Il Carnevale di Fano: 10 motivi per non perderlo

Festa, gioia, divertimento, maschere e quintali di dolciumi! Di cosa stiamo parlando se non del Carnevale di Fano, il più antico e dolce d’Italia? Se siete pronti ad accaparrarvi quintali e quintali di cioccolatini lanciati dai carri allegorici segnatevi queste date: 9, 16 e 23 febbraio e raccoglierete questa pioggia singolare, colorata e gustosissima!

Un mare di cioccolata, maestosi carri allegorici, la suggestiva parata della luminaria, l’allegria del Carnevale dei bambini al mattino, i premi della Lotteria: questi sono solo alcuni degli ingredienti di questo magnifico evento marchigiano che vede ogni anno una partecipazione di oltre 100.000 persone.

L’edizione di quest’anno sarà dedicata all’ambiente. Intitolata “I sentieri dell’Eco: casca il Mondo, casca la Terra, tutti giù per terra”, sarà un modo per urlare a gran voce l’importanza del rispetto per il pianeta terra, con un tema totalmente “green” e carri che ricorderanno a tutti le tematiche ambientali. Fra i nuovi giganti di cartapesta: “Greta Thumberg”,  la “Potenza inaudita” della natura, il futuro della terra “Nelle nostre mani”, “Vita Natural Durante”, il carro del Pesce Azzurro “Superazzurro” e la grande novità di “Capitan Aset”. Non mancheranno anche i carri tradizionali e le mascherate organizzate dalle scuole fanesi.

Fra gli ospiti che allieteranno le giornate di festa: il gruppo di ballo cubano “Las Chicas Cuba Show” (9 febbraio), Antonio Mezzancella, vincitore di Tale e Quale show (16 febbraio), Povia (23 febbraio), Diego Parassole, l’Eco-Comico di Zelig Circus (martedì grasso, 25 febbraio).

E se ancora non siete convinti vi suggeriamo 10 buoni motivi per non perdere questa bellissima kermesse!

1. Il Carnevale di Fano: il più antico d’Italia

Carnevale di Fano del 1952

Carnevale di Fano del 1952

Lo sapete che il Carnevale di Fano si è svolto ininterrottamente dal quattordicesimo secolo fino ad oggi? Nell’archivio storico comunale è conservato un documento risalente al 1347 dove vengono registrate le spese sostenute dal Comune per comprare l’occorrente per “El giucho de Charnevale”.  Ma si suppone addirittura che possa essere ancora più antico poiché è stata trovata una pergamena datata 11 luglio 1173.

Nei secoli è cambiato il luogo delle sfilate, dal centro storico al più ampio e suggestivo viale Gramsci e con il tempo il Carnevale è andato caratterizzandosi sempre di più: a fine Ottocento venivano già organizzate sfilate a piedi e con carri. Nel 1872 venne istituito un comitato per l’organizzazione di questa manifestazione, denominato Società della Fortuna, oggi divenuta Ente Carnavalesca che coinvolge e appassiona migliaia di persone.

2. Il “getto” dei cioccolatini dai carri allegorici 

“Non coriandoli, gesso o nastri filanti, ma dolciumi: cioccolate, chicche, confetti, caramelle. Tonnellate e tonnellate di dolci: cofanetti, scatole, tavolette di fondenti, paste, goloserie, gianduie, croccanti, torrone, cremini”. (Fabio Tombari – scrittore fanese)

Il momento più atteso del Carnevale è il cosiddetto Getto, cioè il lancio di dolciumi dai carri allegorici durante le sfilate, che rende unico questo evento. Lo storico getto sarà affidato alla ditta Rovelli, creatrice del Boero e sarà composto per l’80% di pregiato cioccolato.

Anche quest’anno 180 quintali di praline al latte, al fondente, alla nocciola e al caramello. Cioccolatini alla crema, con ripieno di frutta e tantissime dolci sorprese piovono dai giganti carri di cartapesta, che i visitatori si affrettano a raccogliere con i colorati prendigetto firmati dall’artista fanese Paolo Del Signore, diventati un “must” dell’evento. 

3. Le sfilate dei carri allegorici

“Quando escono dai capannoni alla luce del sole, enormi, sgargianti, animati da meccanismi segreti, i carri allegorici sono uno spettacolo affascinante che sempre stupisce per il gioco perfetto di equilibri improbabili e per la lussuosa coreografia”

Le sfilate si svolgono in viale Gramsci dove transiteranno 4 carri di prima categoria, 5 carri di seconda categoria, compreso un “Pupo” tutto nuovo, e decine di mascherate preparate dagli storici gruppi fanesi e da altri provenienti da tutta la provincia e non solo.

Le spettacolari “sculture animate” che richiamano temi d’attualità e della satira politica percorrono per tre volte l’itinerario tracciato: nel primo giro sono presentate le nuove creazioni (oltre ai lavori realizzati dagli abili maestri per la scorsa edizione); nel secondo giro è la volta del getto dei dolciumi sulla folla; il terzo giro è quello della “luminaria” che avviene al tramonto e i carri si illuminano di mille colori dando luogo ad un affascinante spettacolo di luci che vi lascerà senza fiato!

I carri nuovi di quest’anno saranno dedicati all’ambiente, celebrando personaggi come Greta Thumberg, la “Potenza inaudita” della Natura e  la grande novità di “Capitan Aset”.

4. La tradizione dei maestri carristi 

maestri-carristi

Maestri carristi

“Guardando i carri viene spontaneo chiedersi come sono nati, quale mano gigante abbia potuto plasmare quei pupi enormi, quelle faccione rubiconde e la meraviglia aumenta sapendo che gli artefici di questo “miracolo” sono uomini normali, artigiani che si tramandano da anni la tradizione di questo mestiere antico quanto faticoso.”

Per realizzare le opere i maestri carristi e le decine di artisti, studenti, operatori e tecnici (in totale circa 600), sono all’opera quasi tutto l’anno. Noi li abbiamo incontrati l’anno scorso sbirciando in anteprima all’interno dei grandi laboratori creativi.

Ci hanno raccontato che i ragazzi imparano dai maestri carristi e che “il “virus del Carnevale” è come una malattia. Devi avere una grande passione perché siamo quasi tutti volontari!”

Come nasce un carro allegorico? Le professionalità coinvolte sono tantissime: falegnami, fabbri, artisti, resinatori, elettricisti, sarti, animatori, tecnici del suono. Il carro nasce, prima di tutto, sul bozzetto dove l’artista sviluppa la sua idea. La fase successiva è la “custrusiòn”, dove il carrista prepara una struttura in legno che ha la forma stilizzata del pupo e serve da sostegno alla creta. Si passa poi alla “mudellasiòn”, una gettata di creta fresca che viene progressivamente modellata fino ad arrivare alla figura del personaggio.

Sulla figura modellata in creta, dopo aver passato una mano di scagliola, viene incollata la carta di giornale che ne prende la forma. E poi “se fa il forno”, cioè il pupo di creta ricoperto di carta viene messo ad asciugare con le stufe a gas e per sorreggerlo si mette una struttura portante di legno.

Successivamente si passa una mano di gesso e quando il gesso è asciutto è pronto per la “colorasiòn” l’ultima fase che prevede un fondo di colore uniforme e poi con la pistola a spruzzo la messa a punto di tutte le sfumature. Con il tempo le tecniche si sono affinate e oltre alla cartapesta si usa anche il polistirolo e la resina.

Scopri di più sulle tecniche di costruzione dei carri. 

5. La simpatia e l’esuberanza della Musica Arabita 

Tra le tradizioni su cui i fanesi non discutono c’è la presenza alle sfilate della “Musica Arabita”, che significa musica arrabbiata: un singolare complesso musicale nato nel 1923 che, facendo il verso ai salotti aristocratici, s’inventò la propria musica con oggetti poveri e di recupero.

Orci, casseruole, coperchi, pettini, pignatte rappresentano gli strumenti di questa “strampalata” orchestra. Gli effetti sonori e la mimica dei suonatori (vere macchiette comiche) vi manderanno in visibilio. Perfezionata e molto allargata nel numero del componenti, sotto la direzione di Enzo Berardi, l’Arabita, oggi, furoreggia perfino all’estero. La Musica Arabita partecipa al Carnevale con un proprio carro che chiude la sfilata.

6. Il rito purificatore del Rogo del Pupo

Nell’ultimo giorno di festa, il Martedì Grasso, nella piazza centrale viene bruciato un fantoccio, detto il “Pupo”, che celebra la conclusione dei festeggiamenti carnascialeschi purificando e scaricando le “colpe” commesse durante il periodo del Carnevale.

Il Carnevale di Fano non ha una sua maschera tipica ma ha il “Pupo” che di volta in volta assume le sembianze di un personaggio salito alla ribalta della cronaca a livello locale, nazionale o internazionale, magari anticipando le grandi trasformazioni della società; è il caso per esempio dello “Sciatore” (anni Trenta, le prime vacanze sulla neve) o del  “Villico in Lambretta”  (1952, avvio della motorizzazione di massa); ma può esser  il sempliciotto del paese, il politico, il campione dello sport o addirittura il presidente degli Stati Uniti.

7. La magia del Carnevale dei bambini

carnevale-dei-bambini-fano

Carnevale dei bambini di Fano

Per i più piccoli sfila, la mattina delle tre domeniche di Carnevale, dalle ore 10.00 in Viale Gramsci il “Carnevale dei Bambini” con carri e mascherate su misura e ingresso gratuito.

Bambini e adulti insieme, scoprono le proprietà e i significati delle maschere accompagnati dal Vulòn, maschera storica del Carnevale impersonato dall’attore fanese Simone Diotallevi, che accompagnerà i bambini in un magico viaggio attraverso il mondo del Carnevale.

8. Il Carnevale degli animali

Il Carnevale di Fano è animal friendly! Il divertimento è assicurato anche per gli amici a 4 zampe con il “Carnevale da Cani”, una sfilata in maschera di cuccioli accompagnati dai loro padroni in programma domenica 16 febbraio alle 10.00 con ritrovo in via Cavour, fino ad arrivare in piazza XX Settembre dove animali e padroni, si ritroveranno anche per parlare di randagismo e abbandono e agevolare l’adozione presso i canili.

Durante l’evento, organizzato con la collaborazione di Melampo, Fidomania, Centro Cinofilo Dog Time Asd, Diamoci un Taglio, Melampo, cane e padrone dovranno travestirsi nella maniera più simile possibile. Partendo da Borgo Cavour fino ad arrivare in Piazza XX Settembre, dove sul palco della Carnevalesca ci sarà la premiazione dei primi tre classificati con riconoscimento e attestato di partecipazione.

9. Il Palazzo del Carnevale: un luogo per l’arte e lo svago 

Il nuovo Palazzo del Carnevale, che sorgerà nel loft di Casarredo in via De Pili (sede dell’ex cinema Boccaccio) è un vero e proprio luogo di “culto” dell’arte e del divertimento per gli eventi collaterali del Carnevale. Infatti, per tutto il periodo carnevalesco si svolgeranno proiezioni di film, presentazioni di libri e tanto altro a coronamento di tre settimane di Carnevale.

Venerdì 7 febbraio, presso il nuovo Palazzo del Carnevale in collaborazione col Rotary Fano, un grande attore ci condurrà in un emozionante “Viaggio all’inferno” in compagnia di Dante Alighieri. Giorgio Colangeli, volto noto del grande schermo per aver recitato alla corte di registi del calibro di Scola, Sorrentino, Genovese e Muccino, reciterà i canti XXI, XXII, XXIII dell’inferno di Dante,

Tra gli appuntamenti più attesi inoltre, la mostra di un’artista fanese conosciuta a livello internazionale grazie alla sua grande maestria. Emanuela Orciari assieme alle sue allieve, infatti, allestirà “Coriandoli e stelle filanti per le vie dell’eco”, martedì 11 febbraio.

10. Lotteria della Fortuna: un carnevale di solidarietà

Partecipare al Carnevale di Fano e acquistare i biglietti della Lotteria della Fortuna sarà anche un gesto di grande solidarietà. La tradizionale Lotteria quest’anno verrà rivoluzionata con estrazioni ogni domenica sera. I più fortunati potranno vincere una crociera, uno scooter 125 e una bicicletta elettrica. 

La solidarietà è lo scopo principale della Lotteria che devolverà parte dell’incasso alle associazioni e alla mensa di San Paterniano. Quest’anno la la grande novità è la collaborazione con Telethon che riceverà parte del biglietto d’ingresso alla manifestazione durante le tre giornate. Inoltre a Telethon sarà anche devoluto l’incasso di un aperitivo-cena di beneficenza con un testimonial che si svolgerà sabato 8 febbraio al Palazzo del Carnevale.

E per finire… una visita alla splendida Fano: la città della Fortuna 

Arco_di_Augusto_Fano_illuminato

Arco_di_Augusto_Fano_illuminato

Il Carnevale rappresenta un’occasione ideale per visitare la deliziosa città  di Fano che vanta uno straordinario centro storico romano con tanti monumenti, tra cui il celebre Arco di Augusto, palazzi e chiese. La Chiesa di Santa Maria Nuova accoglie la tavola del Perugino Madonna e Santi, realizzata in collaborazione col giovane Raffaello Sanzio. Una chicca è il Teatro della Fortuna, realizzato nel 1665, e il Museo Civico, che conserva una importante sezione archeologica, mentre nella  Pinacoteca è possibile ammirare dipinti del cinquecento, tra cui opere di Guido Reni e del Domenichino.

Info utili

Tutte le foto dell’articolo sono della pagina Facebook del Carnevale di Fano

Ti potrebbe interessare anche...

2 thoughts on “Il Carnevale di Fano: 10 motivi per non perderlo

  1. Ottimo articolo! Uno spettacolo di colori e maschere! Ogni anno durante questa manifestazione la città si veste di festa con i suoi colori, le maschere e tutta l’ospitale allegria della gente del posto. Organizzazione egregia e sfilate davvero emozionanti!
    Ne parlo anch’io in questo articolo: festedicarnevale.it/marche/carnevale-fano

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.