant’Antonio da Padova e San Ludovico d’Angiò, nell’abside della chiesa invece è conservata l’Assunta di Lorenzo Lotto, un’opera d’arte maestosa realizzata dal pittore nel 1550.

L’altro edificio religioso nel nostro itinerario ad Ancona è il Convento San Francesco ad Alto, secondo quanto riportato da varie fonti, il luogo per edificare la chiesa fu scelto proprio da San Francesco nel 1219, anno in cui si imbarcò dal porto della città verso l’Egitto, per frenare la violenza che si stava consumando tra Cristiani e Musulmani. Il nome della chiesa “ad Alto” ricorda il colle Astagno, luogo in cui il Santo indicò di fondare il primo convento francescano.

Chiesa di San Francesco alle Scale e Convento di San Francesco ad Alto, Ancona

Chiesa di San Francesco alle Scale e Convento di San Francesco ad Alto, Ancona

A pochi chilometri da Ancona e dalla Riviera del Conero, si trova Osimo, arroccata su un poggio a 265 metri sul livello del mare e a 70 km dai Monti sibillini. In questo borgo medievale che conserva ancora le mura originarie, si erge dal XIII secolo la Basilica Santuario San Giuseppe da Copertino, comunemente chiamato il Santo dei voli: è una figura mistica cristiana raffigurata nell’atto di volare.

A lui è stata dedicata la chiesa, anticamente denominata di San Francesco, che nella città era passato nel 1215 e nel 1220. Questo edificio religioso fu costruito a distanza di otto anni dalla morte del Santo ed oggi conserva ancora in parte l’austera semplicità e lo stile romanico-gotico, mentre l’interno è stato restaurato nel XVII secolo.  L’antico convento è visitabile, i turisti e i pellegrini possono entrare e vedere di persona le camerette” in cui il Santo patrono, visse in isolamento e preghiera.

Vicino Osimo si trova Loreto, una città meta di migliaia di pellegrini ogni anno, qui nella Basilica della Santa Casa è conservata la Casa della Vergine Maria di Nazaret, custodita sapientemente dai frati Cappuccini  e collegata alla Casa Albergo San Francesco, dove i frati Minori accolgono da sempre gruppi e pellegrini.

Ci spostiamo verso Staffolo, il borgo conosciuto per il verdicchio dei castelli di Jesi e paese bandiera Arancione per l’accoglienza, conserva una grande testimonianza grazie alla Chiesa e Convento S. Francesco, eretti nel 1230 in stile romanico. Ma questo paesino è collegato anche ad una leggenda: secondo la tradizione, nella Chiesa di San Francesco al Musone, nei pressi della confluenza fra il torrente Acqualta ed il Musone, il Santo giunse con il compagno Egidio e arrivati qui, fecero sgorgare una fonte d’acqua miracolosa per dissetarsi.

In questo luogo sono conservati gli ex voto come testimonianze di fede popolare che circonda il Santo di Assisi. A pochi chilometri da Staffolo si trova la Chiesa e Convento de La Romita a Cupramontana, anticamente abitato dai monaci camaldolesi, passò ai francescani agli inizi del Cinquecento e successivamente fu ricostruita nel 1782. Sempre in zona, l’Eremo dell’Acquarella ad Albacina – Cerreto d’Esi, è un’oasi naturalistica e di ritiro spirituale, immersa nel bosco. La particolarità del luogo, oltre ad essere ritiro per la vita isolata ed ascetica, è la torretta di avvistamento addossata alla chiesa, utilizzata come avamposto militare.

Basilica Santuario di san giuseppe Copertino a Osimo (foto Rivieraconero.tv), Chiesa di san Francesco al Musone e Fonte di San Francesco a Staffolo, Eremo dell’Acquarella ad Albacina – Cerreto d’Esi

Basilica Santuario di san giuseppe Copertino a Osimo (foto Rivieraconero.tv), Chiesa di san Francesco al Musone e Fonte di San Francesco a Staffolo, Eremo dell’Acquarella ad Albacina – Cerreto d’Esi

Addentriamoci ancora nel territorio della provincia di Ancona fino ad arrivare a Fabriano, qui le tracce della predicazione di San Francesco sono numerose, a partire dalla Chiesa e Ospedale di S. Maria del Buon Gesù, fondata da San Giacomo della Marca, francescano nato a Monteprandone e grande oratore che volle riuniti gli ospedali cittadini.

Ma senza dubbio il luogo che conserva ancora un’area francescana intatta è l’Eremo S. Maria di Val di Sasso di Valleremita che prende il nome dall’antico cenobio benedettino che ospitò, secondo la tradizione, San Francesco nel 1210, durante il suo passaggio a Fabriano. Il convento, un luogo ameno circondato dalla natura, sotto l’Ordine Francescano divenne, nel Seicento, uno dei maggiori della regione. L’edificio, recentemente restaurato conserva l’austerità e la semplicità tipica dei frati e ricordano il legame che San Francesco D’Assisi aveva con Fabriano, basti pensare alla sua amicizia con Don Raniero, pievano della Chiesa di Santa Maria di Civita, amico fraterno del Santo.

Continuando il nostro viaggio giungiamo a Sassoferrato, borgo antichissimo che conserva tracce di storia della città romana di Sentinum, ora Parco Archeologico. Qui tra chiese e opere d’arte, ci si immerge nella cultura e, secondo la tradizione, laChiesa e il Convento S. Francesco, si devono proprio alla tenacia del Santo che decise di fondarle nel 1225. Questo edificio tardo-romanico è situato nella parte più storica della città e la sua presenza è attestata sin dal 1248, secondo quanto riportato nella Bolla di Innocenzo IV.

A questo complesso è collegato il Monastero di Santa Chiara, dedicato alla religiosa devota a San Francesco che contribuì alla diffusione della regola monastica e alla diffusione del vasto movimento femminile. Anche il Convento e la Chiesa La Pace, abitati dai Frati Minori Osservanti, ospitavano la fervida comunità dei francescani che, secondo le fonti storiche, risiedevano nel complesso religioso già dal 1507.

Spostandoci sempre nell’entroterra anconetano, si arriva a Serra De’ Conti, borgo medievale intriso di storia: qui si trovava il Monastero delle Clarisse, ordine religioso femminile francescano fondato da S. Chiara d’Assisi. Oggi questo complesso monastico è sede del Museo delle Arti Monastiche “Le stanze del Tempo Sospeso” , che racconta la vita solitaria fatta di preghiera, ricamo, disegno e cucina. Noi abbiamo parlato del museo in questo post, clicca qui

Ad Ostra Vetere, altro borgo a pochi chilometri da Serra de’ Conti, la comunità francescana è ancora attiva, grazie alla Chiesa e Convento S. Croce – S. Pasquale: il culto di questo Santo richiama ogni anno migliaia di fedeli che visitano l’edifico religioso ricco di opere d’arte, tra queste la Crocifissione con Santi, opera di Claudio Ridolfi detto “il Veronese” (1570-1644). Proprio da questa chiesa vi suggeriamo di proseguire e fare un salto a pochi metri per visitare i Musei Civici. Rimarrete stupiti dall’innumerevole quantità e qualità degli oggetti, arredi e tele a soggetto sacro provenienti dalle chiese della zona oggi preziosamente conservati in queste sale con opere che vanno dal XVI al XVIII secolo.

Spostandoci verso il mare, l’ultima tappa del nostro itinerario francescano nella provincia di Ancona è Senigallia, qui sulle colline intorno alla città ci sono la Chiesa e il Convento S. Maria delle Grazie, che hanno una storia collegata alle grandi famiglie nobiliari del Rinascimento e al Ducato di Urbino.

Fu  Giovanni della Rovere a voler edificare questo convento e questa chiesa a 2 km da Senigallia, sopra una collina, per ringraziare la Madonna delle Grazie e San Francesco di avergli “donato” un figlio maschio, Francesco Maria I Della Rovere, nato il 25 marzo 1490, giorno in cui si ricorda l’Annunciazione. Nel 1491 ebbe inizio l’edificazione del Convento su progetto di Baccio Pontelli e l’intero complesso monumentale fu portato a compimento dall’ultimo erede della dinastia roveresca nel 1684.

Per ricordare il lieto evento della famiglia,  nei chiostri si conservano le lunette affrescate che illustrano la vita ed i miracoli di San Francesco, realizzati nel 1598 da Petrus Franciscus Renulfus, pittore di Novara nel 1598. Nell’abside della chiesa è conservata un’opera sbalorditiva: la Pala d’Altare del Perugino raffigurante la “Vergine in Trono ed i Santi”, mentre nella parte sinistra si trova una copia della famosa “Madonna di Senigallia” di Piero della Francesca, originariamente posta in questa chiesa, oggi conservata presso la Galleria Nazionale delle Marche. L’attuale convento oggi ospita il Museo della Mezzadria che racconta la storia e le tradizioni delle campagne marchigiane e della vita contadina.

Eremo di Santa Maria di Valdisasso Valleremita a Fabriano, Chiesa e Convento S. Croce - San Pasquale a Ostra Vetere, Chiostro del Convento e Pala d'altare del perugino nella Chiesa Santa Maria della Grazie a Senigallia

Eremo di Santa Maria di Valdisasso Valleremita a Fabriano, Chiesa e Convento S. Croce – San Pasquale a Ostra Vetere, Chiostro del Convento e Pala d’altare del Perugino nella Chiesa Santa Maria della Grazie a Senigallia

Itinerario Pesaro-Urbino

Stiamo per terminare il nostro viaggio sulle tracce di San Francesco D’Assisi, ma prima dobbiamo esplorare la parte più a nord delle Marche, la provincia di Pesaro e Urbino. Continuiamo sul mare e da Senigallia arriviamo nella Chiesa e Convento S. Maria Nuova a Fano originariamente denominata San Salvatore, affonda le sue radici in epoca medievale e nel 1518 fu concessa ai Frati Minori Osservanti, per proteggersi dagli attacchi delle truppe roveresche che assediavano la città in quegli anni.

L’attuale complesso fu in parte riedificato nel XVIII secolo e fu quasi completamente ricostruito dopo il Secondo Conflitto Mondiale. Spostiamoci verso l’interno a Mombaroccio, qui si trovano la Chiesa e il Convento e il Museo Beato Sante, immersi in un bosco di aceri e castagni, oggi meta di tanti pellegrini. Questo fu il primo convento fondato dai Francescani nella diocesi di Pesaro, eretto probabilmente nel 1223 e soltanto in un secondo momento fu collegato al Beato Sante (Giansante) Brancorsini, francescano nato a Montefabbri di Colbordolo nel 1343.

Questo luogo fu rifugio per la popolazione durante la Seconda Guerra Mondiale ed oggi ospita anche un museo, dove sono conservate preziose opere d’arte. A Cagli invece, troviamo la Chiesa e il Convento S. Francesco, edificati tra il 1234 e il 1240 al di là delle mura cittadine dell’epoca. Questo edificio religioso, uno dei più antichi di culto francescano nelle Marche, è considerato uno degli esempi più riusciti di gotico medioappennico: l’abside poligonale e l’alto campanile con la guglia, gli interni in pietra corniola e marmorone creano cromatismi che si fondono con le linee architettoniche dando vita ad un’armonia senza tempo.

Da Cagli proseguiamo per la maestosa città ducale, Urbino, dove si erge il Monastero di Santa Chiara, un tempo abitato dalle monache clarisse di Urbino, fu fatto edificare nel 1457 da Federico Da Montefeltro, su progetto dell’architetto senese Francesco di Giorgio Martini e nei secoli fu arricchito e modificato.

Qui, la figlia del duca, Elisabetta, si ritirò a vita monastica, dopo la morte del marito. Oggi il complesso è sede dell’I.S.I.A. (Istituto Superiore delle Industrie Artistiche).  Poco distante da esso, su una collina al di là del centro abitato di Urbino, sorgono la Chiesa e Convento S. Bernardino degli Zoccolanti (Mausoleo Ducale) entrambi francescani, costruiti per disposizione di Federico da Montefeltro dopo la sua morte.

La fabbrica iniziò nel 1482 e si protrasse fino al 1491 circa, ed è qui che il Duca e suo figlio sono sepolti. Si riconosce anche qui la tipica limpidezza formale delle architetture di Francesco di Giorgio Martini che fece il progetto ed ebbe un eccezionale direttore dei lavori, il promettente Donato Bramante.

Monastero di Santa Chiara, oggi sede dell'I.S.I.A. © Città di Urbino

Monastero di Santa Chiara, oggi sede dell’I.S.I.A. © Città di Urbino

La penultima tappa del nostro tour sono la Chiesa e il Convento S. Francesco a Mercatello sul Metauro, costruiti per volere dei francescani dal 1235. Qui ci accoglie un portale con un affresco del XV secolo che raffigura la Madonna col Bambino e i santi Francesco e Caterina, l’interno è invece dominato dall’arco trionfale tardo-gotico.

Durante il secolo scorso sono stati eseguiti dei restauri, tra questi, nel 1912 dall’artista F. Mossmeyer sono state realizzate le finestre vetrate, ispirandosi alla più antica immagine su vetro di San Francesco (risalente al XIV secolo e oggi conservata nel Museo attiguo alla Chiesa), raffigurante il Santo in attesa di ricevere le stigmate.

Concludiamo il nostro itinerario a Frontino dove si trova la Chiesa e Convento di S. Francesco di Montefiorentino, presumibilmente edificata nel 1213 per volere di San Francesco e testimoniata in una bolla papale del 1248 dove si concedono indulgenze ai fedeli per il restauro degli interni. All’interno potrete ammirare la magnifica Cappella dei Conti Oliva, opera rinascimentale di ispirazione brunelleschiana, commissionata direttamente dal Conte Carlo Oliva, mentre sull’altare non vi potrà sfuggire  Madonna col Bambino e Santi, un’imponente pala, incastonata in una preziosa cornice rinascimentale, realizzata da Giovanni Santi nel 1489, padre del famoso Raffaello

Questo complesso religioso di Frontino è uno dei più grandi delle Marche: oltre ad avere ampi spazi destinati alla preghiera è circondato da ben dieci ettari di terreno, un polmone verde diventato un vero e proprio parco con adiacente area sportiva.

Santuario del Beato Sante a Mombaroccio (Foto visitriminiepesaro.it), Chiesa e Convento di Cagli (Foto valle del Metauro), Pala d'altare di Giovanni Santi e Convento di S. Francesco di Montefiorentino a Frontino

Santuario del Beato Sante a Mombaroccio (Foto visitriminiepesaro.it), Chiesa e Convento di Cagli (Foto valle del Metauro), Pala d’altare di Giovanni Santi e Convento di S. Francesco di Montefiorentino a Frontino

Info utili

Tutte le informazioni sui luoghi francescani, le opere d’arte e gli itinerari contenuti in questo post blog provengono dai siti ufficiali della Regione Marche e dai siti internet dei Comuni. Per ulteriori approfondimenti si rinvia ai seguenti siti:

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2 thoughts on “I luoghi di San Francesco nelle Marche: un itinerario spirituale, architettonico ed artistico

  1. Buongiorno, avete riportato tutti itinerari molto iteressanti, c’è l’imbarazzo della scelta. D’altronde le Marche sono un territorio che offre molto dal punto di vista artistico-religioso.

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