Marche: il Grand Tour Leopardiano

Non è semplice raccontare il Grand Tour Leopardiano alla scoperta dei luoghi marchigiani che hanno suggestionato ed ispirato il grande Giacomo Leopardi: per questo motivo è stato realizzato un documentario, scritto e diretto da Alessandro Scillitani, dove il poeta e le sue Marche sono raccontati da studiosi ma anche dai sogni dell’angelo ribelle Osvaldo Licini, dal poeta Francesco Scarabicchi, dall’artista Valeriano Trubbiani.

Vi consigliamo di vederlo e poi vi aiuteremo ad organizzare  il vostro Grand Tour. Con libertà di pensiero, passione, ricerca dell’Infinito. Come avrebbe voluto Giacomo.

Cosa rappresenta oggi Giacomo Leopardi per le Marche?

La sua poesia è solo quella che abbiamo imparato a scuola o una suggestione continua che rafforza in ognuno di noi la ricerca infinita del senso della vita? I suoi versi sono sedimentati nella memoria scolastica o sono oggi un forte continuo richiamo che ci accompagna e ci fa amare i personaggi delle poesie e le sensazioni che avvertiamo leggendo di  rintocchi delle campane del villaggio, del viaggio notturno dei pastori, della silenziosa luna che veglia le nostre valli? Ma soprattutto oggi Leopardi dove lo possiamo ritrovare? Nella sua Recanati o anche nei borghi, librerie storiche, teatri scintillanti, arie e liriche dei grandi musicisti della sua epoca?

E oggi le Marche, sono una destinazione leopardiana dove perdersi negli infiniti paesaggi dal mare alla montagna, arricchiti dalla lettura e meditazione dei versi del giovanetto di Recanati?

Piazza G. Leopardi con il monumento a lui dedicato, Recanati © Tanoni, Comune di Recanati.

Piazza G. Leopardi con il monumento a lui dedicato, Recanati © Tanoni, Comune di Recanati.

Noi pensiamo di si. Ecco perché dopo il grande successo del film “Il Giovane Favoloso” di Mario Martone, vi proponiamo un tour dei luoghi leopardiani più suggestivi delle Marche.  Dal borgo natìo di Recanati ai musei e biblioteche che contengono i frammenti della vicenda storica e letteraria di uno dei marchigiani più illustri e noti nel mondo; ma anche un tour che esplora le Marche al tempo di Leopardi.

La base di partenza è certo Recanati, un set a cielo aperto: appuntamento nella Piazzetta del Sabato del Villaggio dove si erge maestosa la Casa Leopardi con la sua immensa biblioteca che conserva più di 20.000 volumi, costruita e costantemente aggiornata da Monaldo Leopardi. Si entra e si visita il luogo dove Giacomo e i suoi fratelli si sono formati, ore e ore di studio “matto e disperatissimo”. Info per visitare la biblioteca leopardiana.
La piazza, è abbracciata da un lato dalla Chiesa di Santa Maria di Montemorello, costruita nel secolo XVI per volere e a spese di Pierniccolò Leopardi. Lo sapevate che qui è conservato l’atto battesimale del poeta?

La biblioteca di casa leopardi e La piazza della celebre poesia “Il sabato nel villaggio”, Recanati © Adriana Pierini

La biblioteca di casa leopardi e La piazza della celebre poesia “Il sabato nel villaggio”, Recanati © Adriana Pierini

Dall’altra parte della Piazza si trova la famosa “casa di Silvia”, una lunga costruzione che in parte era adibita a scuderia, in parte era abitata dalla famiglia di Teresa Fattorini che, morta giovanissima, fu immortalata da Giacomo nella poesia “A Silvia”. Sul lato ovest esisteva, ora demolita, la casetta ove sedeva “su la scala a filar la vecchierella”. È proprio il caso di dire che in pochi metri quadri è conservato il succo della storia del poeta! Ma qui a Recanati c’è di più…

“Sempre caro mi fu quest’ermo colle”, Recanati (MC) Foto di Adriana Pierini

“Sempre caro mi fu quest’ermo colle”, Recanati (MC) Foto di Adriana Pierini

Rifugio e prigione di Giacomo, il Monte Tabor, il colle di Recanati che si affaccia verso sud da cui si domina un bellissimo panorama verso i Monti Sibillini. Meglio conosciuto appunto come “il Colle dell’Infinito” ispirò uno degli idilli più famosi di Leopardi, “L’Infinito”.

Il colle dell’Infinito, dove Leopardi terminava le passeggiate quotidiane che iniziavano dal cortile del palazzo e passavano dai giardini del Convento di Santo Stefano, sorto nel Quattrocento su un terreno della famiglia Leopardi e oggi sede del Centro Mondiale della Poesia.
La scena della recita dell’Infinito nel film Il Giovane favoloso è indimenticabile. Palazzo Venieri, uno dei più antichi e interessanti di Recanati e da cui si gode un panorama mozzafiato e il suo chiostro fanno da sfondo ad una brevissima scena del film Il Giovane favoloso.

Una foto di scena con l’attore Elio Germano durante le riprese del film “Il giovane favoloso” di Mario Martone © Palomar

Una foto di scena con l’attore Elio Germano durante le riprese del film “Il giovane favoloso” di Mario Martone © Palomar

Altri sono i luoghi leopardiani a Recanati: il  chiostro interno della chiesa di S. Agostino, con la torre resa celebre dalla poesia “Il passero solitario”; la duecentesca Torre del Borgo, citata nelle Ricordanze per lo scoccare delle ore il cui suono giungeva al poeta portato dal vento.

Proseguendo ancora lungo la Strada Magna corso Persiani) si arriva a un  bivio. Prendendo a destra si scende verso le Mura Sforzesche ai piedi delle quali un minuscolo giardino è quanto rimane dell’area che ai tempi del poeta era destinata al Gioco del pallone, come ricorda la targa della via.

Basta comunque poco per rivedere, nei bambini sulle altalene o gli scivoli, il garzon bennato che nella sua lirica  “A un vincitore nel pallone” Giacomo paragona agli eroi della classicità greco-romana.

La Disfida del Bracciale a Treia (MC)

La Disfida del Bracciale a Treia (MC)

Se quindi fu a Recanati che Leopardi ebbe i primi contatti con il gioco del pallone al bracciale, la sua ammirazione per Carlo Didimi fu celebrata sotto le mura di Treia e di Macerata; così come la sua passione per la musica, coltivata in famiglia come di consueto all’epoca o nei spettacoli dei teatri storici frequentati,  era alimentata nelle Marche dalla presenza di geni europei come Giovan Battista Pergolesi (Jesi), Gaspare Spontini (Maiolati Spontini) e l’amato Gioachino Rossini (Pesaro).

Le musiche dei tre compositori oggi risuonano nei teatri storici  della regione; la loro vita è raccontata a nelle città che li hanno visti nascere: Jesi, con il bel teatro Giovan battista Pergolesi; il centro storico di Maiolati Spontini ricco di luoghi spontiniani; Pesaro, la patria di Rossini.

Giacomo nutrì una profonda ammirazione per Rossini. In una lettera del 5 febbraio 1823 scrisse da  Roma a Carlo Antici “Mi congratulo con te delle impressioni e delle lagrime che t’ha scagionato la musica di Rossini…e potrei pianger ancor io, se il dono delle lagrime non mi fosse stato sospeso…”.

Teatro G.B. Pergolesi a Jesi (AN) © Rosalia Filippetti

Teatro G.B. Pergolesi a Jesi (AN) © Rosalia Filippetti

A Pesaro nei Musei Civici è possibile anche ammirare la Collezione del sec. XIX che la Marchesa Mosca (Giacomo era nipote dei Mosca di Pesaro) donò al Comune.

Nella Biblioteca storica Oliveriana si trovano alcune lettere originali di Giacomo Leopardi e il Fondo Terenzio Mamiani (a Firenze diventa amico di Giacomo di cui è anche lontano parente) con manoscritti ed opere a stampa, medaglie, semibusto.

Musei Civici di Palazzo Mosca di Pesaro (PU)

Musei Civici di Palazzo Mosca di Pesaro (PU)

Leopardi maturò un convinto apprezzamento per le opere di Antonio Canova anche se i due non si incontrarono mai. Nel Museo di Genga è esposta la “Madonna con Bambino” opera della bottega di Antonio Canova proveniente dal tempietto neoclassico progettato da Giuseppe Valadier nel cuore della Gola di Frasassi; nella Biblioteca comunale di Cagli è conservato, oltre ad altre prestigiose raccolte, un importante corpus graphicum canoviano composto da  57 disegni eseguiti dallo sculture veneto, parzialmente rilegati in un taccuino, che testimoniano la grande cura con cui il maestro conservò ogni traccia del suo operato artistico mentre 13 disegni sono sciolti e fra questi  si segnalano anche studi risalenti all’ultimo periodo dell’attività dell’artista.

La piazza principale di Cagli (PU) © Marche Tourism su Flickr

La piazza principale di Cagli (PU) © Marche Tourism su Flickr

Il tour leopardiano tocca Loreto, set del film Il Giovane favoloso, scrigno di fede, arte e cultura, a due passi da Recanati;  arriva fino a Visso dove nel Museo civico diocesano sono conservati alcuni manoscritti del poeta tra cui i celebri Idilli L’Infinito, La Sera del giorno festivo, La Ricordanza o Alla Luna, Il Sogno.

Ecco che all’ombra della  magia dei Monti Sibillini, il borgo di Visso tramanda un patrimonio inestimabile.

Il borgo medievale di Visso (MC) © Associazione Bandiere Arancioni

Il borgo medievale di Visso (MC) © Associazione Bandiere Arancioni

Info utili:

 

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