Pedalando nelle Marche con la Tirreno-Adriatico

Scopri le Marche grazie al percorso della corsa ciclistica Tirreno-Adriatico che attraverserà la nostra regione il 16, 17, 18, e 19 marzo 2019 da Fossombrone a Colli al Metauro, passando per Saltara, Calcinelli e Lucrezia, percorrendo il Maceratese fino ad arrivare a Loreto e Recanati, scoprendo le bellezze di Matelica, Castelraimondo e San Severino Marche, toccando Cingoli, Apiro, Montecarotto e Jesi, concedendosi anche quest’anno la cronometro finale a San Bendetto del Tronto.

La Tirreno Adriatico, che inizia il 13 marzo, è un strada disegnata dalla natura e dalla storia, una strada che unisce i due mari, che sa inclinarsi e arrampicarsi, offrendo scenari e città uniche nel suo genere.

Per gli appassionati di ciclismo agonistico, inoltre, rappresenta il primo banco di prova stagionale. “Per portare a casa la maglia azzurra serve tenacia, forza, tecnica, determinazione”, si legge sul sito della corsa.

Michele Scarponi - Filottrano

Michele Scarponi alla Tirreno Adriatico e, a destra, una veduta della sua città, Filottrano

Anche questa edizione della Tirreno-Adriatico, la 54ma, unirà bene il connubio Sport – il Ciclismo come rappresentazione dell’impegno e della tenacia per raggiungere traguardi – e promozione a livello internazionale della bellezza delle Marche come terra della pluralità di emozioni. E quest’anno si potrà brindare durante la 6a tappa Jesi -Matelica con il Verdicchio, il vino più premiato al mondo, come simbolo quindi anche di un distretto enologico che ha fatto dell’eccellenza e della qualità la sua cifra. Un viaggio particolare per le strade delle Marche che attraversano i tanti borghi storici o i lungomari, toccanto 6 località in 4 tappe anche quest’anno, diventano quasi il disegno di un ideale itinerario turistico, dalla montagna al mare da percorrere non solo in bici. Da anni infatti la Regione Marche ha investito nel turismo sostenibile della quale il settore del Bike ne è l’emblema.

Come non ricordare poi il ciclista per eccellenza di questa regione, il compiando Michele Scarponi a cui è stata dedicata proprio l’edizione 2018: fu lui a salire per ben tre volte sul podio finale della Tirreno-Adriatico: vincitore nel 2009; secondo nel 2010 e terzo nel 2011.

1. A Fossombrone, una delle tappe più impegnative – 16 marzo

La carovana ciclistica entra nelle Marche con una tappa molto impegnativa, dove si scaleranno, specie nel finale, parecchi “muri”. Dopo i primi 80 km fino a Cagli con poche asperità si sale a San Gregorio di Fermignano prima di sfiorare l’arrivo. Seguono le salite di Sant’Ippolito, Villa del Monte, Cartoceto e Monteguiduccio, per arrivare a Fossombrone dove iniziano i due giri del circuito finale.

Lungo il tragitto dei ciclisti, mostrato in tutto il suo splendore dalle telecamere della Rai, si potranno ammirare i fantastici paesaggi delle Marche e, per quanti ne avranno la possibilità, l’appuntamento fisso con il food è con i passatelli al tartufo, magari abbianti al Bianchello del Metauro, uno dei vini tipici della nostra regione.

Il percorso della tappa e il Ponte della Concordia

Per Fossombrone vi suggeriamo una visita al Ponte della Concordia, alla Casa-Museo Quadreria Cesarini, la Corte Alta (antico palazzo rinascimentale e residenza dei signori della città), il Parco fluviale e la Pinacoteca civica.

Per informazioni scrivere al Numero Verde del Turismo della Regione Marche: numeroverde.turismo@regione.marche.it.

2. Da Colli al Metauro a Recanati, attraversando la Gola del Furlo – 17 marzo

È la tappa dei Muri, ma anche la tappa del verde, visto che attraverserà la Gola del Furlo – un microcosmo fatto di rocche e borghi murati, di palazzi e ville nobiliari, di monasteri e chiesette, di poggi argillosi, boschi selvaggi e campagne riccamente coltivate, che regalano eccellenze enogastronomiche – per poi arrivare a Recanati, la città dell’Infinito. Questo è il territorio di Colli al Metauro, comune nato nel 2017 dall’unione di Saltara, Serrungarina e Montemaggiore al Metauro, attraversato dalle acque del grande protagonista di questo territorio: il fiume Metauro, il più lungo delle Marche.

Gli antichi borghi, cuore storico di Colli al Metauro, sono caratterizzati da una fiorente tradizione religiosa, che è germinata nei secoli in un grande numero di chiese, ricche di storia e di opere d’arte inaspettate. A Saltara sorge la Chiesa del Gonfalone, mentre a Serrungarina la Chiesa Parrocchiale di S. Antonio Abate. Ricordiamo che la valle del Metauro ospitò nel 1944 la visita del primo ministro Winston Churchill, che con il generale Alexander si affacciò dalla piazza di Montemaggiore, per avere una visione della vallata sottostante.

3. Da Matelica a Jesi, nelle valli del Verdicchio – 18 marzo

E’ la “tappa del vino”, considerato che si parte da Matelica attraversando Castelraimondo, San Severino Marche, Cingoli, Apiro, Moie e Morro d’Alba, per poi arrviare a Jesi. In pratica tutte – o quasi – le zone del Verdicchio e della Lacrima di Morro d’Alba.

IlVerdicchio, nelle recensioni di tutte le Guide nazionali degli ultimi dieci anni, risulta essere il bianco più celebrato d’Italia. Ma… anche nei Vini IGT con tagli internazionali come il grande Pelago vendemmia 1994 le Marche si sono cinte di medaglia d’oro a livello mondiale al’ International Wine Challenge di Londra e per ricordare ancora la stessa aurea vittoria del Verdicchio DOC passito Tor di Ruta 2005 al Mundus Vini tenutosi in Germania.Insomma un vino riconosciuto a livello internazionale che viene prodotto proprio nelle zone dove passeranno i cliclisti.

Matelica è uno dei borghi più belli d’Italia, tutto da scoprire a cominciare dal misterioso significato del nome: secondo alcuni di origine celtica («paese dei prati»), per altri è invece derivato dal greco («luogo delle delizie»). Adagiata nella valle dell’Esino, tra il Monte San Vicino e la catena dei Sibillini, dove nascono i vitigni del Verdicchio, Matelica è apprezzata per la sua produzione vinicola e per il pregiato Miele, oltre alla tipica melata di quercia.

Fulcro del centro abitato è Piazza Enrico Mattei, dedicata al fondatore dell’ENI che proprio qui visse, al centro della quale si trova una monumentale fontana cinquecentesca dalla forma ottagonale. Si affacciano sulla piazza il Palazzo del Governo e la Torre Civica e presenta un loggiato risalente al 1271. Notiamo poi il rinascimentale Palazzo Ottoni del 1472 , poco distante, il Teatro Comunale, opera dell’architetto che costruì la Scala di Milano, Giuseppe Piermarini, e risale al 1805.

Una chicca del tutto singolare è la frazione Braccano, originale museo a cielo aperto con circa 70 murales di vari artisti nazionali e internazionali dipinti sulle facciate delle case. Matelica è teatro del Festival Internazionale del Folklore, un momento di incontro tra culture e religioni diverse, unite in un grande spettacolo di suoni e di colori. Si tratta di un appuntamento con le danze tipiche e le voci di tutto il mondo nell’ambito del quale, ogni anno, in estate, si esibiscono circa otto gruppi provenienti da ogni continente.

La Torre Civita di Matelica con i vigneti sullo sfondo. Di lato il percorso della tappa

4. A San Benedetto per il cronometro – 19 marzo

La conclusione della Tirreno-Adriatico è a San Benedetto del Tronto, cronometro alla mano, per la “volata” finale. Si tratta di una Cronometro individuale di 10 mila metri, che attraversa Porto d’Ascoli e San Benedetto del Tronto, la Riviera delle Palme. Bandiera Blu, grazie alle ampie spiagge sabbiose incorniciate nell’affascinante sfondo delle palme e degli oleandri, San Benedetto del Tronto vanta un’ampia pista ciclabile che costeggia ininterrottamente la spiaggia e prosegue senza interruzioni per oltre 15 km, fino a Cupra Marittima.

La cittadina è dotata di un porto turistico, un porto peschereccio e un mercato del pesce all’ingrosso, tra i più importanti d’Italia. Attrazioni da non perdere sono il Polo Museale del Mare, il Museo Ittico e il Museo d’Arte sul Mare, un museo permanente all’aperto, che si sviluppa lungo tutto il molo ed ospita ben 145 opere d’arte. La città di San Benedetto del Tronto presenta un nucleo antico (il “paese alto”), caratterizzato dalla trecentesca esagonale Torre dei Gualtieri. Il “torrione”, che attraverso il suo orologio scandisce le ore della giornata, è il simbolo della città.

San Benedetto del Tronto

San Benedetto del Tronto

Il cicloturismo, eccellenza delle Marche

Le Marche sono in assoluto una delle regioni più amate e ricercate dagli appassionati del bike, grazie alla particolare conformazione balneare, collinare e montana a pochissima distanza, dotata di strutture piste e pacchetti turistici ad hoc. L’offerta è davvero molto articolata e specifica: si va dalle piste ciclabili di Civitanova Marche e Senigallia alla Bicipolitana di Pesaro, fino ad arrivare all’Ascoli Natural Bike Park e alla ricca offerta di percorsi adatti agli appassionati di Mountain Bike, passando per i tantissimi itinerari cicloturistici. E’ disponibile anche un elenco delle strutture bike-friendly (identificate dall’apposito “bollino” Marche by Bike) ed un altro degli operatori incoming specializzati; è possibile scoprire dove alloggiare secondo le proprie preferenze, da alberghi a bed & breakfast, campeggi, country house, agriturismi etc… Insomma, ce n’è davvero per tutti i gusti, basta solo avere voglia di scoprire e un po’ di fiato per pedalare nella natura a dimensione delle due ruote. Scarica qui la Guida ai Percorsi Cicloturistici delle Marche.

Ricordiamo anche l’impresa, unica nel suo genere, partita lo scorso anno dalle Marche, ovvero raggiungere Londra in biciletta, attraversando l’Europa in una Long Ride di 2.100 km, organizzata dal tour operator Marche Bike Life.

Da poco inoltre è online il nuovo portale Marche Outdoor.

Il logo del disicplinare Marche by Bike

Il logo del disicplinare Marche by Bike

I campioni amano la nostra terra

In tanti hanno scelto le Marche come terra in cui vivere o semplicemente allenarsi. Il primo tra tutti è stato il Pirata, Marco Pantani, che sceglieva le alture, ripide e spietate, della parte nord delle Marche, e in particolare il Monte Carpegna, con le sue affilate formazioni rocciose, brutali quanto ossessivamente belle e ricercate. Di  Michele Scarponi, ciclista di professione per oltre vent’anni e vincitore di due tappe del Giro d’Italia e, nel 2011, del Giro d’Italia, abbiamo già detto. L’edizione 2018 era dedicata a lui, con l’arrivo di una tappa proprio nella sua Filottrano.

Da sinistra: Michele Scarponi, Marco Pantani, Yuri Chechi e Valentino Rossi

Da sinistra: Michele Scarponi, Marco Pantani, Yuri Chechi e Valentino Rossi

Non tutti sanno, inoltre, che Yuri Chechi, toscano di nascita, da giovane si allenava a Fermo: ora ha scelto di vivere nelle Marche, Ripatransone in particolare, innamorato della qualità di vita. Il campione olimpico, medaglia d’oro ad Atlanta 1996, ha aperto un agriturismo realizzato con la bioarchitettura, durante il quale accompagna i suoi ospiti in bici alla scoperta del territorio, insieme a Andrea Tonti e il tour operator Bike Division (scoprire il Marche Eco Cycling Tour). Come non citare, tra gli sportivi marchigiani over the top, il campione per eccellenza delle due ruote, questa volta a motore, Valentino Rossi, pluricampione mondiale Moto Gp di Tavullia, Pesaro.

Info utili per seguire la Tirreno-Adriatico

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