Le previsioni del tempo con le cipolle: un’antica tradizione di Urbania

La lettura delle cipolle è una tradizione contadina che ha radici antichissime nelle Marche. Si narra che sin dal Medioevo i contadini marchigiani usassero questa comunissima pianta da orto per prevedere il meteo. Emanuela Forlini, maestra elementare di Urbania, in provincia di Pesaro Urbino, da vent’anni pratica questa lettura continuando la tradizione di suo padre e di suo nonno.

Siamo andati a trovarla per farci raccontare la metodologia e la storia di questo antico rito. In questo video/tutorial Emanuela ci spiega come fare a interpretare i segni del sale sulla cipolla. Buona visione

Ed ora entriamo nel dettaglio.

A quando risale questa tradizione?

Emanuela ci ha raccontato che la tradizione esiste sin dal Medioevo e si narra che il duca di Montefeltro usasse le cipolle per prevedere il meteo. Delle fonti storiche lo testimoniano. Nella biblioteca di Urbania infatti potrete trovare un libro del Paltroni, segretario del Duca di Montefeltro che scrisse “I commentari della vita di Federico da Montefeltro” dove si parla di una guerra vinta dal duca proprio perché i suoi avversari non avevano interrogato le cipolle per le previsioni del tempo.

Si sa, inoltre, per tradizione orale che fino al dopoguerra il rito era molto praticato in ambito rurale. Il nonno di Emanuela, falegname e grande conoscitore di proverbi e detti locali legati alle stagioni, era in contatto con un vecchio contadino molto esperto e si è fatto insegnare il metodo. Suo padre, avvocato, ha continuato a farlo fino al 1994, anno della sua morte.

“La tradizione per me era di casa” ci racconta Emanuela , “e proprio per questo è stato naturale continuare a portarla avanti nel tempo, per affetto ai miei cari.” Così come sta facendo suo figlio più piccolo, Bernardino, anche lui divertito e interessato da questa pratica che gli ricorda suo nonno.

Da sx a dx: il nonno di Emanuela Forlini, il babbo ed Emanuela

Da sinistra a destra: il nonno di Emanuela Forlini, il babbo ed Emanuela

Quali sono gli strumenti e gli ingredienti?

Per la lettura della cipolla servono soltanto due ingredienti: una cipolla dorata, ortaggio comunissimo nei nostri supermercati, e del sale fino non iodato perché al tempo a cui risale il rito, non ne esisteva altro tipo. Servono inoltre un coltello per dividere gli spicchi e un tagliere di legno dove appoggiarli. Quello usato da Emanuela era di suo padre e per tradizione utilizza sempre lo stesso.

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Come si interroga la cipolla?

Si posizionano dodici spicchi di cipolla dorata su un tagliere di legno, si versa un giusto quantitativo di sale e si posiziona il tagliere fuori per tutta la notte rivolto ad oriente “Ad oriente perché mio padre diceva che è lì l’origine della vita” ci racconta Emanuela.

La tradizione vuole che il rito debba avvenire il 24 gennaio, data della conversione di San Paolo che i contadini chiamano “la notte di San Paolo dei segni”. Si tratta di uno di quei giorni di marca che consentivano alle comunità pagane e rurali di leggere i segni della Natura e di fare previsioni.

All’alba del 25 gennaio (intorno alle 5.30 del mattino) si ritirano dentro gli spicchi e nel giro di 15-20 minuti occorre procedere alla lettura perché il calore interno potrebbe modificare l’impatto del sale con i veli dell’ortaggio. La lettura avviene interpretando e analizzando come la cipolla ha interagito con il sale e con l’ambiente esterno. Sulla base di questo si possono prevedere precipitazioni o clima secco (a seconda che il sale si sia sciolto oppure no).

Il metodo dei “giorni conterecci” per una lettura più puntuale

Per ottenere una lettura più affidabile è necessario aggiungere un’altra procedura molto semplice: l’osservazione delle condizioni meteorologiche dei cosiddetti “giorni conterecci” e cioè quelli che vanno dal 1° al 24 gennaio.

Dal 1° al 12 gennaio ogni giorno rappresenta un mese da gennaio a dicembre, dal 13 al 24 si fa una seconda tornata all’indietro. Facciamo un esempio: se il 1° gennaio è nuvoloso, ventoso e con qualche precipitazione queste caratteristiche saranno da abbinare al mese di gennaio. Si prosegue con il 2 che rappresenterà febbraio, fino ad arrivare al 12 che rappresenterà dicembre.

Il 13 si ricomincia da dicembre e si torna indietro fino al 24, ultimo giorno contereccio che terminerà con la notte della conversione di San Paolo in cui verranno letti i responsi della cipolla che andranno abbinati e combinati con quelli dei giorni conterecci.

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Perché la tradizione di Urbania è così conosciuta? 

Perché, grazie ad Emanuela, suo padre e suo nonno, che con costanza hanno portato avanti questo rito, si è continuato ad interrogare la cipolla dal Medioevo fino ad oggi con una forte affidabilità (circa il 70-80%).

La signora Emanuela ci racconta che non è passato un anno dalla morte di suo padre che lei non abbia interpretato i responsi della cipolla. Questo ha riscosso da sempre un grande interesse da parte della popolazione di Urbania e della provincia, ma anche di giornalisti e studiosi. Pensate che suo padre, già negli anni 60 era stato invitato a “Cronache Italiane”.

I giornali locali, inoltre, hanno sempre pubblicato il responso e nel 2007 una studentessa di Fossombrone, Elisa Luzi, ha dedicato la sua tesi di laurea in Antropologia Sociale a questo argomento dal titolo “Cosa dicono le cipolle. Pratiche di previsione del tempo ad Urbania”.

tesina-cipolle-urbania

Qual è il raggio di azione delle previsioni del tempo con la cipolla?

Le previsioni sono circoscritte alla zona di lettura, nella fattispecie Urbania, perché avvengono sulla base di come la cipolla interagisce con il sale e il clima del luogo. Non è estendibile a tutte le Marche, anche se la signora Emanuela è molto conosciuta in tutta la regione e spesso in tanti si rivolgono a lei per chiederle informazioni sul tempo che farà per il loro matrimonio, piuttosto che per la loro vacanza.

Per questo la signora ci tiene a dire che la sua interpretazione non ha nessuna presunzione di essere scientifica ma rappresenta soltanto una tradizione perpetuata negli anni che vuole continuare a rispettare per affetto ai suoi cari.

Urbania © Belmetauro (da Flickr)

Urbania © Belmetauro (da Flickr)

E per finire abbiamo chiesto a Emanuela quale uso fa dell’ortaggio usato per la lettura. “Per la cena del 25 gennaio ci cucino una buonissima zuppa di cipolla” E sicuramente nell’assaporare la zuppa tutta la famiglia ricorderà con affetto i suoi nonni.

Tutti gli anni, a partire dal 2015, anno in cui abbiamo intervistato la signora Emanuela Forlini, pubblichiamo su questo blog il responso della lettura delle cipolle di Urbania.  

Info utili

  • Scopri Urbania, l’antica Casteldurante

Aggiornamento articolo: 22 gennaio 2019

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6 thoughts on “Le previsioni del tempo con le cipolle: un’antica tradizione di Urbania

    • Questa tradizione me l’ha trasmessa la mia mamma,lei
      era di Rocca Pitigliana Gaggio Montano Bologna,

  1. Ciao è molto interessante e vorrei provare a farlo, non sapevo andasse fatto in un giorno specifico dell’anno…è possibile farlo anche in altri giorni?
    Grazie

  2. Ciao è molto interessante e vorrei provare a farlo, non sapevo andasse fatto in un giorno specifico dell’anno…è possibile farlo anche in altri giorni?
    Grazie

  3. Ciao Mauro, la tradizione recita che si faccia “la notte di San Paolo dei segni”, il 24 gennaio, data della conversione di San Paolo. Si tratta di uno di quei ‘giorni di marca’ che consentivano alle comunità pagane e rurali di leggere i segni della Natura e di fare previsioni, per cui, secondo la tradizione, la risposta è: no!

  4. Da noi in Emilia si è sempre fatta la notte della vigilia di Natale e si sistemano le foglie di cipolla in un piatto rotondo in senso orario ,con al centro una coppietta di pane e una bottiglia di vino come buon auspicio

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