Pedalando nelle Marche con la Tirreno-Adriatico

Scopri le Marche grazie al percorso della corsa ciclistica Tirreno-Adriatico che attraverserà la nostra regione dall’11 al 14 settembre 2020 dall’arrivo in salita a Sarnano-Sassotetto fino a Senigallia, passando per i Monti Sibillini e Camerino, e poi Loreto e Recanati, Montefano, Osimo, Porto Recanati e Numana, lambendo Ancona per poi attraversare Agugliano, Ostra, Senigallia e Marzocca, concedendosi anche quest’anno la cronometro finale a Porto d’Ascoli e San Bendetto del Tronto.

La Tirreno Adriatico, che inizia il 7 settembre, è un strada disegnata dalla natura e dalla storia, una strada che unisce i due mari, che sa inclinarsi e arrampicarsi, offrendo scenari e città uniche nel suo genere.

Per gli appassionati di ciclismo agonistico, inoltre, rappresenta il primo banco di prova stagionale.

Abbiamo scelto come Regione di promuovere le Marche anche attraverso questa competizione non solo per il legame storico – rappresentato da San Benedetto, da Michele Scarponi e ora da Vincenzo Nibali, ultimo vincitore italiano della gara – ma anche perché vogliamo puntare sulle due ruote come elemento di narrazione del nostro territorio”, dice Luca Ceriscioli, Presidente della Regione Marche. Il 2020 sarà infatti un anno speciale, “l’anno della top destination decretata da Lonely Planet, l’anno del Giubileo di Loreto e poi i Cinquecento anni di Raffaello. Sappiamo quindi”, continua il governatore, “che possiamo contare anche sullo straordinario ritorno di immagine che questa gara porta da sempre con sé in tutto il mondo”.

Vincenzo Nibali, due volte vincitore della Corsa dei Due Mari (2012, 2013) e testimonial di Marche Outdoor, sarà presente al via dell’edizione 2020.

Michele Scarponi - Filottrano
Michele Scarponi alla Tirreno Adriatico e, a destra, una veduta della sua città, Filottrano

Anche questa edizione della Tirreno-Adriatico, la 55ma, unirà bene il connubio Sport – il Ciclismo come rappresentazione dell’impegno e della tenacia per raggiungere traguardi – e promozione a livello internazionale della bellezza delle Marche come terra della pluralità di emozioni.

Come non ricordare poi il ciclista per eccellenza di questa regione, il compiando Michele Scarponi a cui è stata dedicata proprio l’edizione 2018: fu lui a salire per ben tre volte sul podio finale della Tirreno-Adriatico: vincitore nel 2009; secondo nel 2010 e terzo nel 2011.

1. Nei Monti Sibillini, salite e discese fino a Sarnano-Sassotetto – 11 settembre

La carovana ciclistica entra nelle Marche dai Monti Sibillini, con una tappa molto impegnativa. Dopo Visso si sale al Santuario di Macereto, poi Polverina e, dopo un andirivieni di salite e discese, si arrivare a Sarnano e Sassotetto.

Sarnano, uno dei Borghi più Belli d’Italia e Bandiera Arancione, conserva intatto il suo centro storico medievale e si trova lungo il Cammino Francescano della Marca. Trekking, mountain bike e volo libero, oltre a 11 km di piste da sci con impianti di risalita sono il ‘pane quotidiano’ di questa terra. E sopra al pane… non può mancare il Ciauscolo, il salame spalmabile, tipico delle Marche.

Lungo il tragitto dei ciclisti, mostrato in tutto il suo splendore dalle telecamere della Rai, si potranno ammirare i fantastici paesaggi delle Marche, regione insignita per il 2020 come top destination dalla Lonely Planet.

Il borgo di Sarnano (Foto Ignazio Maria Coccia)

Per informazioni scrivete al Numero Verde del Turismo della Regione Marche: numeroverde.turismo@regione.marche.it.

2. Dalla città delle fisarmoniche alla spiaggia di velluto, Senigallia – 12 settembre

E’ una tappa non particolarmente impegantiva ma di certo molto suggestiva per i paesaggi che si apriranno agli occhi dei ciclisti e degli spettatori, visto che si parte da Castelfidardo, ‘capitale europea’ della Fisarmonica, per poi arrivare a Numana, lambire Ancona e attraversare Agugliano, San Marcello, Ostra, Marzocca e Senigallia.

La cittadina con la spiaggia detta “di velluto”, Senigallia appunto, vanta 13 chilometri di sabbia finissima, interrotti solo dai lunghi moli del porto e dalla suggestiva Rotonda a Mare, nata nel XIX secolo. Bandiera Blu praticamente da sempre, nella zona del centro spicca la Rocca Roveresca, splendido esempio di architettura militare quattrocentesca, fatta costruire da Giovanni della Rovere, nominato signore di Senigallia da Papa Sisto IV.

Da visitare: il Palazzo del Duca, il Palazzetto Baviera, i Portici Ercolani e il Foro Annonario, struttura neoclassica in laterizio a pianta circolare, costruito nel 1834 su disegno dell’architetto Pietro Ghinelli, sede del mercato cittadino e suggestivo scenario di spettacoli e concerti in estate.

Il tramonto sul mare di Senigallia (foto Enrico Pighetti dal contest “Porta le Marche nel mondo”)

3. La tappa dei Muri, da Pievetorina girando tra Recanati e Loreto – 13 settembre

È la tappa dei Muri, ma anche la tappa di Leoardi e della Beata Vergine Maria, considerato che si attraversa Recanati, città dell’Infinito, per poi arrivare a Loreto, la Città Mariana per eccellenza.

Ben 3 giri di circuito che portano la corsa a affrontare 3 volte la salita di Loreto (che costituisce l’arrivo) e 3 volte quello di Recanati, non prima di aver affrontato la discesa costante dei Monti Sibillini, passando da Camerino, raggiungendo la valle del fiume Potenza si affrontano le salite Montefano e Osimo prima di entrare nel circuito e finale.

La Basilica della Santa Casa di Loreto e la planimetria della tappa

Loreto è la città del volo: l’antica devozione vuole infatti che la notte del 10 dicembre 1294 la Santa Casa, dove la Vergine Maria nacque, crebbe e dove ricevette l’annunciazione, venne trasportata in volo dagli angeli da Nazareth a Loreto. Da allora sorse la città, costruita intorno al santuario, divenuto un importante crocevia religioso e culturale legato al culto mariano e che accoglie ogni anno circa 4 milioni di visitatori. A 100 anni dalla proclamazione della Madonna di Loreto come patrona degli aviatori, dallo scorso 8 dicembre e fino al 10 dicembre del 2020, ricorrenza della Traslazione della Santa Casa di Loreto, ci celebra l’Anno Giubilare, con l’apertura della Porta Santa

4. A San Benedetto per il cronometro – 14 settembre

La conclusione della Tirreno-Adriatico è a San Benedetto del Tronto, cronometro alla mano, per la “volata” finale. Si tratta di una Cronometro individuale di 10 mila metri, che attraversa Porto d’Ascoli e San Benedetto del Tronto, la Riviera delle Palme. Bandiera Blu, grazie alle ampie spiagge sabbiose incorniciate nell’affascinante sfondo delle palme e degli oleandri, San Benedetto del Tronto vanta un’ampia pista ciclabile che costeggia ininterrottamente la spiaggia e prosegue senza interruzioni per oltre 15 km, fino a Cupra Marittima.

La cittadina è dotata di un porto turistico, un porto peschereccio e un mercato del pesce all’ingrosso, tra i più importanti d’Italia. Attrazioni da non perdere sono il Polo Museale del Mare, il Museo Ittico e il Museo d’Arte sul Mare, un museo permanente all’aperto, che si sviluppa lungo tutto il molo ed ospita ben 145 opere d’arte. La città di San Benedetto del Tronto presenta un nucleo antico (il “paese alto”), caratterizzato dalla trecentesca esagonale Torre dei Gualtieri. Il “torrione”, che attraverso il suo orologio scandisce le ore della giornata, è il simbolo della città.

San Benedetto del Tronto
San Benedetto del Tronto

Marche Outdoor, il ciclo-turista scopre il paesaggio diversificato della regione

La Regione Marche torna protagonista e lo fa con lo sviluppo di un turismo sostenibile e di qualità orientato agli amanti dell’outdoor; si parte dalla bicicletta, si parte con il nuovo portale – www.marcheoutdoor.it – e con un network bike: strutture ricettive, ristoranti, officine, guide cicloturistiche e ogni altro tipo di servizio orientati a soddisfare ogni richiesta del viaggiatore e accompagnarlo nell’intero territorio regionale.

La filosofia del progetto è quella di usare la bicicletta come mezzo facendo vivere al ciclo-turista le emozioni che il territorio marchigiano può offrire tra biodiversità, colori diversificati e un paesaggio “intatto” naturale.

Ad oggi, sulla piattaforma Marche Outdoor, sono caricati 24 percorsi e da ottobre 2019 è anche disponibile l’App Marche Outdoor pensata per essere vicino a tutti i cicloturisti.

I campioni amano la nostra terra

In tanti hanno scelto le Marche come terra in cui vivere o semplicemente allenarsi. Il primo tra tutti è stato il Pirata, Marco Pantani, che sceglieva le alture, ripide e spietate, della parte nord delle Marche, e in particolare il Monte Carpegna, con le sue affilate formazioni rocciose, brutali quanto ossessivamente belle e ricercate. Di  Michele Scarponi, ciclista di professione per oltre vent’anni e vincitore di due tappe del Giro d’Italia e, nel 2011, del Giro d’Italia, abbiamo già detto. L’edizione 2018 era dedicata a lui, con l’arrivo di una tappa proprio nella sua Filottrano.

Da sinistra: Michele Scarponi, Marco Pantani, Yuri Chechi e Valentino Rossi
Da sinistra: Michele Scarponi, Marco Pantani, Yuri Chechi e Valentino Rossi

Non tutti sanno, inoltre, che Yuri Chechi, toscano di nascita, da giovane si allenava a Fermo: ora ha scelto di vivere nelle Marche, Ripatransone in particolare, innamorato della qualità di vita. Il campione olimpico, medaglia d’oro ad Atlanta 1996, ha aperto un agriturismo realizzato con la bioarchitettura, durante il quale accompagna i suoi ospiti in bici alla scoperta del territorio, insieme a Andrea Tonti e il tour operator Bike Division (scoprire il Marche Eco Cycling Tour). Come non citare, tra gli sportivi marchigiani over the top, il campione per eccellenza delle due ruote, questa volta a motore, Valentino Rossi, pluricampione mondiale Moto Gp di Tavullia, Pesaro.

Vincenzo Nibali in uno degli spot realizzati per le Marche

Info utili per seguire la Tirreno-Adriatico

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