Macerata: a casa di Francesco Micheli

Un entusiasmo travolgente, gesti che emanano energia e passione, espressioni che trasmettono vibrazioni positive. Ecco le principali caratteristiche che saltano subito all’occhio quando si sente parlare di Francesco Micheli, direttore artistico del Macerata Opera Festival. “Nato nel 1972 a Bergamo, laureato in Lettere Moderne, si è diplomato a 24 anni alla Civica Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano” così recita la sua biografia ufficiale, ma io ve lo presenterò diversamente oggi.

Francesco Micheli

Francesco Micheli, Direttore artistico del Macerata Opera Festival. Foto di Alfredo Tabocchini

È un mago dell’Opera, usa trucchi semplici che stupiscono: parla con il sorriso sulle labbra narrando le splendide storie dietro le più grandi opere liriche, calando il passato nel presente. Ciò che ci sembra lontano come la lirica, spesso di difficile comprensione e addirittura considerato d’élite, diventa accessibile a tutti: ai ragazzi grazie ai laboratori didattici nelle scuole, agli stranieri grazie ad eventi ad hoc per far conoscere il festival in Russia e persino in Oman, a chi resta fuori dallo Sferisterio grazie al Festival Off che fa diventare  le strade e gli spazi storici della città di Macerata il proprio palcoscenico. E ancora, aperitivi culturali, serate dedicate all’opera, mostre e altri eventi paralleli sono le sue armi vincenti che coinvolgono tutta la città marchigiana e non solo, tanto da aver fatto registrare nel 2013 un totale di 26.369 presenze, con una media di 1.924 spettatori a serata e quest’anno ha iniziato e concluso la stagione operistica dello Sferisterio con due “tutto esaurito”.

Ma oggi non voglio soffermarmi su cifre, numeri e incassi, voglio fare un esperimento, farvi conoscere Macerata e il suo festival con gli occhi di Francesco Micheli. Ed eccolo qui, messo a nudo da questa intervista, sincero e appassionato come sempre.

La scorsa edizione del festival aveva come titolo “muri e divisioni”, che in realtà sono stati abbattuti portando gli eventi anche fuori dallo Sferisterio. Come mai questa scelta di aprirsi al centro storico di Macerata?

Lo Sferisterio è un gioiello in cui è incastonato un pezzo di città: le mura, perimetro che definisce il centro storico stesso. Tale peculiarità è la prima che definisce il carattere anfibio del nostro teatro: nato come stadio per la palla al bracciale e divenuto tempio operistico… questo luogo nasce per disporsi al dialogo“.

Turismo e cultura sono strettamente collegati. Quanto il festival incide sull’immagine di Macerata e di tutta la regione Marche? 

Voglio espormi dicendo che lo Sferisterio è il simbolo delle Marche, racchiudendo in sé molto dei talenti di questa terra davvero fuori del comune: armonia tra natura e civiltà; arte e cultura; bellezza plasmata da un artigianato sapiente… e – come spesso si dice – le Marche, terra di teatri“.

Sferisterio di Macerata

La splendida architettura dello Sferisterio di Macerata che ogni anno accoglie migliaia di spettatori

Che cosa hai pensato la prima volta che sei arrivato a Macerata, la conoscevi già come città prima di diventare direttore artistico?

In diverse occasioni a partire dal 1996 ho iniziato a frequentare lo Sferisterio da addetto ai lavori e semplice appassionato. Se in quelle occasioni mi avessero detto che sarei divenuto direttore artistico di quel monumento da sogno prima del compimento dei quarant’anni, avrei riso in faccia all’ipotetico profeta!

C’è un luogo in questa città, oltre allo Sferisterio, che ti è particolarmente caro? 

È bello passeggiare lungo le venature di questa città dolce e accogliente ma senza dubbio il terrazzo di Palazzo Bonaccorsi è un luogo che dice molto di quanto sia fortunata la cittadinanza di Macerata a vivere in un posto così incantevole“.

Il terrazzo di Palazzo Bonaccorsi, Macerata. Foto di Paolo1225 su Instagram

Il terrazzo di Palazzo Bonaccorsi, Macerata. Foto di Paolo1225 su Instagram

Quest’anno sono celebrati  i cinquant’anni del Macerata Opera festival e anche gli eventi del Festival Off hanno contribuito a risvegliare le voglia di cultura e di andare all’opera. Come convinceresti un turista a comprare un biglietto per una serata della prossima edizione? 

Dont’dream it! Live it!

#donneallopera

#Donneallopera il challenge sui social network proposto per la 50esima edizione del Macerata Opera Festival

Se lo scorso anno a farla da padrone è stato Giuseppe Verdi, quest’anno al Macerata Opera Festival si è accostato un altro colore, tingendosi di rosa con il titolo “L’opera è donna”, semplice, incisivo e quanto mai attuale, dedicato alla femminilità e alla sua forza. Un grande omaggio alle donne voluto nel 50esimo anniversario di questo festival che negli anni si sta consolidando, puntando dritto all’originalità con un mix di contemporaneità e tradizione . È questo che fa la differenza.  Vi chiedere, ma cosa c’è di originale nel Nabucco, nella Traviata o nell’Aida?  Basta dare un’occhiata alle scenografie, ai costumi per rendersene conto immedesimandosi nei personaggi, nei loro tormenti interiori e vicissitudini guerresche! E se anche questo non vi basta, provate a digitare sui principali social network #donneallopera, un concorso ideato per far parlare le donne appassionate di opera attraverso  i selfie. Scopritelo con noi qui e sul sito dello Sferisterio 

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