Tutta la musica delle Marche al museo

Nella Regione Marche sono nati e hanno operato nel corso dei secoli molti musicisti, compositori e cantanti, ma anche tanti artigiani che con mente, mani e cuore si sono dedicati alla costruzione di strumenti musicali.

I musei del territorio dedicati alla musica ci rivelano tutto ciò che sta dietro alla performance musicale attraverso il racconto di vita dei musicisti, di storie e tradizioni, attraverso l’esposizione di partiture, oggetti originali e soprattutto di strumenti musicali, conservando anche la memoria della loro costruzione, lavoro artigianale e industriale molto diffuso ed eccellenza del territorio marchigiano, un’operosità che da sempre accompagna l’attività degli artisti.

Per te che ami la musica in tutte le sue sfaccettature ecco 7 proposte, 7 quante sono le note sul pentagramma, per scoprire tutta la musica delle Marche al museo: dall’opera lirica alla musica elettronica, dalla fisarmonica alla batteria ce n’è davvero per tutti i gusti musicali!

  1. Museo Nazionale Rossini e Casa Museo
  2. Sale Pergolesiane e Spontiniane e Casa Museo Spontini
  3. Museo Internazionale della Fisarmonica
  4. Museo della Musica e Museo Beniamino Gigli
  5. Museo del Synth marchigiano e italiano e Farfisa Museum
  6. Collezione di liuteria moderna alla Pinacoteca Civica
  7. Museo della Batteria

In questi luoghi potrai ammirare strumenti unici suonati dalle più famose band internazionali, scoprire il lavoro artigianale di una bottega di fine ottocento, ascoltare interpretazioni d’epoca o contemporanee e divertirti a suonare tu stesso alcuni strumenti.

Non ci resta che augurarti buona musica!


1. Rossini: il Cigno di Pesaro. Museo Nazionale Rossini e Casa Museo

Gioacchino Rossini, tra i massimi e più celebri operisti della storia, nasce a Pesaro il 29 febbraio 1792, come ricorda l’iscrizione commemorativa posta al primo piano della sua casa natale: “La divina arte della musica arrise in questa stanza alla nascita di Gioacchino Rossini”.

Casa Rossini – foto archivio Regione Marche

Nella Casa Museo sono esposti, grazie anche a tecnologie di ultima generazione e supporti innovativi, spartiti autografi, libretti originali di opere rossiniane e intere partiture, ma anche stampe e incisioni, litografie e ritratti. CI sono anche spazi dedicati alla figura di Rossini quale raffinato cultore della buona tavola, come lo spazio Rossini Gourmet all’ultimo piano e la Cantina nel seminterrato. Attenzione particolare è posta all’accessibilità, con ausili alla visita per i non vedenti e i non udenti.

Sale espositive del Museo Rossini – foto da www.museonazionalerossini.it

Il Museo Nazionale Rossini, ospitato nei suggestivi ambienti neoclassici di Palazzo Montani Antaldi di Pesaro, invita i visitatori ad immergersi nel mondo rossiniano, che viene raccontato come un’opera lirica, metafora musicale della sua intensa vita, in cui le sezioni sono suddivise in due Atti e un Intermezzo. Il museo è la narrazione di un lungo viaggio artistico e sentimentale, unico nel suo genere, avvincente, drammatico e ricco di aneddoti curiosi.

Sale espositive del Museo Rossini – foto da www.museonazionalerossini.it

Ad aprire il percorso è il pianoforte Pleyel appartenuto al Maestro stesso. Nelle varie sale, ognuna con pareti diversamente colorate e soffitti affrescati con temi mitologici, sono esposti quadri, busti, cimeli, spartiti originali, libretti, scenografie, il tutto corredato da supporti multimediali e interattivi di ultima generazione, pensati per una fruizione facile e accattivante.

Il grande percorso rossiniano di Pesaro, Città della Musica e Capitale Italiana della Cultura 2024, comprende anche il Teatro Rossini, Palazzo Mosca – Musei Civici dove si trova anche la Sonosfera®, un teatro per l’ascolto profondo di ecosistemi e musica, esperienza unica al mondo, il Tempietto Rossiniano, Palazzo Olivieri e la Biblioteca della Fondazione Rossini.

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Per gli appassionati segnaliamo il Rossini Opera Festival il festival musicale lirico internazionale interamente dedicato a Gioachino Rossini.

2. Sale Pergolesiane e Spontiniane a Jesi, tradizione musicale e teatrale

All’interno del Teatro Pegolesi di Jesi, nei locali del Ridotto, affrescati con suggestive vedute settecentesche, le Sale Pergolesiane e la Sala Spontiniana rendono omaggio ai due grandi compositori legati alla città: Giovan Battista Pergolesi e Gaspare Spontini.

Teatro Pergolesi | Sale Pergolesiane – Foto di Solange Fontanella.

Le Sale Pergolesiane ripercorrono vita e opere di Giovan Battista Pergolesi, nato a Jesi nel 1710, musicista innovatore dell’epoca barocca, violinista, organista e geniale compositore. Nonostante abbia vissuto solo 26 anni è considerato tra i massimi rappresentanti della scuola musicale napoletana. Le sue opere vengono eseguite ancora oggi in tutto il mondo e la sua musica impreziosisce numerosissime colonne sonore di spot pubblicitari e grandi produzioni cinematografiche.

Il Teatro Pergolesi fa parte dell’itinerario pergolesiano che si snoda per le vie della città di Jesi, dove poter scoprire i luoghi, come la sua casa natale o il monumento a lui dedicato, e tutte le curiosità sull’artista jesino e la sua musica.

Ritratto e Casa Museo Spontini – foto da Museo Gaspare Spontini

La Sala Spontiniana rende omaggio a Gaspare Spontini, uno dei protagonisti della musica europea della prima metà dell’Ottocento, nato nel 1774 a Maiolati, uno dei Castelli di Jesi, e vissuto a Jesi in gioventù. A Maiolati è aperta al pubblico la Casa Museo, casa che il compositore abitò con sua moglie durante il suo ultimo anno di vita. Qui sono raccolti epistolari, partiture autografe, edizioni a stampa della sua musica, cimeli, quadri, parte dell’arredamento originario dell’epoca e una biblioteca a carattere musicale. Fuori dal castello si trova invece la casa natale di Spontini, dichiarata monumento nazionale nel 1924.

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→ Per gli appassionati segnaliamo il Festival Pergolesi Spontini interamente dedicato al genio dei due grandi compositori marchigiani. Dal 29 luglio al 26 settembre 2023.

3. Museo Internazionale della Fisarmonica a Castelfidardo: tra suono e poesia

Museo Internazionale della Fisarmonica – foto da www.museodellafisarmonica.it

450 tra fisarmoniche, organetti, bandoneon e concertine, di cui 130 sono esposte al pubblico, 45 opere di pittura e scultura, 550 oggetti iconografici, 9500 Partiture musicali, 11000 registrazioni, tesi di Laurea, libri e riviste.

Il Museo della Fisarmonica di Castelfidardo è luogo di arte, storia, cultura e artigianalità. Il percorso museale attraversa quasi duecento anni di storia dello strumento e la sua collezione è tra le più importanti a livello nazionale e internazionale.

Qui si rende omaggio a tutti quegli artigiani, imprenditori ed artisti che hanno dedicato la propria vita alla costruzione, all’evoluzione e alla valorizzazione della fisarmonica, contribuendo alla trasformazione economica e culturale del nostro territorio. Primo fra tutti Paolo Soprani, che grazie al suo ingegno realizzò nel 1863 la prima industria italiana della fisarmonica proprio qui, a Castelfidardo.

Tra gli strumenti più preziosi e importanti della collezione la prima fisarmonica con esterno in celluloide costruita a New York nel 1916 e arrivata a Castelfidardo nel 1919, ma anche molti strumenti appartenuti a grandi celebrità che hanno contribuito alla diffusione della fisarmonica in tutto il mondo, ad esempio uno dei bandoneon di Astor Piazzolla.

Il museo è stato progettato per visitatori di tutte le età e permette anche ai più piccoli di provare alcuni strumenti e di scoprire come vengono costruiti curiosando nella bottega artigiana, corredata dagli attrezzi dei maestri costruttori.

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Museo Internazionale della fisarmonica – foto da www.museodellafisarmonica.it
La fisarmonica da Guinness

A pochi passi dal museo si può visitare su appuntamento la bottega di un artigiano che ha costruito la fisarmonica più grande del mondo. E’ alta 2 metri e mezzo, è perfettamente funzionante e potrai divertirti a suonarla.

Per gli appassionati del settore segnaliamo il PIF, Premio Internazionale della Fisarmonica, giunto ormai alla 48° edizione, dal 13 al 17 settembre 2023, un evento dal respiro internazionale che si svolge a Castelfidardo.

4. Recanati città della musica: Museo della Musica e Museo Beniamino Gigli

Esposizione di strumenti al MUM di Recanati – foto da www.infinitorecanati.it

Recanati è nota per essere la città della poesia e di Giacomo Leopardi, grazie al MUM scopriamo che è anche città della musica!

Nel percorso di visita del museo viene approfondito il legame della città con la musica grazie all’esposizione di strumenti musicali e strumenti di amplificazione realizzati nel distretto dell’industria musicale del territorio di Recanati, prodotti che hanno fatto la storia di ieri e di oggi della musica e del suono in Italia e nel mondo. A chiudere il percorso una sala di ascolto immersiva dove poter scoprire peculiarità sonore ascoltando musica mono, stereo, multicanale e spaziale.

Sale espositive Museo Beniamino Gigli – foto da www.infinitorecanati.it

Il MUM omaggia inoltre il grande tenore Beniamino Gigli, illustre cittadino recanatese a cui è dedicato anche il Museo Beniamino Gigli all’interno della Sala dei Trenta del Teatro Persiani di Recanati. Biglietto unico per entrambi i musei!

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→ Per gli appassionati segnaliamo Musicultura, un festival musicale dedicato alle nuove promesse della musica popolare e contemporanea, nato come Premio Città di Recanati e ora trasferito allo Sferisterio di Macerata, e il Gigli Opera festival, un appuntamento immancabile dell’estate recanatese che richiama l’attenzione di appassionati cittadini e visitatori da tutto il territorio.

5. Le Marche degli strumenti elettronici, un’eccellenza nel mondo: Museo del Synth marchigiano e Farfisa Museum

Sapevi che l’organo che ha caratterizzato il suono dei primi Pink Floyd viene da Camerano, che i suoni di archi dei Duran Duran vengono da Castelfidardo e che la tastiera dei Doors viene da Sambucheto di Montecassiano? E che la Drum machine programmabile, quello strumento che fornisce una base ritmica ogni qualvolta non si fa uso della batteria, ovvero in molti dei generi musicali che utilizzano l’elettronica, è stata inventata a Recanati?

La Regione Marche è stata patria produttrice di alcuni dei più innovativi strumenti elettronici che hanno influenzato e spesso cambiato i suoni della musica Italiana ed internazionale.

Queste due realtà culturali distinte ma in costante collaborazione, il Museo del Synth marchigiano e italiano e il Farfisa Museum, puntano a far conoscere e valorizzare questa straordinaria realtà storica che ha visto le Marche protagoniste a livello internazionale nello sviluppo degli strumenti elettronici negli anni ‘60, ’70 e ’80.

Museo del Synth agli Antichi Forni di Macerata – foto da Museo del Synth marchigiano

Il Museo del Synth marchigiano e italiano a Macerata è frutto della fusione di diverse collezioni private di strumenti musicali elettronici italiani raccolti negli anni ed esposte in diverse mostre temporanee alla Mole di Ancona e nella Galleria degli Antichi Forni a Macerata. La collezione non ha ancora una sede ufficiale, ma ne esiste una grande parte, con un centinaio di macchine tutte collegate e suonabili, disponibile per ricerca musicale, motivi di studio e divulgazione, eventi musicali e visite organizzate. Gli strumenti esposti hanno raggiunto i palchi e gli studi di registrazione di tutto il mondo, firmando brani storici dal pop all’elettronica per mano di artisti come Jean Michel Jarre, Stevie Wonder, Depeche Mode, Duran Duran o i mitici Rockets.

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Operai della ditta Farfisa | Farfisa Museum, sale espositive – foto da www.capponiclaudio.it

Il Farfisa Museum di Camerano raccoglie i principali e più importanti strumenti musicali della celebre ditta Farfisa, un’eccellenza italiana che con i suoi 52 anni di attività, oltre mille addetti ed esportazioni in 90 paesi nel mondo, è stata la fabbrica di strumenti musicali più grande d’Europa.

Pink Floyd, Elton John, Genesis, Van Der Graaf Generator, Tangerine Dream, Led Zeppelin, Procol Harum, The Doors, Frank Zappa, sono solo una piccola parte di gruppi ed artisti che hanno utilizzato i prodotti musicali costruiti dalla Farfisa. La collezione, frutto della passione di un privato ex dipendente della celebre ditta, testimonia l’evoluzione storica dell’azienda che, nata nel dopoguerra per la lavorazione delle fisarmoniche in cui fu leader assoluta, a partire dagli anni ’50 e ’60 produsse anche strumenti elettronici che ebbero un enorme successo commerciale.

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→ Per gli appassionati da non perdere il Farfisa Day, giornate culturali e musicali che quest’anno si svolgono il 9 e il 10 settembre 2023 tra Castelfidardo e Camerano.

6. Liuteria moderna alla Pinacoteca Civica di Ascoli Piceno

Pinacoteca Civica Ascoli Piceno, Sala Pasqualini e ingresso in Piazza Arringo – foto da Ascoli Musei

La Pinacoteca Civica di Ascoli Piceno conserva la collezione di strumenti ad arco, a plettro e a pizzico del prof. Gioacchino Pasqualini (Ascoli Piceno, 1902 – 1985).

Violinista, liutologo, esperto di acustica e collezionista di strumenti e accessori musicali, Pasqualini donò ad Ascoli, sua città natale, la sua collezione di liuteria moderna che comprende strumenti tra l’800 e il ‘900. Nella sala a lui intitolata, al secondo piano della Pinacoteca, oltre alla ricchissima collezione omonima è presente anche un violino del 1723 costruito dal celebre liutaio Giuseppe Odoardi, detto il “Villan d’Ascoli”.

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7. Il primo Museo della Batteria in Italia a Fano

Museo della Batteria di Fano – foto da Museo della Batteria

Uno dei musei più curiosi e originali nelle Marche, unico in Italia, che non manca di far felici musicisti e appassionati cultori di generi musicali, è il Museo della Batteria di Fano.

La collezione è composta da 25 batterie provenienti dall’Italia e dall’estero, 25 pezzi storici prodotti in un arco di tempo fra gli anni ‘20 e gli anni ‘80 del secolo scorso, con i quali hanno suonato i complessi più famosi della seconda metà del Novecento, dai Beatles ai Deep Purple, dagli Who ai Rolling Stones, dai Led Zeppelin ai Genesis. Molte sono “gemelle” di quelle usate dai complessi rock, nel modello, finitura e anno di produzione, mentre altre sono addirittura originali, suonate proprio dai batteristi più celebrati. Un vero e proprio tuffo nella storia della musica.

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