Le Marmitte dei Giganti, il “piccolo canyon” del Metauro

Volete vivere un’esperienza naturalistica emozionante? A pochi minuti di auto dalla celebre e imponente Gola del Furlo, si trova l’affascinante canyon naturale della forra di San Lazzaro con le sue suggestive Marmitte dei Giganti, cavità cilindriche dalla forma che ricorda quella di grossi pentoloni, dove, secondo la leggenda, i giganti cucinavano zuppe.

La forra di San Lazzaro

La forra di San Lazzaro è una stretta e profonda gola, che prende il nome dal nome dalla località in cui si trova, risultato dell’opera erosiva del fiume Metauro nel tratto tra il paese di Calmazzo e il centro abitato di Fossombrone. Il fascino di questa forra è legato alle alte pareti verticali che in alcuni punti arrivano a toccare i 30 metri di altezza.

Qual è il segreto di questo affascinante angolo di fiume?

Il segreto di questo affascinante angolo di fiume risiede nella sua origine geologica: si tratta di un lembo della dorsale calcarea dei Monti della Cesana particolarmente resistente all’erosione e questo ha permesso il raggiungimento di tanta altezza ed acclività delle pareti. Qui il percorso del fiume si restringe e la forra diventa imponente anche sotto il livello dell’acqua con punti in cui il fiume può toccare profondità di oltre 15 metri.

I grandi pentoloni dei giganti

Ma non finisce qui. Altro elemento di grande suggestione è la presenza nella forra delle cosiddette “Marmitte dei Giganti” ovvero grandi pentoloni, alcuni dei quali raggiungono il diametro di tre metri, in cui, secondo la tradizione popolare, i giganti sono soliti cucinare zuppe a base di cinghiali e altri ungulati selvatici.

Dal punto di vista geologico, queste cavità cilindriche possono avere diametro e profondità variabili fino ad alcuni metri e si formano per via dell’erosione fluviale. Il fiume, infatti, laddove attraversa uno stretto canyon può generare flussi idrici veloci e turbolenti. Il moto vorticoso dell’acqua fa roteare piccoli ciottoli che esercitano azione abrasiva sulle pareti rocciose e possono creare piccole cavità che vanno via via aumentando di dimensione fino a generare le “marmitte” appunto.

Il Ponte dei Saltelli

Le marmitte dei giganti sono ben sviluppate sotto il cosidetto “ponte dei Saltelli” che si trova a pochi passi dal tracciato dell’antica Flaminia che di qui prosegue verso il “forulum”, la galleria romana che fa da porta d’ingresso alla Gola del Furlo.

Foto di Davide Tonelli dal sito https://marmittedeigiganti.it/

Le attività alle marmitte dei giganti

E se vi state chiedendo quali attività sono consigliate per ammirare quest’area…sicuramente una di queste è la canoa!

Sono possibili itinerari in canoa sia diurni, per rinfrescare il corpo e rilassare la mente, che notturni, più contemplativi, per ascoltare i suoni dell’acqua e della fauna che popola il fiume, dagli anfibi ai rapaci notturni agli insetti come grilli e cicale.

Foto di Massimo Morreale

I visitatori più attenti potranno osservare la capelvenere, una piccola ed elegante felce, così come l’appariscente lingua cervina, entrambe crescono sulle pareti più umide della forra per via dello stillicidio di acqua. Possibile anche un fortunato e fugace incontro col variopinto e rapidissimo martin pescatore, abitante dei corsi d’acqua poco profondi.

Infine, visto il grande interesse paesaggistico e naturalistico, auspichiamo che entro breve tempo sia possibile ammirare le marmitte dei giganti e, magari anche la forra, attraverso un percorso attrezzato a piedi che permetta di raggiungerle più agevolmente.

Info utili

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