Il Cammino Francescano della Marca: da Assisi ad Ascoli Piceno

Le Marche sono state percorse, nei secoli, da molti Santi, primo fra tutti il Patrono d’Italia, San Francesco d’Assisi che sin dal suo primo viaggio, risalente al 1208, testimoniò un profondo legame con la nostra terra influenzandone la vita spirituale, culturale e sociale. Ad Ascoli Piceno giunse nel 1215 e secondo la testimonianza di Tommaso da Celano, predicò a Piazza Arringo.

Nel tempo in cui, come si è detto, predicò agli uccelli, il venerabile padre Francesco, percorrendo città e villaggi per spargere ovunque la semente della benedizione, arrivò anche ad Ascoli Piceno. In questa città annunciò la parola di Dio con tanto fervore, che tutti, pieni di devozione, per grazia del Signore, accorrevano a lui, desiderosi di vederlo e ascoltarlo. ” (I Cel, cap. 22).

Ripercorrendo una delle vie che San Francesco utilizzò ottocento anni fa per le sue predicazioni nelle Marche meridionali nasce nel 2009 il Cammino Francescano della Marca: un percorso spirituale, ma anche turistico e culturale che unisce idealmente il santuario del poverello d’Assisi con il sepolcro del protettore dei terremoti Sant’Emidio d’Ascoli.

Il cammino, che rientra nell’Atlante Digitale dei Cammini del Mibac, si svolgerà quest’anno dal 24 aprile al 1° maggio ma può essere intrapreso in completa autonomia in qualsiasi momento dell’anno in quanto interamente segnalato.

Programma del Cammino Francescano della Marca 2019

pellegrini sulla strada verso pievefavera

Il Cammino Francescano della Marca

167 chilometri, 8 tappe, 2 regioni, 4 province e 17 comuni di cui 13 marchigiani, uniti sotto il nome di San Francesco d’Assisi: ecco un po’ di numeri del Cammino Francescano della Marca che si snoda per sentieri (il 30% del percorso complessivo), sterrati (45% ) e asfalto con traffico automobilistico pressoché assente. Il percorso è interamente segnalato e può essere percorso da Assisi verso Ascoli Piceno e viceversa.

Il punto più basso dell’intero percorso è a 149 mt. di altitudine mentre quello più alto è a 970 mt.. Attraversa 2 regioni (Umbria e Marche), 4 province (Perugia, Macerata, Fermo e Ascoli Piceno) e 17 comuni (Assisi, Spello, Foligno, Serravalle di Chienti, Muccia, Pievebovigliana, Fiastra, Camerino, Caldarola, Cessapalombo, San Ginesio, Sarnano, Amandola, Comunanza, Palmiano, Venarotta e Ascoli Piceno).

Da Assisi a Pievefavera coincide con la Via Lauretana. A Pievefavera i due cammini si dividono: il Cammino Francescano della Marca piega decisamente in direzione sud, mentre la Via Lauretana continua verso Est, verso il mare Adriatico.

In soli 167 chilometri di sviluppo, il Cammino Francescano della Marca offre una varietà unica e straordinaria di paesaggi, di tesori architettonici e spirituali, che permette al pellegrino di fare un viaggio nella storia senza pari.  Naturalisticamente il Cammino tocca quattro parchi: quello del Monte Subasio, quello dell’Altolina, quello di Colfiorito e il Parco Nazionale dei Sibillini. Si passa dalle sorgenti, dai fiumi e dalle cascate alle paludi, dagli altopiani ai boschi, dalle selvagge forre ai panoramici crinali che spesso offrono scorci sul mare Adriatico, dalle dolci colline antropizzate agli aspri calanchi argillosi.

Le più belle tappe marchigiane del Cammino

Il percorso si compone di 8 tappe, due di esse passano in Umbria e sei nelle Marche. Da Assisi il percorso parte e si snoda fino a Spello e Foligno dove comincia la traversata dell’Appennino fino a giungere al passo e all’altopiano di Colfiorito. Ecco le meraviglie che potrete ammirare nelle Marche.

Poco prima di uscire dall’Altopiano di Colfiorito, in località Fonte delle Mattinate, di particolare interesse storico è la Botte Varanouna delle opere idrauliche rinascimentali meglio conservate e imponenti d’Italia. Commissionata da Giulio Cesare Varano da Camerino, fu costruita nella seconda metà del ‘400 per drenare le acque palustri.

Scopri tutta la tappa da Colfiorito a Muccia 

Botte di Varano a Serravalle di Chienti

Botte di Varano a Serravalle di Chienti – Foto da http://turismo.comune.serravalledichienti.mc.it

Costeggiando l’alveo del fiume Chienti, si potrà ammirare la stupenda chiesa carolingia di San Giusto di San Maroto, uno dei monumenti più importanti del romanico marchigiano. La particolare struttura della chiesa ha alimentato numerose congetture sulla sua nascita. Pensate che alla sua tradizionale lettura come chiesa fondata intorno all’anno Mille si contrappone l’ipotesi di un padiglione da caccia, funzionante anche come osservatorio astronomico, risalente al periodo carolingio e voluto dallo stesso Carlo Magno.

Scopri tutta la tappa da Muccia a Pievefavera 

Chiesa di San Giusto di San Maroto

Chiesa di San Giusto di San Maroto

Il percorso prosegue transitando per i castelli di Pievefavera, Croce, Vestignano e percorrendo la strada strada conosciuta come Sentiero dei Partigiani si arriva al Castello di Montalto di Cessapalombo, porta Nord all’interno del Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Il suo profilo ancora oggi si staglia all’orizzonte. Le mura, la torre quadrata e l’ampio piazzale d’armi dominano sulla valle.

Scopri tutta la tappa da Pievefavera a Montalto di Cessapalombo 

Da qui si raggiungerà la zona più selvaggia e naturalisticamente più affascinante dell’intero cammino: la Gola del Fiastrone, all’interno del Parco dei Monti Sibillini. Si tratta di scendere per il ripido sentiero, guadare il fiume e risalire dal versante di Monastero. In caso di maltempo, non è consigliabile intraprendere questa deviazione. Se invece le condizioni climatiche lo permettono potrete godere di uno dei più bei spaccati di storia geologica, tettonica e geomorfologica di quest’area e delle Marche in generale.

Scopri tutta la tappa da Montalto di Cessapalombo a Sarnano 

Gola del Fiastrone

Gola del Fiastrone

Dopo il Convento francescano di S.Liberato si raggiunge il borgo medievale di Sarnano, centro termale rinomato che conserva ancora diversi edifici di importanza storica come la chiesa di San Francesco, attigua al palazzo comunale, dedicata alla memoria della visita del Santo nel 1215.  Qui gli storiografi pongono la stesura dei Fioretti di San Francesco, un’antologia sulla vita dei suoi primissimi discepoli, ad oggi la fonte francescana tradotta in più lingue.

Scopri tutta la tappa da Sarnano a Comunanza

Il borgo di Sarnano

Sarnano – Foto di Luigi Alesi

Prima dell’arrivo nella splendida città di Ascoli Piceno si attraverseranno altri tre bellissimi centri storici: Amandola, Comunanza e Venarotta. Nel percorso tra Sarnano e Amandola, degna di nota è l’antica strada romana salaria gallica, così denominata perché collegava la via del sale del Piceno a Senigallia, terra dei galli Senoni. Camminare nel bosco posando i piedi su un acciottolato romano, lungo una via sconosciuta anche a gran parte degli abitanti del territorio è un’esperienza significativa.

Scopri tutta la tappa da Comunanza a Venarotta

Strada romana tra Sarnano e Amandola

Strada romana tra Sarnano e Amandola

Amandola è l’unico centro della provincia di Fermo attraversato dal Cammino francescano della Marca, considerata tra i principali centri del Parco Nazionale dei Sibillini, è comune dal 1249 ed è insediamento dai tempi longobardi. Tesoro gastronomico di Amandola sono i rinomati tartufi bianchi.

Amandola

Amandola – Foto di Alessandro Galloppa

Comunanza è un delizioso centro storico al di là del fiume Aso che lo attraversa. La curiosità è che è definito il paese della longevità per via della dieta tipica di questa zona, tanto che è stato stilato un menù tipico studiato a livello internazionale. Comunanza è stata tra i primi comuni del Cammino Francescano della Marca ad aprire un ostello comunale per pellegrini, di 10 posti letto, completo di cucina e bagni e inserito in una residenza storica del centro.

Dopo Palmiano, il comune più piccolo della provincia ascolana si raggiunge Venarotta e da qui parte l’ultima tappa del Cammino Francescano della Marca: quella che arriva a Ascoli Piceno percorrendo l’alveo del torrente Chiaro. L’aspetto caratteristico di questa zona è la presenza dei calanchi, un fenomeno geomorfologico di erosione del terreno che delinea un paesaggio fatto di precipizi d’argilla, violenti dirupi, coni aguzzi senza alberi, come un paesaggio lunare.

Scopri l’ultima tappa da Venarotta ad Ascoli Piceno

Il fenomeno dei calanchi

Il fenomeno dei calanchi

L’ingresso ad Ascoli Piceno è qualcosa di straordinario. Superando la città nuova, in pochi minuti, dalla campagna si passa al centro storico con le sue mura monumentali e le sue torri. Denominata la città di travertino perché decorata con questa roccia calcarea visivamente simile al marmo, Ascoli è una città da visitare, da vivere, che vi emozionerà ad ogni rua e ad ogni piazza.

Ascoli Piceno, la città di travertino

Ascoli Piceno, la città di travertino

La Segnaletica del Cammino 

La segnaletica del Cammino Francescano della Marca si presenta sia con tabelle apposte su pali nei principali incroci (verticale) e sia con bandierine bianche e rosse su pietre, alberi, muri, ecc. (orizzontale). Sono facilmente riconoscibili dal logo arancio del Cammino, dall’acronimo CFM (Cammino Francescano Marca) e dalle indicazioni poste su tre righe incise in nero sulle tabelle.

Credenziale e Attestato di percorrenza

La credenziale è un documento di viaggio che accompagna sempre il pellegrino. Serve ad attestare la sua identità, la sua condizione e le sue intenzioni. Per ottenerla bisogna contattare prima della partenza il Capitolo della Confraternita della propria regione. A tutti coloro che hanno percorso almeno 100 km a piedi è rilasciato all’arrivo un attestato in pergamena. Per chi percorre il Cammino da Assisi in direzione Ascoli deve prenotarlo prima della partenza alla mail camminofrancescano@gmail.com. Per chi invece raggiunge Assisi lo può ritirare direttamente presso l’Ufficio del pellegrino negli orari 10.00/12.30 14.00/17.00 (tel. 075/819001).

Dove dormire e dove mangiare

Le strutture di accoglienza, come ostelli, b&b e alberghi presenti nel territorio attraversato dal Cammino Francescano della Marca (escluse le città) vengono aperti solo su prenotazione, essendo questa una zona a bassa antropizzazione. Nel sito sono segnalate tutte le strutture disponibili comprese quelle distanti fino a 2 chilometri dal percorso.

Alcune delle strutture d’accoglienza che hanno ospitato i pellegrini fino a tre anni fa non sono più agibili o non ci sono più a causa del sisma. Quindi d’accordo con alcune amministrazioni comunali i pellegrini saranno ospiti nei container e nelle tende destinati agli sfollati. Un modo per conoscere dal vivo la ferita del cratere sismico ma un modo anche per sostenere le poche attività commerciali che ancora resistono.

Dove dormire

Dove mangiare 

Siete ancora indecisi? Cosa aspettate? “Nelle campagne, tra i monti, ovunque c’è un sentiero ed una meta da raggiungere.”

Info utili

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