Dante Alighieri un geografo d’eccezione nelle Marche

Lo sapevate che la nostra regione ha un geografo d’eccezione? Oggi scopriamo le Marche attraverso le parole del sommo poeta Dante Alighieri e qualche immagine che troverete nel nostro account Flickr Marche Tourism .

Siete pronti? Ecco cosa scrive Dante ne “La Divina Commedia“, precisamente nel Purgatorio, Canto V, versi 67-72.

“Ond’ io, che solo innanzi a li altri parlo, 
ti priego, se mai vedi quel paese
che siede tra Romagna e quel di Carlo,
che tu mi sie di tuoi prieghi cortese
in Fano, sí che ben per me s’adori
pur ch’i’possa purgar le gravi offese”

Castello di Gradara

Cartoline vintage dal Castello di Gradara con la citazione di Dante Alighieri. © Marche Tourism

Dante Alighieri, nella Divina Commedia, ha descritto e trattato luoghi e personaggi della nostra terra trasformandoli in punti focali della narrazione, nonché in icone e simboli della letteratura universale. Basti pensare alla passione di Paolo e Francesca nel castello di Gradara cantata nel V Canto dell’ Inferno o al silenzio di Fonte Avellana, fulcro dell’esistenza di San Pier Damiani, incontrato nel Paradiso.

Fontavellana

Il Monastero di Fonte Avellana situato alle pendici boscose del Monte Catria. © Marche Tourism

Ma nel caso del fanese Jacopo del Cassero (1260 ca./1298) Dante ha fatto molto di più; turbato e commosso dal tragico destino dell’uomo, ha accolto nel Purgatorio la richiesta di preghiera, il desiderio di pace di questa anima attraverso una visione lirica della sua terra “quel paese che siede tra Romagna e quel di Carlo”. Jacopo ricorda le nostre Marche che con Dante hanno avuto una delle prime, se non la prima, lettura storico-geografica. Un’identità culturale e territoriale ben precisa, tra la Romagna e il regno di Carlo II D’Angiò.

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5 thoughts on “Dante Alighieri un geografo d’eccezione nelle Marche

  1. Inoltre nella ricca Biblioteca del Monastero di “Fonte Avellana”dovrebbe essere ancora custodita la prima edizione de “La Divina Commedia”, stampata dall’antica “Tipografia Conti” di Jesi. Ciò vi risulta?

    • Ciao Maria Teresa,
      l’edizione più antica de “La Divina Commedia” conservata nella biblioteca del Monastero di Fonte Avellana è stata stampata a Venezia nel 1544 da Francesco Marcolini.

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