10 itinerari naturalistici da non perdere nelle Marche

La stagione delle giornate lunghe e soleggiate è arrivata, finalmente l’inverno se n’è andato e con lui anche tutte le copertine di lana e pile che fino a qualche tempo erano i nostri inseparabili amici. Ora, è il momento delle passeggiate all’aria aperta, di apprezzare la ritrovata libertà dall’inizio di questo 2020 e soprattutto di ri-scoprire le meraviglie naturali del nostro territorio.

A tal proposito, le Marche sono dense di percorsi immersi nella natura, qui di seguito 10 itinerari da non perdere assolutamente.

La Gola del Furlo

La Gola del Furlo è il luogo perfetto per una tranquilla passeggiata in compagnia della famiglia o amici e l’ottima occasione per un picnic all’aria aperta. 

La gola che vediamo con questo itinerario è la conseguenza dell’erosione naturale del fiume Candigliano, uno degli affluenti del Metauro. I monti su cui il fiume ha scavato nel corso dei secoli dando origine alla gola, sono il Monte Pietralate e il Monte Paganuccio. L’itinerario da percorrere a piedi è alla portata di tutti, anche per passeggini o carrozzine. Gratuitamente e con poco sforzo ci troviamo catapultati in uno dei più affascinanti canyon naturali delle Marche. 

Gola del Furlo – Foto di Federica Battistelli

La camminata si sviluppa lungo il fiume Candigliano, quest’ultimo si presenta davanti ai nostri occhi, soprattutto nelle giornate di sole, come un meraviglioso specchio limpido e verde

Per chi ricerca avventura e vuole osare di più non è finita qui. A pochi metri dalla diga del fiume, nelle prossimità della piazzola di sosta, inizia il sentiero che porta fino alla testa del Duce. Con un tempo di percorrenza di circa 1 ora e 30 minuti è possibile arrivare in un punto panoramico mozzafiato con vista sull’intera Gola del Furlo.

Leggi anche -> L’itinerario verso il panoramicissimo “balcone” sulla gola del Furlo

Le Grotte di Frasassi

Le Grotte di Frasassi sono una vera e propria meraviglia della natura. Ci troviamo in uno dei più rari fenomeni naturali che vede come protagonisti acqua e roccia, i quali nell’arco di secoli hanno dato origine a stalagmiti, stalattiti e lame calcaree. 

Tra le cose più affascinanti che si provano visitando le grotte, è la totale perdita del senso delle proporzioni.

Grotte di Frasassi – Foto di Federica Battistelli

Sono tante le curiosità che caratterizzano le Grotte di Frasassi, in particolare vi sono due aneddoti da tenere a mente durante la visita. La prima stanza, dalla quale inizia il  percorso con la guida competente, è talmente grande da contenere persino il Duomo di Milano. Non sembra, vero? Altra curiosità riguarda la spada di Damocle collocata nella sala 200, è bene sapere che questa spada è lunga ben sette metri e 40 centimetri e invece appare ai nostri occhi come un piccolo rametto di legno. 

Il percorso classico prevede di partire dalla sala denominata Abisso Ancona, per poi procedere a Sala 200, Il piccolo Canyon, la Sala dell’Orsa e la Sala dell’Infinito. Impossibile non rimanere meravigliati durante la visita!

Per chi ama l’avventura, le grotte di Frasassi mettono anche a disposizione due percorsi (uno rosso e uno azzurro) che consentono con l’attrezzatura fornita dalle guide, di addentrarsi nei cunicoli più stretti, che altrimenti sarebbero inaccessibili.

Le Marmitte dei Giganti

Vengono chiamate anche Canyon del Metauro o Marmitte del Diavolo, e sono un fenomeno unico  in tutta Italia. 

Le Marmitte dei Giganti – Foto di Federica Battistelli

Ci troviamo a Fossombrone, a circa 2 km dal centro storico, dove è presente una stretta forra (profonda circa 30 metri) scavata dal fiume Metauro e da tutti i detriti rocciosi trasportati con esso: un altro esempio della forza e della bellezza della natura. Le Marmitte si possono ammirare da un piccolo ponte detto “di Diocleziano” oppure si può percorre un breve sentiero che permette di entrare nel canyon stesso. 

I più intrepidi possono addirittura attraversare il canyon su kayak o sup, affittando il materiale in zona.

Leggi anche -> 10 cose da fare a Fossombrone

L’arco di Fondarca

Anche in questo paragrafo ci troviamo in cammino verso una meravigliosa architettura naturale, gratis e facilmente accessibile. Prima di incamminarci nel sentiero che ci porta all’ Arco di Fondarca, dobbiamo raggiungere un piccolo borgo chiamato Pieia, situato ai piedi del Monte Nerone a ben 650 metri di altitudine. 

Arco di Fondarca – Foto di Federica Battistelli

Una volta giunti a destinazione, è senz’altro d’obbligo una visita tra le silenziose viuzze di questo piccolo borgo per godere della meravigliosa vista che lo circonda. Il sentiero per raggiungere l’arco inizia davanti alla chiesetta del borgo, lasciando quest’ultima alle nostre spalle, si percorre lo stradino parallelo a un campo di bocce. 

Proseguiamo immersi nella natura per circa 15 minuti fino a quando apparirà davanti ai nostri occhi un bellissimo arco di roccia, L’Arco di Fondarca. Attraversandolo, ci troviamo all’interno di un anfiteatro di rocce altissime. Anticamente questo posto doveva essere una caverna, a cui in seguito è ceduto il soffitto. Oggi, questo luogo oltre ad essere un frequentatissimo itinerario per molti turisti amanti del trekking, è anche palestra per molti speleologici che vogliono allenarsi immersi nella natura.

Monti Sibillini – Lame Rosse

Questo itinerario ci permette di scoprire un paesaggio molto suggestivo nelle Marche. Le Lame Rosse sono un vero e proprio canyon costituito da formazioni rocciose che nel corso degli anni hanno subito l’incessante attività degli agenti atmosferici. 

Lame Rosse – Foto di Federica Battistelli

Il modo più facile e veloce per raggiungere le Lame è l’itinerario che parte dalla diga sul Lago di Fiastra. Percorriamo quest’ultima in tutta la sua lunghezza, attraversiamo quindi una piccola galleria e proseguiamo per un viale alberato. Quando il percorso diventa un terreno totalmente ghiaioso significa che siamo quasi a giunti a destinazione. Dopo ancora pochi minuti di cammino, ci troviamo di fronte alle splendide Lame Rosse.

Leggi anche -> L’itinerario per le Lame Rosse

Monti Sibillini – Lago di Pilato

Raggiungere a piedi il lago di Pilato, non è proprio come fare una tranquilla passeggiata al mare è vero, ma quando ci troveremo a 940 metri di altezza, davanti a quel limpido specchio d’acqua incontaminato e circondati dalla natura più selvaggia, capiremo che ogni goccia di sudore è valsa la pena. 

Lago di Pilato – Foto di Federica Battistelli

L’itinerario consigliato di minor difficoltà parte da Foce di Montemonaco. Arrivati qui con la macchina, è possibile iniziare a piedi su una strada sterrata che costeggia i dirupi del Monte Argentella. Si prosegue per un sentiero nella faggeta, si sale quindi a tornanti fino a una caverna. Lascando alle spalle il punto più critico, si prosegue per pendii erbosi fino ad arrivare al lago

È consigliabile iniziare l’itinerario di mattina presto per concedersi le dovute soste e per usufruire della luce naturale del sole.

Leggi anche -> Trekkking fino al lago di Pilato

La croce del Monte Catria

Tra i sentieri più conosciuti e ambiti del  Monte Catria, vi è sicuramente l’itinerario che porta fino alla Croce. Questo percorso è l’ideale, per chiunque voglia praticare un po’ di trekking in montagna e allo stesso tempo voglia concedersi pause di relax immerso nelle infinite praterie verdi o tra le fitte boscaglie di abeti, ginepri e faggi. Insomma in un vero e proprio paradiso verde.

Croce del Monte Catria – Foto di Federica Battistelli

Si arriva con la macchina fino al Crocevia Catria e da qui si prosegue a piedi su una strada sterrata. Lasciando il rifugio della Vernosa alle spalle, si percorre quindi un meraviglioso boschetto di faggi. Il sentiero continua in salita sulla cresta della montagna, a questo punto si incomincerà intravedere la Croce del Catria che fa capolino tra la vegetazione del monte. 

Una volta raggiunta, ci sarà solamente una cosa ancora da fare: guardarsi attorno e lasciarsi meravigliare dalla bellezza del posto.

Leggi anche -> Trekking fino alla Croce del Catria

Monte Conero – Il Passo del Lupo

Rimanendo sul tema di punti panoramici mozzafiato, questa volta ci addentriamo nel Monte Conero, precisamente verso l’itinerario del Passo del Lupo. Questo è sicuramente uno dei punti panoramici più affascinati sul Mare Adriatico. Durante tutto il sentiero la bellezza della natura circostante si alternerà continuamente a meravigliose vedute sul mare.

Panorama dal Passo del Lupo – Foto di Federica Battistelli

Il percorso completo arriverebbe fino alla Spiaggia delle Due Sorelle, ma a seguito di una severa ordinanza emessa nel 2009, è vietato proseguire oltre il punto indicato dalla segnaletica in loco. 

È possibile arrivare dunque fino a Belvedere, un balcone naturale alto circa 500 metri dove si può ammirare dall’alto tutta la bellezza del mare e della Spiaggia delle Due Sorelle.

Monte San Bartolo e Spiaggia di Fiorenzuola

Una delle caratteristiche più ricercate che contraddistingue la regione Marche, si trova appunto nelle meravigliose colline dell’entroterra che arrivano dolcemente ad affacciarsi sul mare, regalando vedute uniche ai suoi visitatori. 

Dal Monte San Bartolo – Foto di Federica Battistelli

Con questo itinerario abbiamo la possibilità di ammirare la costa marchigiana dall’alto fino ad arrivare a rigenerarci in  spiaggia con l’acqua del mare. Ci troviamo nel Monte San Bartolo, area naturale e protetta che ospita una ricca flora e fauna, per i quali ci sarebbe da scrivere un libro intero.  

Immersa nel verde del Parco Naturale, troviamo Fiorenzuola di Focara, un piccolo borgo medioevale a picco sul mare ad un’altezza di circa 200 metri. Arrivati a Fiorenzuola va sicuramente fatta una visita a questo gioiellino di paese che a strapiombo sul mare domina le colline pesaresi del San Bartolo. Dopodiché è possibile percorrere una scalinata seguita da alcuni tornanti per raggiungere finalmente la bella e incontaminata Spiaggia di Fiorenzuola.

Monte Nerone – La Balza Forata

Per gli appassionati di escursioni, visite speleologiche, mountain bike, arrampicate o equitazione, il Monte Nerone è proprio quello che fa al caso loro. Ci troviamo nell’Appenino Marchigiano, ambiente in gran parte caratterizzato da ripide pareti rocciose, che si alternano a ricche vegetazioni arbustive e zone erbose. Con questo itinerario è possibile raggiungere una delle rocce più suggestive della Val d’Abisso, la cosiddetta Balza Forata. 

Balza Forata – Foto di Federica Battistelli

Il sentiero parte dal Santuario di Santa Maria in Val d’Abisso a Piobbico (PU). Proprio davanti la chiesetta si trova una piccola bacheca di legno che precede lo stradino che andremo a percorrere. Incontreremo quindi i piccoli resti di un antico mulino e attraverseremo a piedi il piccolo torrente che scorre accanto. Ci addentreremo in un bosco e noteremo che la pendenza aumenterà fino a quando non incontreremo una vecchia cava, da qui il sentiero diventa più stretto. 

Continueremo a salire, fin quando raggiungeremo la parte più rocciosa e selvaggia della valle. Eccoci dunque arrivati alla Balza Forata.

Buone passeggiate da Federica di “Le Marche che non ti aspetti”

Foto di copertina: Lago di Pilato di Claudio Scarponi

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