Un weekend a Recanati, la città di Giacomo Leopardi

Cosa vi viene in mente se diciamo Recanati? Giacomo Leopardi, senza dubbio! La città è sicuramente nota per aver dato i natali al poeta ma merita una visita non solo per questo!

Vi raccontiamo 8 buoni motivi per scoprire questo borgo meraviglioso che sorge su un colle a 296 metri sul livello del mare dal quale ammirare una vista spettacolare sui borghi sparsi tra valli e colline, il mare Adriatico ad est e i Monti Sibillini a occidente.

Recanati immersa fra le colline – Foto Archivio Regione Marche

Siete pronti? Ecco i nostri consigli su come trascorrere un weekend a Recanati, immersi in un’atmosfera poetica fra arte, paesaggi meravigliosi, musica e… bellezza infinita.

1. Il cuore del centro storico della città

Il punto nevralgico della città di Recanati è sicuramente la sua piazza principale, intitolata al grande poeta. Piazza Leopardi vi accoglierà con una statua di Giacomo davanti alla quale tutti, non solo i turisti ma anche i cittadini stessi, hanno almeno una fotografia. Perciò, cellulari o macchine fotografiche alla mano e scattate!

Piazza Leopardi – Foto Archivio Regione Marche

Su un intero lato della piazza si affaccia il Palazzo comunale, all’interno del quale vi consigliamo di visitare l’Aula Magna, la Sala degli Stemmi e l’Aula Consiliare. 

DI fronte, imponente, svetta la torre civica recentemente restaurata alla quale è possibile accedere per godere di una vista della città e della campagna circostante e dalla quale sono ben visibili i comuni arroccati sui colli limitrofi, il mare e i monti Sibillini. Salendo in cime alla torre, potrete visitare il MUREC, museo della città di Recanati.

Il panorama dalla torre civica di Recanati – Foto di Catia Magagnini

Per tutte le info visitate il sito -> www.infinitorecanati.it

2. Casa, biblioteca e cantine di Casa Leopardi

Tappa obbligata per tutti coloro che si trovano, per scelta o per sbaglio, a Recanati è sicuramente l’antica dimora della famiglia Leopardi, che ospita un intero piano musealizzato che permette di accedere alle sale della biblioteca dove Giacomo scriveva e studiava sulle sudate carte.

Biblioteca Leopardiana – Foto Archivio Regione Marche

Dal 18 giugno, per la prima volta, Casa Leopardi apre al pubblico il nuovissimo percorso di visita “Ove abitai fanciullo” sui luoghi dell’anima di Giacomo, dove si svolgeva la vita quotidiana di Giacomo e dei suoi fratelli. Si tratta di un itinerario di visita autonomo che consente l’accesso ai saloni di rappresentanza del palazzo, alla galleria con le sue collezioni d’arte, al giardino che ispirò gli immortali versi de Le ricordanze e agli appartamenti del Poeta. Dalla sua camera Giacomo osservava l’amata luna e le vaghe stelle dell’Orsa.

Come prenotare il nuovo percorso “Ove abitai fanciullo”

Diversi i percorsi di visita disponibili, come il Museo Leopardi, esposizione permanente in dieci sezioni che permette al visitatore di scoprire la storia di Giacomo grazie a una serie di documenti ed oggetti, oltre ad alcuni supporti tecnologici, e una innovativa installazione di oltre 60mq che offre la possibilità di una esperienza immersiva nei luoghi recanatesi frequentati dal poeta, dalla nascita alla composizione de L’Infinito.

Oltre alle aree museali sono visitabili anche le cantine di casa Leopardi, spazio recentemente restaurato che ospita mostre, convegni ed eventi enogastronomici e culturali e dove è possibile acquistare il vino prodotto dalla famiglia nella campagna recanatese.

Per tutte le info visitate il sito –> www.giacomoleopardi.it

3. Una passeggiata alla ricerca dei tanti luoghi leopardiani

I luoghi legati a Giacomo Leopardi a Recanati sono pressoché infiniti. Ogni vicolo, scorcio o affaccio della città è legato a filo doppio al poeta.

Piazza Sabato del Villaggio – Foto Archivio Regione Marche

Davanti alla facciata di casa Leopardi si apre la Piazzuola del Sabato del Villaggio e, su un lato di questa, le scuderie e la casa di Silvia, che sorgeva al primo piano delle stesse, oggi museo, che offre un punto di vista insolito sulla storia di Giacomo.

A pochi minuti a piedi dalla dimora del poeta, altri due importanti luoghi leopardiani.

“D’in su la vetta della torre antica,

Passero solitario, alla campagna

Cantando vai finché non more il giorno”

La torre del passero solitario svetta, affacciata sulla campagna, all’interno del chiostro di Sant’Agostino in quanto non è altro se non la torre campanaria della chiesa: addentratevi nel chiostro e cercate la torre, potreste davvero trovarci un passerotto che cinguetta.

Sul retro di casa Leopardi, si può passeggiare nel parco che sorge sul monte Tabor, colle citato anche nella poesia “Alla Luna”, e dove sorge il Centro Nazionale di Studi Leopardiani, istituito nel 1937.

Sulle pendici del colle è collocata una targa che riporta il primo verso de L’infinito:

“Sempre caro mi fu quest’ermo colle”.

Colle dell’Infinito – Foto Archivio Regione Marche

4. Orto dell’Infinito – Bene del FAI Fondo Ambiente Italiano

A pochi metri da Casa Leopardi è stato recentemente recuperato e riportato al suo originario splendore l’orto dell’antico Monastero di Santo Stefano, giardino nel quale il poeta prese ispirazione per quella che è forse la sua più celebre composizione, L’Infinto.

Orto dell’Infinito – Foto da IG https://www.instagram.com/ortodellinfinito/

Nel recuperato Orto sul Colle dell’Infinito, bene del FAI – Fondo Ambiente Italiano, è possibile fare non solo una passeggiata nella natura ma anche un viaggio all’interno della storia e del significato della poesia, grazie ad un piccolo allestimento multimediale che offre anche la possibilità ai visitatori di registrare la propria interpretazione de L’infinito che andrà ad aggiungersi alle interpretazioni di altri visitatori, che è possibile ascoltare su fainfinito.it

Visitate il sito –> www.fondoambiente.it/luoghi/orto-sul-colle-dell-infinito

5. Recanati e la musica

Come avevamo detto all’inizio di questo viaggio, Recanati non è solo la città che ha dato i natali al grande Giacomo Leopardi; la città è anche legata a filo doppio con la musica, grazie a due suoi figli illustri.

Beniamino Gigli, tenore di fama internazionale, è uno dei più famosi cantanti d’opera del XX secolo. A Recanati Beniamino nasce e si avvicina alla musica, muovendo i primi passi nel coro della Cattedrale. Nel secolo scorso ha calcato la scena di numerosi teatri d’opera cantando opere soprattutto di Donizetti, Verdi, Mascagni e Puccini; la sua fama è anche dovuta alle famose canzoni e romanze da salotto che ha interpretato frequentemente anche nei film, quali “Non ti scordar di me” e “Mamma”.

Museo Beniamino Gigli – Foto di Stefano Ciocchetti

Se volete scoprire qualcosa di più in merito al celebre cantante, è possibile ammirare la sua tomba monumentale e visitare il museo a lui dedicato, ospitato all’interno del teatro comunale.

Il teatro, intitolato all’altro musicista al quale la città ha dato i natali, il compositore Giuseppe Persiani, è un piccolo gioiello con tre ordini di palchi e loggione che ospita ogni anno una stagione teatrale con spettacoli che variano dal balletto, alla poesia, passando per la prosa, il musical e spettacoli per ragazzi.

Presto aprirà le sue porte anche il nuovissimo Museo della Musica, che sorgerà in una struttura adiacente al teatro. Uno spazio che ospiterà esposizioni, postazioni interattive e una sala audio immersiva per un ascolto innovativo. All’interno di questo spazio sarà anche collocato il Museo della Chitarra EKO, azienda leader a livello internazionale, nata qui a Recanati nel 1959, che ha segnato la storia della musica italiana e straniera a partire dagli anni ’60 del ‘900, prestato la sua arte e i suoi prodotti ad alcuni dei più grandi nomi della musica degli ultimi 70 anni, tra i quali Jimi Hendrix e Jimmy Page dei Led Zeppelin.

6. Villa Colloredo Mels e il suo parco, tra percorso fitness e Musei Civici

Villa Colloredo Mels è un’antica dimora che sorge nella parte più occidentale della città, circondata dal parco omonimo, recentemente rimesso a nuovo. All’interno del parco potete trovare un percorso fitness con pannelli e attrezzi, un’area giochi attrezzata per i bambini e un Centro di Educazione Ambientale del WWF.

Foto Archivio Regione Marche

La Villa, interamente restaurata, ospita i Musei Civici della città:

  • La Pinacoteca civica presenta la storia della città dalle sue origini fino ai primi del 1900; nella sezione archeologica sono presenti reperti del periodo preistorico e dell’età del ferro, mentre nella sezione artistica sono presenti opere di Giacomo di Nicola da Recanati, Vincenzo Pagani, Felice Damiani da Gubbio e Lorenzo Lotto, del quale in particolare va segnalata la famosissima Annunciazione.
Annunciazione di Lorenzo Lotto
  • Il Museo dell’Emigrazione Marchigiana, inaugurato nel 2013, è un museo multimediale e interattivo; allestito su due piani, consente di ricercare la scheda dedicata al viaggio di amici e parenti, non solo marchigiani, emigrati nei secoli scorsi in diverse parti del mondo, in particolare Argentina, Belgio e Stati Uniti.

Visitate il sito –> www.infinitorecanati.it

7. Una passeggiata spirituale

Numerosi santuari ed abbazie sono distribuiti sull’intero territorio regionale, a testimonianza dell’importanza della fede nelle Marche; anche la città di Recanati ospita alcune chiese che meritano una visita.

La Cattedrale di San Flaviano risale agli inizi del XII secolo e la sua caratteristica peculiare è l’assenza di facciata; la cattedrale ospita una raccolta di dipinti di importanti artisti come Ludovico Urbani, Giacomo da Recanati, Guercino e una Sacra Famiglia attribuita al Mantegna, oltre ad un lavabo di Andra Sansovino.

Cattedrale di San Flaviano – Foto di Catia Magagnini

La chiesa di Sant’Agostino, risalente al XIII secolo in stile Gotico, oltre al chiostro di notevole pregio, ospita alcune opere di Antonio Calcagni, qui sepolto, e di Bellini.

La Chiesta di Santa Maria in Montemorello, costruita per volontà dei Leopardi. è strettamente legata alle vicende della famiglia. Nel fonte battesimale della chiesa fu battezzato il giovane Giacomo il 30 giugno 1798.

A pochi passi dalla Piazza, la Chiesa di San Domenico che ospita l’unico affresco realizzato da Lorenzo Lotto nelle Marche, il “San Vincenzo Ferrer in gloria”, e la Chiesa di Sant’Anna con una fedelissima riproduzione della Santa Casa di Loreto prima dell’incendio del 1921 e un’antichissima immagine della Madonna.

La chiesta di San Vito, patrono della città, ha subito nei secoli numerosi rifacimenti; il più importante, quello per sistemare i danni del terremoto del 1741, costrinse a ricostruirne la facciata, nel 1771, in cotto e colonne a spirale bicromate, su disegno di Vanvitelli.

A pochi dal centro storico sorge la chiesa di Santa Maria in Castelnuovo, edificio in stile romanico risalente alla prima metà del XII secolo con facciata a tre rosoni e pregevole portale in pietra.

8. Le mura, le porte storiche e affacci della città

Prendetevi un po’ di tempo anche per passeggiare lungo le mura della città. Oltre ai bellissimi affacci sulla campagna circostante vi imbatterete nelle antiche porte che permettevano l’accesso al centro storico; gli accessi al cuore della città dovevano essere tredici, vi invitiamo ad osservare quelle meglio conservate come Porta Marina, Porta Romana e Porta San Filippo.

paesaggio da Recanati con Loreto, il mare e i monti Velebit
Paesaggio da Recanti con Loreto, il mare e i monti Velebit – Foto di Mariano Tartuferi

A pochi chilometri, inoltre, svetta imponente il Castello di Montefiore, eretto con scopo difensivo in epoca medioevale, testimone delle contese con le città limitrofe.

Castello di Montefiore – Foto di @marcosantinellii (da Instagram)

Questa carrellata non vi ha incuriositi almeno un po’? Venite a scoprire il borgo dove Giacomo Leopardi è cresciuto e dal quale è stato ispirato per molte delle sue opere, dove aleggiano arie liriche e motivi rock, dove scoprire qualcosa di più su Lorenzo Lotto e dove passeggiare per vicoli alla ricerca di uno spettacolare belvedere!

Itinerari per visitare Recanati

Info utili

In copertina: Recanati in una foto di Simone Regini per “Porta le Marche nel mondo con le tue foto”

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