Un angelo ribelle a Monte Vidon Corrado

Oggi vi prendo per mano e vi accompagno in un mondo colorato fatto di forme leggere, segni graffianti, piccoli ma potenti quadri che evocano profezie e antichi misteri. Siete pronti? Stiamo per conoscere insieme uno degli artisti che hanno segnato il Novecento: Osvaldo Licini  e il paese che lo ha visto nascere, Monte Vidon Corrado in provincia di Fermo.

Era un angelo ribelle per citare il titolo di una sua famosa opera, solitario e taciturno, che dopo aver conosciuto e vissuto nelle grandi capitali d’Europa, ha deciso di ritornare a vivere nelle Marche a Monte Vidon Corrado: un rifugio sicuro dove trarre ispirazione e lasciarsi andare. Vi chiederete perché Licini abbia sentito così forte l’impulso di ritornare nella terra d’origine, ve lo spiego subito! Da sempre la creatività e il legame viscerale con il contesto esistenziale sono fondamentali per la produzione di un artista, per la sua ispirazione, ed è stato così anche per Licini, ammaliato dal dolce paesaggio collinare che si incontra all’orizzonte con il cielo, mescolando colori e sfumature che gli occhi non scordano facilmente.

Monte Vidon Corrado

Una veduta di Monte Vidon Corrado © Mariano Fagiani

La stessa intensità di tonalità del paesaggio fermano si ritrova nell’impeto del gesto e nella vivacità dei colori dell’artista che proprio nel suo paese ha lasciato qualcosa di visibile e tangibile della sua vita condotta qui.

Casa-Museo di Osvaldo Licini

A partire dalla dimora padronale settecentesca, recentemente restaurata e riaperta al pubblico, si inizia un viaggio tra arte, storia e aneddoti di un paese che ha amato tanto questo artista ed ha saputo mantenere vivo il suo ricordo. Ma lo sapevate che nella casa-museo ci sono ancora i suoi abiti appesi all’armadio e la tavolozza piena di colori?

Osvaldo Licini, tavolozza di colori

Tavolozza di colori di Osvaldo Licini © Mariano Fagiani

Si respira un’aria densa di ricordi e non può sfuggire tra le tante stanze, la più piccola: la cantina, dove si dice che l’artista, convinto attivista, teneva le sue riunioni politiche.

cantina_w fotografo Mariano Fagiani

La cantina di Osvaldo Licini © Mariano Fagiani

Salire le scale di questa casa è come avvicinarsi sempre di più al cielo, in tutti i sensi: basta alzare lo sguardo verso il soffitto per accorgersi dell’opera di Licini, realizzata agli inizi degli anni Quaranta, e per essere trasportarti in una sorta di viaggio astrale, tra l’azzurro e il grigio dei segni incisi nello spazio. Una profonda quiete avvolge la casa e mentre ci si perde tra le stanze, si rimane sorpresi dal richiamo delle assolate colline fermane che fanno capolino dalle tante finestre.

La casa di Osvaldo Licini

Il soffitto dipinto da Osvaldo Licini e la vista mozzafiato da una delle finestre della casa. © Mariano Fagiani

Centro Studi Osvaldo Licini

A pochi passi da questa dimora c’è il quartier generale della creatività contemporanea: il Centro Studi Osvaldo Licini che conserva  documenti, scritti e opere, una mostra permanente ed è sede di tante esposizioni temporanee che mantengono vivo l’interesse per l’arte nei turisti e negli abitanti del paese.

Centro Studi Osvaldo Licini

Centro Studi Osvaldo Licini, Monte Vidon Corrado © Mariano Fagiani

Trovarsi a Monte Vidon Corrado significa compiere un viaggio nell’arte, nel tempo e nello spazio sospesi tra i colori di una tavolozza d’artista amalgamati ai profili sinuosi di un paesaggio che è stato una fonte inesauribile di ispirazione per il lavoro creativo di Licini. Perché non provate anche voi a farvi incantare da questo luogo sospeso tra natura e arte? Vi consigliamo di guardare anche solo per un giorno, con gli occhi di un artista, questo borgo del fermano scoprendone i vicoli, le piazze e il panorama collinare che si scopre pian piano.

Info utili

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One thought on “Un angelo ribelle a Monte Vidon Corrado

  1. Ho ammirato alcune foto
    della dimora dell’Artista
    Osvaldo Licini che , a mio parere, ” scopri’ ” lo
    Spazio ben prima di Lucio Fontana , con figure e colori che andavano ben oltre la tela , definendo così l’opera cosmica che si riconosce nelle Amalasunte e negli Angeli Ribelli , composizioni ” non limitative ” , espressioni
    di un surrealismo intimo
    ed autonomo .
    In tale contesto e’ ben chiaro che la casa dell’Artista , il luogo piu’
    raccolto in cui ognuno si
    ritrova , non poteva
    ” sfuggire” alla logica
    di Licini ; mi ha emozionato la ” convivenza ” e ” l’alternanza” fra’ il mondo naturale in cui venne edificata e dunque le origini dell’uomo Licini e quella
    parte ” nordica ” , certo
    ispirata dalla consorte
    svedese , ma , a mio parere , anche dalla istintiva esigenza dell’Artista , che osserva
    in quella freddezza una
    via di fuga da una realtà
    troppi limitativa che
    di conseguenza influiva
    nell’Arte , troppo ” contenuta” in schemi
    sordi al ” nuovo” che si
    era già profilato altrove.
    Vorrei ultimare con una
    nota sull’universo compositivo di Osvaldo Licini in cui il figurativo,
    con contenuti talvolta ”
    minimalisti ” dotati di sintesi già anticipava
    la successiva ” esplosione ” astrattista “, laddove il termine ”
    astrattista ” e’ senza dubbio limitativo per uno
    spirito libero e sensibile
    come e’ stato Licini.

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