Una capitale dell’arte da scoprire: Camerino ai tempi di Giulio Cesare Varano

Il Rinascimento: il secolo delle grandi Signorie italiane. Come quella dei Da Varano di Camerino, la capitale del regno, all’ombra dei Monti Sibillini. Città d’arte e Bandiera Arancione Touring Club, Camerino vanta un patrimonio artistico straordinario con dipinti e sculture del ‘300 e ‘400 frutto del mecenatismo culturale dei Da Varano,  segnato dal quadro simbolo del ‘400 camerte: la splendida Annunciazione di Giovanni Angelo di Antonio, proveniente dalla piccola chiesetta francescana di Spermento, nel contado della città. Scopriamola insieme e tuffiamoci nella storia dell’arte iniziando da alcuni cenni storici.

Il cortile del Palazzo Ducale di Camerino © Comune di Camerino

Il cortile del Palazzo Ducale di Camerino © Proloco di Camerino

Contemporaneamente ai fasti urbinati legati al colto mecenatismo di Federico da Montefeltro, fioriva a Camerino la lunga signoria di Giulio Cesare da Varano (1464-1502): centro di grande vitalità economica e intellettuale, snodo fondamentale per tutti i traffici mercantili che da Venezia e dall’Adriatico penetravano l’Appennino per raggiungere la Toscana, Roma e il regno di Napoli, Camerino era la città più prospera della Marca interna.

Il fiorire della Signoria varanesca favorì la nascita di una vera e propria scuola pittorica camerinese e di una cultura di corte, che si inseriscono nel contesto del primo Rinascimento dell’Italia centrale come assoluti protagonisti.

La stella della pittura camerte, seppure noto solo nei documenti fino a dieci anni fa, è Giovanni Angelo d’Antonio di Bolognola (sì, proprio Bolognola… il piccolissimo comune dei Monti Sibillini!): figura di primo piano della corte di Giulio Cesare Varano, pittore e suonatore di liuto, a Firenze entrò in dimestichezza con Giovanni e Piero de’ Medici, ed è proprio lui il più grande pittore camerte, autore della celebre Annunciazione con i donatori e la Pietà conservata presso Pinacoteca civica Girolamo di Giovanni di Camerino,  simbolo della città e della cultura figurativa di epoca varanesca e autentico capolavoro del Quattrocento italiano.

 

Giovanni Angelo d'Antonio "Annunciazione e Cristo in pietà" (1450-55)

Giovanni Angelo d’Antonio “Annunciazione e Cristo in pietà” (1450-55)  © Pinacoteca Civica di Camerino

Miracolosamente sfuggito a spoliazioni, saccheggi, terremoti e vendite selvagge che hanno connotato purtroppo nei secoli il patrimonio camerte contribuendo alla sua dispersione, il prezioso dipinto proviene da una piccola chiesa dell’Osservanza francescana della frazione Sperimento (già Spermento) di Camerino. Ammirate il profilo perfetto dell’Arcangelo Gabriele che si erge di fronte ai due donatori, da sempre identificati con membri della famiglia Varano, legati all’ordine francescano. Di fronte a lui in un interno casalingo, Maria Vergine in ginocchio è intenta a leggere.

Alla sua destra l’armadio a muro ricco di oggetti dalla valenza simbolica. In linea con le mattonelle dipinte in prospettiva, si alza una colonna dipinta su un alto basamento scanalato che finge di sostenere la cornice lignea che, a sua volta, separa l’Annunciazione dalla Pietà soprastante; qui sullo sfondo i simboli della Passione e un personaggio con lo sguardo rivolto verso l’esterno. Un ritratto formidabile per quell’epoca: probabilmente  si tratta dell’autore dell’opera, Giovanni Angelo di Antonio, un artista straordinario, conquistato dalle geometrie poetiche e luminose di Piero della Francesca, conoscitore della pittura padovana, sia nella componente architettonica e antiquaria che nel pathos donatelliano.

La Pinacoteca civica “Girolamo di Giovanni” a Camerino

La Pinacoteca civica “Girolamo di Giovanni” a Camerino

Dopo aver visto l’ Annunciazione non fuggite… Il Museo è ricco di affreschi e altri dipinti; visitate anche il Museo di Scienze Naturali dell’Università che vi racconta la vita preistorica, di tigri, elefanti e ippopotami vissuti 1 mln di anni fa sull’altopiano di Colfiorito (e non solo… In questo periodo tra l’altro ospita una mostra sulla missione della sonda spaziale Rosetta!). E poi visitate il Museo diocesano, dove potrete scoprire opere d’arte di valore inestimabile. Vi aspettano tra i vari capolavori: fanciulle di altri tempi, sante e madonne scolpite in legno di questi boschi, meravigliose e intatte, dipinte e vestite a festa…

Io vorrei raccontarvi ancora tanto ma un post non basta… E Camerino è tanto altro. Ad esempio un Giovan Battista Tiepolo rarissimo fuori dal Veneto… Ma questa è un’altra storia!

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