Romanticismo e natura nel cuore del Fermano: la grotta degli amanti

Volete scoprire le bellezze di un bosco sempreverde, immerso nel cuore di un percorso naturalistico senza pari, e rivivere la leggenda di un amore impossibile, paragonabile a quello fra Romeo e Giulietta? Vi basterà recarvi a Torre di Palme, in provincia di Fermo. Qui potrete addentrarvi nel Bosco del Cugnolo, splendida area floristica protetta, e seguire il sentiero che conduce alla suggestiva “Grotta degli amanti”. Un anfratto naturale, scavato nella roccia arenaria, che fece da sfondo all’amore sfortunato fra due giovani del posto: Antonio e Laurina.

Torre di Palme (FM) © Marche Tourism

Torre di Palme (FM) © Marche Tourism

Era il 1911. Antonio aveva 24 anni, Laurina 19. Ad incombere sul loro amore appena sbocciato, la guerra coloniale in Libia, dove Antonio fu inviato come soldato. Laurina, contadina analfabeta, pur di poter comunicare con il suo innamorato così lontano, imparò a leggere e a scrivere nel giro di poche settimane. Si scrissero per tutto il tempo. Lettere traboccanti di delicata passione, che rinsaldarono nel cuore di entrambi la  consapevolezza di non poter vivere distanti. Il periodo di forzata lontananza venne  infatti vissuto da entrambi con sofferenza e angosciante attesa.

Tornato a casa per una breve licenza, Antonio fu felicissimo di riabbracciare la sua promessa sposa ma…. troppo pochi i giorni di licenza per chi preferisce l’amore alla guerra! Decise allora di disertare e restare accanto alla sua amatissima Laurina. I due giovani innamorati fuggirono insieme e si rifugiarono proprio in quella che fu in seguito ribattezzata “Grotta degli amanti”. Qui trascorsero otto giorni e otto notti, senza mai separarsi.

La Grotta degli Amanti © Villa Lattanzi

La Grotta degli Amanti © Villa Lattanzi

Ad aiutarli a sopravvivere, alcuni pescatori del posto da cui furono sfamati con sarde e pane. Purtroppo, però, i militari erano sulle loro tracce!. Antonio era un disertore. La diserzione dall’esercito era un grave reato per l’epoca, punito con la pena di morte. I due amanti  cominciarono a sentire il peso della loro fuga. Sentendosi sempre più braccati, decisero di spostarsi e rifugiarsi in un chiesina, ma furono ben presto rintracciati.

Di fronte alla prospettiva di una nuova, definitiva separazione, e forse vinti dal rimorso, i due amanti si gettarono dal fosso di San Filippo. Una morte a cui andarono incontro insieme, stretti in vita dallo scialle di Laurina e ai polsi dalla cinta di Antonio. Il volo di 70 metri uccise sul colpo Laurina. Antonio morì invece pochi giorni dopo, raggiungendo la sua amata dopo terribili sofferenze.

Lo sfondo di questa drammatica storia fu la natura rigogliosa del bosco del Cugnolo una delle aree protette della Regione Marche che vanta la presenza di  querce secolari, pini, ginepri, corbezzoli. Un prezioso esempio di macchia mediterranea ancora intatta, che incorniciò come in un dipinto senza tempo quegli istanti di felicità rubati da Antonio e Laurina durante la loro fuga d’amore.

Il Bosco del Cugnolo © Villa Lattanzi

Il Bosco del Cugnolo © Villa Lattanzi

Il bosco è ideale per intraprendere rilassanti passeggiate ed escursioni, accompagnati da una fauna molto varia. Ogni vostro passo avrà come sottofondo il canto degli uccelli, (fra questi, il gruccione) e potreste incontrare volpi e  tassi. E se vorrete comparare le meraviglie naturali a quelle…artistiche, vi basterà recarvi alla poco distante Villa degli Aranci, un’incantevole villa seicentesca il cui nome celebra gli agrumi piantati in quei terreni. Un itinerario che tra spettacolari scorci naturali, ricordi di storie leggendarie e meraviglie architettoniche, vi porterà a vivere un’esperienza indimenticabile!

Il Bosco del Cugnolo © Villa Lattanzi

Il Bosco del Cugnolo © Villa Lattanzi

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