Raccontaci le Marche: intervista a Agnese Gambini

Le Marche da fotografare amandone ogni angolo

Fotografare le Marche per coglierne e ricordarne luoghi, persone, frammenti di vita e quotidianità.

Questo è quello che ho imparato dalla mia intervista con Agnese Gambini, conosciuta in un viaggio proprio alla scoperta delle Marche.

Ciao Agnese, parlaci un po’ di te: chi sei e cosa fai nella vita?

Sono una fotografa specializzata in food, travel e postproduzione.

Collaboro quindi con riviste, portali online, editori, aziende turistiche, hotel, produttori, chef, ristoranti e altri fotografi che hanno necessità di lavorare sui propri scatti.

A volte scrivo anche articoli sul tema dei viaggi enogastronomici.

Vivo a Roma da molti anni ma sono di origine marchigiana.

 

La vita ti ha portato fuori regione. Dove vai quando torni nelle Marche e quali luoghi del cuore e della tua infanzia ritrovi?

Quale vorresti raccontarci?

Quando torno nelle Marche ovviamente mi fermo nel mio paese natale, Loreto, e se ho tempo ne approfitto per girare nei dintorni. Sono molto affezionata alle campagne del recanatese e alla zona del Conero.

Fotografare le Marche - Loreto

Il Conero lo frequento più nei mesi caldi, facendo sia escursioni che andando al mare nella spettacolare Portonovo, o alla spiaggia dei Sassi neri. Il mare lì è di una bellezza unica e ormai ben conosciuta, ma sono molto legata anche ai paesini sopratutto a Sirolo e ai suoi vicoli.

Fotografare le Marche - Il Conero

Viaggiare e raccontare i territori in chiave enogastronomico sono il tuo lavoro, quale itinerario goloso nelle Marche ci suggerisci?

Occupandomi di cibo, devo inoltre dire che tornare nella mia regione è anche un gran piacere per il palato.

Lungo la costa il pesce è ottimo. 

Portonovo è famosa per i “moscioli” (le cozze selvatiche presidio Slow food che vivono solo in quella baia), Ancona per lo stoccafisso e le raguse, mentre basta addentrarsi per pochissimi chilometri e il panorama gastronimco cambia totalmente puntando su selvaggina come cinghiale, piccione e coniglio, oppure sui salumi (tutti conosciamo il meravigliso ciauscolo).

Per non parlare poi dei vini. Il verdicchio è il primo vino che abbia mai bevuto e ad oggi rimane uno dei miei preferiti in assoluto. È uno dei pochissimi bianchi che ama invecchiare, ed è per me l’esempio del nostro territorio.

Fotografare le Marche - Il Mare Afriatico

“La macchina fotografica può rivelare i segreti che l’occhio nudo o la mente non colgono … La fotografia è un esercizio d’osservazione. ” Così scrisse Isabel Allende

Le tue fotografie sprigionano emozioni, regalaci un consiglio per poter immortalare i magnifici paesaggi marchigiani senza banalizzarli.

Infine, quali suggerimenti vorresti dare a chi desidera venire in vacanza nelle Marche?

Ho imparato ad amare le Marche sopratutto da quando vivo a Roma. Essere la regione meno densamente abitata d’Italia è un grande lusso, permette di avere territori ad ampio respiro, maestose campagne di colline dolci, potersi mettere silenzio e panorami stupendi con facilità. È ricchissima di piccoli paesini medievali, rocche e castelli che ti danno l’idea di vivere in tempi antichi.

Fotografare le Marche - La campagna marchigiana
Per i fotografi le Marche sono una risorsa infinita, ma che va scoperta con calma. Ormai tutti conosco il Conero, Urbino, Ascoli Piceno e le nostre campagne sono diventate un’attrazione anche per i turisti stranieri un po’ stanchi della blasonata Toscana.

Però consiglio di buttarsi nell’interno, nei paesini appunto, viaggiando con lentezza in auto, in moto o in camper. I mezzi pubblici sono presenti per lo più lungo la costa dove si riversano d’estate migliaia di persone.

Per fotografare le marche da un punto di vista ancora autentico bisogna addentrarsi, magari andando anche verso la zona a sud, che ha molto bisogno di essere ripopolata, rivissuta, e rivisitata dopo il recente terremoto.

Anche quelli sono luoghi di una bellezza unica, I Sibillini sono montagne magiche, dove la natura è ancora selvatica e un po’ rude, ma estremamente affascinante, e dove si producono legumi che sono dei piccoli gioielli di bontà.

Nonostante l’affetto immenso per ho per il Conero, il mio consiglio sia per viaggiatori che per fotografi è perdersi con lentezza nell’interno centro-sud della regione.

Conclusioni

Continua la costante scoperta delle Marche senza fretta, per una vacanza dove ogni attimo va vissuto con lentezza e perché no, fotografato per condividerlo con amici e parenti.

Un turismo lento a contatto con la natura e da vivere a rallentatore per essere apprezzato.

Ringrazio Agnese per la sua collaborazione e per le splendide foto dell’articolo!

Le interviste su “Raccontaci le Marche“ continuano parlandoci di una regione che gode di un patrimonio naturalistico immenso non solo costiero e che emoziona ovunque la si visiti.

Raccontateci pure voi cosa vi fa innamorare delle Marche, basta scriverci e seguire Marche Tourism sui nostri social menzionandoci!

A presto con #destinazionemarcheSilvia

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