Idea weekend: un tour sottosopra a Fermo

Siete pronti ad iniziare un tour sottosopra? Non abbiate paura, non si tratta di montagne russe ma esploreremo la città di Fermo in superficie e nel sottosuolo. Scommettiamo che siete curiosi delle scoperte che faremo? Allora venite con noi.

1. Una passeggiata poetica guardando il mare d’inverno 

Iniziamo sgranchendoci le gambe e sentendo sul nostro viso la brezza del mare d’inverno. Malinconico, forse un po’ grigio, ma tanto poetico. Sette sono i chilometri di spiagge delle provincia di Fermo, sabbiose o con sassi, c’è l’imbarazzo della scelta. Ebbene si, anche la provincia di Fermo è toccata dal mare.  Il rumore delle onde ci rilassa lentamente e ci fa pensare al futuro, e come canta Loredana Bertè “Passerà il freddo e la spiaggia lentamente si colorerà, la radio e i giornali e una musica banale si diffonderà nuove avventure discoteche illuminate”.

Lido di Fermo © Leitmotiv su Instagram

Lido di Fermo © Leitmotiv su Instagram

2. A teatro tra musica e prosa

A pochi passi dalla piazza principale scopriamo il Teatro dell’Aquila di Fermo: un gioiello incastonato tra palazzi storici. Entriamo e l’atmosfera calda ci avvolge e sembra quasi di sentire le note dell’Aida di Giuseppe Verdi riecheggiare nell’aria.

Il Teatro dell'Aquila di Fermo © MarcheTourism su Flickr

Il Teatro dell’Aquila di Fermo © Marche Tourism su Flickr

Questo teatro è stato edificato a partire dal 1780 su progetto dell’architetto Cosimo Morelli in sostituzione di una struttura precedente in legno perduta a causa di un incendio e situata nel Palazzo dei Priori.  Ci sediamo in una delle comode poltroncine, alziamo la testa per ammirare i tanti palchetti che abbracciano la platea, sono  ben 124 su cinque ordini che conferiscono al teatro un’atmosfera di maestosità.

L'interno del Teatro dell'Aquila di Fermo © MarcheTourism su Flickr

L’interno del Teatro dell’Aquila di Fermo © Marche Tourism

Ma guardiamo ancora un po’ più in su: Giove, Giunone, le tre Grazie e le sei Ore notturne danzanti attirano il nostro sguardo, il dipinto colorato realizzato da Luigi Cochetti raffigura i Numi dell’Olimpo rapiti dal canto di Apollo. Lo sapevate che al centro del soffitto si trova un sontuoso ed enorme lampadario? Noi abbiamo contato 56 bracci di ferro dorato e foglie lignee, un capolavoro che va ammirato a bocca aperta! Questo teatro è un piccolo gioiello dove si respira la Cultura, con la C maiuscola!

L'affresco del soffitto nel Teatro dell'Aquila di Fermo © MarcheTourism

L’affresco del soffitto nel Teatro dell’Aquila di Fermo © Marche Tourism

3. Visitare un tempio decorato

Proseguiamo il nostro tour della città e a pochi metri da Piazza del Popolo e saliamo fino al Colle Grifalco, ci fermiamo per un attimo ed ammiriamo il Duomo. Lo sapevate che è stato fondato su un antico tempio pagano? Purtroppo questo edificio finì sotto gli occhi del temibile Federico I, detto il Barbarossa, che lo distrusse. Ma la storia non si cancella così facilmente, del vecchio tempio sono infatti presenti alcune tracce e della sua ricostruzione, voluta da Federico II, è rimasta soltanto la facciata romanico-gotica e alcuni affreschi del Trecento. L’interno invece è stato modificato nel Settecento ed è in stile neoclassico.

La facciata del Duomo di Fermo © Silvia Bombardieri su Instagram

La facciata del Duomo di Fermo © Silvia Bombardieri su Instagram

Insomma, dalla soglia d’entrata all’abside, tra colonne, affreschi e decorazioni percorrerete secoli e secoli di storia fino ad arrivare al III-IV secolo. Il vostro viaggio indietro nel tempo terminerà nella cripta duecentesca dove troverete persino un’icona bizantina, dono del grande predicatore di origini marchigiane San Giacomo della Marca e un mosaico paleocristiano con bassorilievi di pavoni e altri animali. Qui dentro, se state attenti ai particolari, non finirete mai di stupirvi!

La cripta del Duomo di Fermo © Marca Fermana

La cripta del Duomo di Fermo © Marca Fermana

4. Perdersi in un sontuoso Palazzo 

Il Palazzo dei Priori di Fermo © Marche Tourism  su Flickr

Il Palazzo dei Priori di Fermo © Marche Tourism su Flickr

Dalla cripta del Duomo con la luce fioca e la penombra, riemergiamo e ritorniamo nella piazza principale per visitare Palazzo dei Priori di Fermo, il più antico palazzo della città nato da edifici già esistenti che furono armonizzati da una facciata nel Cinquecento diventando tutt’uno. Qui ripercorriamo la storia, in questo palazzo infatti hanno sede il Museo Archeologico con reperti che testimoniano la civiltà preromanica e picena fin dal IX secolo al III secolo a.C.  Saliamo di un piano e troviamo i fasti dell’arte tardo-gotica e Rinascimentale nella Pinacoteca Civica. Qui fermatevi per un attimo di fronte ad una grande opera, la famosa “Adorazione dei pastori” di Peter Paul Rubens del 1608. La leggenda narra che quest’opera fu spedita da Rubens arrotolata e legata al dorso di un asino.

"L'adorazione dei pastori" di Peter Paul Rubens, Pinacoteca Civica di Fermo

“L’adorazione dei pastori” di Peter Paul Rubens, Pinacoteca Civica di Fermo

Se pensate di aver terminato la vostra visita qui dentro, vi sbagliate di grosso. Adesso arriva il pezzo forte: la Sala del Mappamondo che conserva il fondo più antico della Biblioteca Civica e non solo… Ospita il grande Mappamondo realizzato nel 1713 dall’abate Amanzio Moroncelli. Lo sapevate che misura 185 cm di diametro e 568 cm di circonferenza? Dite la verità, non avete mai visto un mappamondo così grande, vero?

La Sala del Mappamondo © FAI Fondo Ambiente Italiano

La Sala del Mappamondo © FAI Fondo Ambiente Italiano

5. Esplorare il sottosuolo

Le cisterne romane di Fermo © Sistema Museale Marca Fermana

Le cisterne romane di Fermo © Sistema Museale Marca Fermana

 Penultima tappa del nostro viaggio sottosopra: le Cisterne Romane, databiliI secolo d.C. Lo sapevate che sono le più grandi in Italia? Ben 2.200 metri quadri, 30 ampi vani su 3 file parallele: un impianto architettonico geniale e funzionante per raccogliere l’acqua piovana e sorgiva, distribuendola in tutta la città. Sono affascinanti, i muri di queste cisterne trasudano la storia, ci fanno pensare alle grandi imprese architettoniche dei romani, che ci stupiscono ancora oggi. Una curiosità: in alcuni punti sembra che sia stato usato un intonaco speciale resistente all’acqua, o come diremmo oggi “waterproof”. Non è incredibile? Meritano del tempo e vi consigliamo di fare una visita guidata, per scoprirle fino in fondo!

Le cisterne romane di Fermo © Marche Tourism

Le cisterne romane di Fermo © Marche Tourism

6. Rifocillare mente e corpo

Dalle viscere della terra risaliamo nuovamente in superficie! Sicuramente con tutti questi giri vi sarà venuta fame, vero? E allora non basta che fare pochi metri e sotto i porticati da una parte all’altra della piazza troverete sicuramente la soluzione che fa per voi. Avete voglia di fare un aperitivo sorseggiando del buon vino e mangiando qualche stuzzichino? Niente paura, troverete il posto accogliente che fa per voi.

I maccheroncini di Campofilone  © Marche Tourism su Flickr

I maccheroncini di Campofilone © Marche Tourism su Flickr

Se invece avete voglia di concedervi un pranzo abbondante senza pensare troppo alla dieta, vi consigliamo di fare un giro nei dintorni della piazza principale, troverete il ristorante giusto per voi che vi cucinerà specialità tipiche del fermano, come i famosi Maccheroncini di Campofilone, deliziosi al palato e ricchi di proprietà nutritive grazie alla sottigliezza della sfoglia e del taglio. Vi lasciamo così, con l’acquolina in bocca, sperando di avervi fatto venire voglia di passare una giornata a Fermo tra arte, storia e buona cucina.

Info utili 

  • Scopri le città d’arte nelle Marche sul sito del Turismo
  • Esplora Fermo e la sua storia, clicca qui

 

Ti potrebbe interessare anche...

2 thoughts on “Idea weekend: un tour sottosopra a Fermo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.