#RuralMarche: un itinerario alla scoperta del Fermano

L’estate è torrida, state cercando un po’ di venticello fresco e un’alternativa al mare? Noi vi proponiamo una vacanza in armonia con la natura. Le Marche, affacciate da un lato sul mare Adriatico, dall’altro si aprono ad un paesaggio fatto di montagne, sinuose colline, antichi borghi e tradizioni senza tempo…Oggi vi presentiamo un itinerario rurale nella zona del Fermano: insieme percorreremo valli fino a risalire verso i monti, passando per i per paesini arroccati in collina…Un’esperienza tutta da vivere!

Questo itinerario nella zona del Gal Fermano  fa parte del progetto #ruralmarche  che ha l’obiettivo di promuovere l’anima rurale delle Marche, collocata geograficamente nella fascia collinare e montana. Le località che rientrano nell’area del Gal (Gruppo di Azione Locale) Fermano sono: Altidona, Amandola, Belmonte Piceno, Campofilone, Falerone, Fermo, Francavilla D’Ete, Grottazzolina, Lapedona, Magliano di Tenna, Massa Fermana, Monsampietro Morico, Montappone, Monte Giberto, Monte Rinaldo, Monte Vidon Combatte, Monte Vidon Corrado, Montefalcone Appennino, Montefortino, Montegiorgio, Monteleone di Fermo, Montelparo, Montottone, Moresco, Ortezzano, Petritoli, Ponzano di Fermo, Rapagnano, Santa Vittoria in Matenano, Servigliano, Smerillo, Torre San Patrizio.

Tra angoli di paradiso e momenti di relax, in questo post ti segnaliamo alcuni luoghi ed esperienze assolutamente da non perdere in questa meravigliosa zona dell’entroterra fermano. 

Alla scoperta del paradiso naturale tra il Parco Nazionale dei Monti Sibillini e il mare Adriatico

Tra mare e il paradiso naturale del Parco Nazionale dei Monti Sibillini che comprende in parte anche il territorio del fermano. Questo spettacolo naturale di montagne che si stagliano nel blu del cielo è costellato di paesini medievali tutti da scoprire!

Partiamo a descrivere questo territorio dalla prima lettera dell’alfabeto, la A. “A” come ammaliante, “A” come Amandola, un paese medievale con una la vista mozzafiato, situato alle pendici orientali dei Sibillini, dove il paesaggio diventa morbido, disegnato da linee sinuose dell’area della valle del Tenna. Lo sapete da che cosa deriva il nome di questo borgo? Dalla pianta del mandorlo che, secondo la leggenda primeggia, sulla sommità di Castel Leone, uno dei tre castelli in questo territorio. In questo angolo di paradiso, per far diventare la vostra vacanza attiva e divertente, ti consigliamo di saltare in sella ad una mountain bike percorrere la salita del Monte Amandola e arrivare fino al paesino, vedrete paesaggi incantevoli!

Dalla “A” passiamo alla “B” come bello, sotto questa definizione troviamo Belmonte Piceno, un borgo collocato su una dorsale collinare a cavallo tra il fiume Ete Vivo e il Tenna. Dal nome si intuiscono le sue origini attribuibili alla popolazione preistorica dei Piceni. In questo territorio sono state trovate circa trecento tombe datate attorno al secolo VIII a.c., una scoperta archeologica importantissima!

Dalla lettera “B” saltiamo alla lettera “F” come favoloso, stiamo parlando del borgo di Falerone, situato a 432 metri sul livello del mare. Questo paesino ha un parte pianeggiante, le Piane di Falerone, che contribuisce a rendere il suo paesaggio variegato. Lo sapevate che in questo luogo c’è uno dei teatri romani meglio conservati nelle Marche? Qui in estate si fanno ancora tantissime rappresentazioni suggestive che vi faranno tornare ai tempi del teatro romano!

Una veduta di Amandola

Una veduta di Amandola

A metà dell’alfabeto troviamo la “M” come meraviglioso, aggettivo che identifica il borgo di  Montefalcone Appennino, situato sullacresta che divide le valli dell’Aso e del Tenna. Edifici in cotto, in pietra e vicoli che si inerpicano regalando visioni armoniose dei Monti Sibillini sono la caratteristica principale di questo borgo senza tempo. Con la “M” c’è anche Montefortino, uno dei più significativi insediamenti della Comunità Montana e del Parco Nazionale dei Sibillini. La storia millenaria, le leggende e la natura spettacolare si fondono assieme: da qui si può ammirare l’anfiteatro delle montagne, con cime che raggiungono i 2000 metri come la Priora o il Pizzo Berro e la maestosa presenza del Monte Sibilla, la profetessa che predisse la nascita di Cristo. Nel territorio di Montefortino troviamo tracce antiche, come i tempietti rurali romani e le mura fortificate costruite nel XII secolo, tutte da scoprire facendo delle belle passeggiate all’aria aperta! Concludiamo questa carrellata di borghi immersi nella natura, con la lettera “S” come sconfinato, per definire il panorama “Smerillo”: da questo borgo medievale la vista spazia dalGran Sasso al Conero, dai Sibillini al mare Adriatico, dall’orizzonte alla Via Lattea. Gli edifici in pietra donano all’antico borgo un’atmosfera semplice, austera e genuina che corre dal paese lungo lo strapiombo di un crinale roccioso sospeso sulla vallata del fiume Tenna, a 806 metri sul livello del mare. Inerpicatevi tra le valli con una mountain bike oppure a piedi con delle buone scarpe da trekking per scoprire da vicino questo angolo di natura!

Il paesaggio nella zona fermana

Il paesaggio nella zona fermana

Scopri gli itinerari nella guida #RuralMarche: Parchi e Natura Attiva

Ammirare capolavori d’arte antica e contemporanea nel Fermano

In questa zona delle Marche, la cultura, quella con la “C” maiuscola, ha un nome un cognome: Osvaldo Licini, uno dei più famosi artisti contemporanei. La sua casa è ancora conservata intatta a Monte Vidon Corrado, tranquillo borgo del fermano che pullula di artisti e turisti, richiamati dai colori delle opere di Licini e dalle tante mostre del Centro Studi a lui dedicato. Dai colori si passa alle forme con il paese di Montappone, qui la tradizione è tutta legata alla manifattura di capelli di ogni tipo: una tappa obbligata è il Museo del cappello, che custodisce materiali e manufatti relativi alla produzione, gli antichi strumenti e cappelli famosi come quello preferito da Federico Fellini donato al Museo dalla sua famiglia.

Il Museo del Cappello a Montappone

Il Museo del Cappello a Montappone

A Servigliano, paese con un centro storico caratterizzato dalla particolare struttura urbanistica a forma di quadrilatero frutto della cultura illuministica del Settecento, ci si imbatte nella “Casa della Memoria” che ricorda la tragica vicenda della Seconda Guerra Mondiale e la presenza di un campo di concentramento nella zona, centro di raccolta per i profughi: documenti, fotografie e oggetti, contribuiscono ad una consapevolezza della memoria, per non dimenticare la storia.

Servigliano

Servigliano

Continuiamo il nostro viaggio ed arriviamo a Fermo, città d’arte per eccellenza, conserva testimonianze del passato come le Cisterne Romane risalenti al databili I secolo d.C., tra le più grandi in Italia e ancora visitabili. Da non perdere è il suo centro storico con il Teatro dell’Aquila edificato a partire dal 1780 su progetto dell’architetto Cosimo Morelli e Palazzo dei Priori, il più antico palazzo della città nato da edifici già esistenti, armonizzati da una facciata cinquecentesca. Questo luogo conserva la memoria e inestimabili opere d’arte grazie al Museo Archeologico con reperti che testimoniano la civiltà preromanica e picena fin dal IX secolo al III secolo a.C., la Pinacoteca Civica che racchiude i fasti dell’arte tardo-gotica e rinascimentale e la Sala del Mappamondo che conserva il fondo più antico della Biblioteca Civica ed ospita il grande Mappamondo realizzato nel 1713 dall’abate Amanzio Moroncelli.

Scopri gli itinerari nella guida #RuralMarche: Cultura. The Genius of Marche

Passeggiate antistress nei borghi del fermano 

Se il turismo è armonica integrazione di benessere fisico, accrescimento culturale e appagamento delle proprie esigenze, allora i borghi del fermano sono la meta giusta! Bastano un po’ di curiosità e un buon paio di scarpe comode per esplorare questa costellazione di paesi che racchiudono ricche testimonianze di storia. Siete pronti? Partiamo da Altidona, borgo medievale protetto da una cinta muraria che si apre sulBelvedere con la torre d’avvistamento medievale affacciata sulla Valle dell’Aso.  Da Altidona passiamo a Francavilla d’Ete che sorge sulla cima di un colle, circondata da un paesaggio collinare che degrada verso il mare ad est, cede il passo alla catena montuosa dei Sibillini ad ovest. Lo sapevate che questo paesino ha conservato intatto il nucleo urbano originale? La piazza principale è circondata da edifici storici, tra questi il Palazzo Comunale che conserva uno dei sei torrioni del Castello risalente al 1140. A Grottazzolina, borgo medievale tra le valli del fiume Tenna, si ritrovano testimonianze archeologiche picene stratificate con la storia di questo borgo, fondato dai monaci Farfensi, che edificarono il castello, primo nucleo abitativo del paese. Tre le particolarità da visitare  vi segnaliamo la Filanda, esempio d’archeologia industriale legato alla bachicoltura, un’attività che ha caratterizzato nel secolo scorso un’ampia parte del territorio locale.  Per terminare la prima parte di borghi, ci spostiamo a Lapedona, paese medievale che domina su un’altura: qui l’incrocio tra storia e natura è evidente così come quello tra la cultura e la buona terra, infatti, questo paese è conosciuto per i suoi frutti come mele e pere e persino olive!

Lapedona, Chiesa Santa Maria de Manù - Foto © Stefano Taffoni

Lapedona, Chiesa Santa Maria de Manù – Foto © Stefano Taffoni

Da una testimonianza storica all’altra arriviamo a Mogliano di Tenna. La leggenda narra che intorno all’anno Mille un capitano di ventura di nome Malleano o Majano sia stato il fondatore del castello. Da non perdere una passeggiata, tra incantevoli viuzze e piazzette di questo paesino in collina.  Se vi va di scoprire qualcosa di particolare ed unico, recatevi alla chiesa di San Gregorio dove potrete ammirare la Madonna con le Sante Vittoria e Lucia, attribuita a Vincenzo Pagani. Vi consigliamo di perdervi tra i vicoli di Monsampietro Morico, ogni passo sarà una scoperta: i palazzi storici sono intervallati da scorci urbani e panoramici tutti da fotografare! Ma questo borgo conserva anche un’opera d’arte che non può passare inosservata, un Trittico quattrocentesco attribuito a Carlo Crivelli, custodito presso il Municipio.

Molti dei borghi medievali del fermano hanno l’appellativo di “monti”, vi facciamo una carrellata di luoghi che potrete visitare in un weekend, tra passeggiate e assaggi di piatti tipici della zona, per gustarvi un fine settimane di relax. Iniziamo con Monte Giberto già abitato dai Piceni e dai Romani, questo borgo fu anche possedimento degli abati farfensi. Per conoscerlo meglio basta attraversare la via principale che passando dall’ingresso del paese, dove si può ammirare il Santuario di Maria SS. delle Grazie. Da qui ci sposiamo a Monte Rinaldo, che sorge su un contrafforte a 485 metri sopra il livello del mare, da qui si dominano le campagne fermane ed è un punto perfetto per fotografare i colori e le forme sinuose dei campi. Per gli amanti dell’archeologia e per i più curiosi, in questo territorio nella località “La Cuma”, merita una visita il Santuario tardo repubblicano (II – I sec A.C.), i cui resti sono ben visibili dal tempio al porticato fino ad un edificio rettangolare che esalta la bellezza architettonica di questo complesso.

Da una collina all’altra, si arriva a Monte Vidon Combatte, un borgo circondato da mura medievali che si erge su di un colle verde smeraldo, costellato di edifici in cotto rosseggiante. Da qui si domina tutto e la vista panoramica si apre dai Monti Sibillini, al Gran Sasso fino al Monte Conero, regalando scorci incantevoli in tutte le stagioni, magari sorseggiando un buon bicchiere di Rosso Piceno!  Poderose mura castellane, proteggono il borgo medievale di Montottone dove, da secoli, esiste la tradizione della terracotta, tanto da essere denominato “lu paese de li coccià“. Gli artigiani si tramandarono l’arte di padre in figlio, con una tecnica di lavorazione manuale, rimasta immutata nel tempo. Facendo un giro per il paese vi capiterà di imbattervi in botteghe e manufatti minuziosamente lavorati!

Di antichissime origini è Montelparo, la sua origine risale al VII e VIII secolo quando, un condottiero longobardo di nome Elprando, decise di costruire un castello in questo territorio.Vale la pena fermarsi per un attimo in questo paese, vi sembrerà quasi di sentire l’eco di battaglie lontane!

Montottone - Foto © maxboni

Montottone – Foto © maxboni

Continuiamo il nostro viaggio facendovi scoprire alcune curiosità! Avete mai sentito parlare dei “Vulcanelli”? Sono delle eruzioni fangose che creano un paesaggio naturale con forme particolari. Questa caratteristica si trova a Monteleone di Fermo, borgo medievale da cui si ammirano i “calanchi della Valle dell’Ete”,paesaggi collinari unici. Dagli scenari naturali ai castelli che, su di un colle, dominano la valle dell’Aso: qui troviamo Moresco, certificato come uno dei Borghi più belli d’Italia, è un paese medievale completamente cinto di mura, ha forma triangolare con al vertice l’imponente Torre Eptagonale del XII secolo. Lo sapevate che questo borgo, secondo la leggenda, è stato fondato da un gruppo di mori? La storia narra che questo manipolo di arditi guerrieri, non paghi di scorrazzare sulla costa adriatica si spinsero all’interno edificando questo paese come loro roccaforte nel cuore della cristianità.

Moresco Foto © Ignacio Maria Coccia

Moresco Foto © Ignacio Maria Coccia

Dai vicoli e le torri di un borgo, passiamo a Ponzano di Fermo, che nonostante le ristrutturazioni, conserva ancora la sua struttura architettonica, con piccoli vicoli a destra ed a sinistra, la piazzetta e la via in ripida china che divideva in due l’agglomerato delle case come nel Medioevo. Se ci spingiamo verso la valle, oltre i vicoli del paese, troviamo il Torrionecon fornici a sesto acuto e con merli di parte ghibellina, eretto sull’entrata principale del Castello. Da un torrione ai Tre Archi Gotici di Petritoli. Questa struttura medievale è racchiusa in due torrioni del XIV secolo e contraddistingue il borgo medievale che domina la vallata dell’Aso, offre uno stupendo paesaggio che spazia dai Monti Sibillini (30Km) alla costa adriatica (15Km) ricco di olivi, gelsi e colline verdeggianti.

Petritoli - Foto Marca Fermana da Flickr

Petritoli – Foto Marca Fermana da Flickr

Per terminare il nostro tour tra i tanti piccoli ed incantevoli borghi del fermano, facciamo una tappa a Rapagnano e a Torre San Patrizio. Rapagnano che, secondo la leggenda, fu fondato su una sommità del colle, dove era eretto un tempio al Dio solare, Giano, è citato anche dallo scrittore Plinio a testimonianza della sua antica vitalità come centro piceno. Una curiosità: Rapagnano ha dato i natali a Giovanni XVII, eletto pontefice nel 1003. Torre San Patrizio conserva l’impronta della lontana origine medioevale con mura tre-quattrocentesche con ristrutturazioni posteriori circondano il vecchio nucleo urbano, con origini antiche risalenti al VI secolo a.C. Da vedere è Villa Zara, una vecchia cappellanìa diroccata dedicata a San Venanzo, ristrutturata e trasformata in residenza da una signora inglese: molto suggestive sono le due torrette quadrate ed il loggiato su cui si affacciano persiane ad arco. La villa è immersa in un parco di circa tre ettari, con chiosco, parco giochi e percorsi vita.

Scopri la guida #RuralMarche: antichi borghi e dolci colline

Ponzano di Fermo - Foto © Stefano Taffoni

Ponzano di Fermo – Foto © Stefano Taffoni

Un salto nel passato tra conventi e monasteri

 La zona di Fermo è costellata di edifici sacri lungo la terra che aveva ispirato i “ Fioretti di San Francesco”: un percorso che da Fermo passa per Massa Fermana, fino ad arrivare a Montegiorgio. Per chi cerca un po’ di relax e vuole fare una vacanza all’insegna della serenità e spiritualità proponiamo questo itinerario tra sulle tracce di maestosi edifici religiosi incastonati in paesini medievali. Partiamo da Massa Fermana dove, a circa un chilometro dal pese sorge l’ex Convento Francescano sul Monte Stalio, coronato da un bosco verde inteso. Secondo la tradizione, questo luogo fu scelto da S. Francesco e dai suoi discepoli Fra Masseo e Fra Ruffino che vi edificarono il convento nell’anno 1215. Sempre nel borgo di Massa Fermana, non si può non visitare la Chiesa parrocchiale di San Lorenzo, San Silvestro e Ruffino dove le opere sono conservate opere di grande valore artistico: “Polittico di Carlo Crivelli” (1430-1500).

Santa Vittoria in Matenano, Chiesa della Resurrezione Foto © Lorenzo Cicconi Massi

Santa Vittoria in Matenano, Chiesa della Resurrezione Foto © Lorenzo Cicconi Massi

Da qui ci spostiamo a Santa Vittoria in Matenano, borgo edificato nell’ 898 dall’abate di Farfa Pietro I che costituì il centro di tutto il presidiato farfense nelle Marche. Qui, l’abate Ratfredo vi fece trasportare verso il 930, all’epoca delle scorribande dei Saraceni, il corpo della S. Vergine e Martire Vittoria, di nobile famiglia romana, ancora conservata nel santuario della Collegiata, riedificata con una costruzione neoclassica realizzata tra il 1783 e il 1793. Questo borgo ha sempre mantenuto l’antico tracciato medioevale e testimonianze della sua vocazione religiosa come il Cappellone, adibito ad un uso sepolcrale, ricoperto di stucchi barocchi e la Cappella degli Innocenti, costruzione trecentesca con pareti e volte completamente affrescate. Proseguiamo il tour fino a Montegiorgio, borgo con una struttura urbana risalente al Medioevo, quando dal IX secolo vi si stabilirono i monaci Benedettini, che accolsero intorno alla Chiesa di Santa Maria Grande – l’attuale San Francesco – e al Convento, i primi abitanti. Annessa alla chiesa è conservata la Cappella Farfense dove sono ancora presenti i sepolcri delle famiglie nobili.  Questi edifici religiosi si ergono sulla sommità di colli che si affacciano sull’orizzonte, se volete scoprire dei bellisismi panorami e la tranquillità, vi consigliamo questo itinerario!

Scopri gli itinerari nella guida #RuralMarche: Spiritualità e meditazione 

Un turbinio di sapori deliziosi

Dallo spirito passiamo al corpo…Se si esplora il territorio fermano, non si possono non assaggiare i suoi sapori tipici. In questa sezione abbiamo scelto per voi tre borghi che hanno tre piatti speciali assolutamente da mangiare una volta nella vita! Iniziamo dal famoso Campofilone, paesino immerso nel verde della collina Marchigiana, situato sulla destra del fiume Aso. La sua posizione collinare lungo la costa del mare Adriatico, permette di coniugare un affresco paesaggistico tra verde e blu che fanno da contrappunto agli scorci che raccontano la storia secolare. Passeggiando per le vie si sente ancora il profumo dell’antichissima tradizione culinaria risalente almeno al 400, citata anche dai monaci benedettini: i Maccheroncini di Campofilone, una pasta all’uovo tagliata a mano in finissimi fili. Concludiamo il nostro tour culinario con un borgo ricco di storie e sapori è Ortezzano, le sue origini si perdono nel tempo, fino all’epoca dei Piceni ( IX-III a.C.), oggi la fertilità della valle dove sorge e del territorio collinare permette di ottenere tanti prodotti genuini. In questa zona di trovano laboratori artigianali a conduzione famigliare che si caratterizzano per la specificità dei prodotti: la lavorazione di carni suine, la produzione di olio e uva che le cantine locali trasformano in olio e vino di qualità come il Falerio e il Rosso Piceno. I piatti della cucina tipica sono l’agnello arrosto “co battuto”, il castrato, la polenta, i “vincisgrassi”. Da leccarsi i baffi!

I maccheroncini di Campofilone

I maccheroncini di Campofilone

Scopri gli itinerari nella guida #RuralMarche: Made in Marche 

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