Cicloturismo nelle Marche: due ruote e un pizzico di volontà

Esiste il ciclista professionista che sceglie la strada o la montagna, con tanto di cardiofrequenzimetro e abbigliamento impeccabile, esiste il ciclista occasionale che vorrebbe essere professionista ma che poi, con la scusa del tempo ma soprattutto della pigrizia, ci va poche volte (chi scrive ne è un “esempio”) e poi c’è il… ciclista che ciclista non è!

Le Marche sono l’ideale per tutti i tipi di sportivi delle due ruote, con centinaia di percorsi da scoprire e da esplorare, adatti ad ogni necessità e tipologia di sport e turismo.
Oggi abbiamo scelto di rivolgerci in particolare al… ciclista che ciclista non è, ma che è appassionato di scoprire, pedalata dopo pedalata, curva dopo rettilineo e salita dopo discesa, un territorio che merita quell’attenzione che solo un po’ di sudore e due ruote non motorizzate riescono a dare.

Il ciclista che ciclista non è è quello che può scegliere di andare in solitaria per colline, pianure o altipiani marchigiani, ma è anche quello che sceglie di coinvolgere gli amici o la famiglia in un’esperienza indimenticabile e molto salutare, per il corpo o per la mente, magari anche lungo l’infinito percorso ciclabile che unisce il lungomare delle Marche, dal nord al sud!

Volontà e compagnia saranno un unicum con la bellezza della nostra regione, dove incantevoli colline, borghi bellissimi, litorali mozzafiato e montagne imponenti quanto misteriose sono la sintesi di una molteplicità di territori che meritano di essere scoperti anche in sella ad una bicicletta.

Ed è per questo che la Regione ha presentato, quest’anno, alla Bit 2015 di Milano, la nuova Guida ai percorsi cicloturistici , un opuscolo molto articolato, composto da itinerari divisi per provincia e per grado di difficoltà.

La Guida ai percorsi cicloturistici delle Marche

La Guida ai percorsi cicloturistici delle Marche

Senza far torto a nessuno ed utilizzando la par condicio delle cinque province, consigliamo al ciclista che ciclista non è alcuni percorsi facili o comunque alla portata di molti, rimandando specifiche ed itinerari più impegnativi alla guida.

Pesaro

Potete esplorare l’entroterra partendo da Cagli, direzione Pergola, muovendovi con pazienza e senza fretta fino a Fonte Avellana, dove potete ascoltare il rumore del silenzio che l’eremo, fondato da San Romualdo e citato da Dante nel XXI canto del Paradiso, vi offre (siete in uno dei centri monastici più importanti delle Marche, pace e respiro vi arriveranno dritti al cuore.

Provare per credere!). Da lì Serra Sant’Abbondio, Cantiano e di nuovo Cagli, tra il verde e le sfumature dei 180 ettari di querce e faggi. (Scopri tutti gli itinerari cicloturistici della provincia di Pesaro e Urbino, clicca qui)

Un breve momento di sosta per godersi questo paesaggio © Comune di Serra Sant'Abbondio

Un breve momento di sosta per godersi questo paesaggio © Comune di Serra Sant’Abbondio

Ancona

Seguendo il fiume Misa lo start è da Senigallia, porto Della Rovere. D’obbligo un selfie con la statua di Penelope che attende il ritorno del suo Ulisse e, per quel giorno, anche il vostro! Borracce piene, polmoni e mente libera per un facile percorso di 15 chilometri di pista per lo più ciclabile che vi farà attraversare la valle del Misa fino ad arrivare alla scoperta di Ostra, il borgo conosciuto per la Notte degli sprevengoli” (non sapete cos’è?

È la notte dell’horror, nel periodo di Halloween, con tradizioni popolari che meritano di essere vissute proprio insieme agli sprevengoli, ovvero gli spiritelli che disturbano le persone!). Da Ostra, poi, discesina e pianura vi faranno di nuovo tornare all’Adriatico.

Una foto al porto di Senigallia prima di partire per la pedalata!

Una foto al porto di Senigallia prima di partire per la pedalata!

Macerata

Sefro saprà affascinarvi e sorprendervi! Si parte costeggiando il torrente Scarsito, buttando un occhio di tanto in tanto alle trote che lo popolano.
Si attraversa la valle fino ad arrivare all’altopiano di Montelago e alla Valle della Scurosa, passando per Pioraco e Fiuminata e, percorrendo boschi che nascondono rocche e fortificazioni medievali, si sale dolcemente fino alla Fonte Brescia, dove sarà possibile anche, parcheggiando la vostra due ruote, camminare fino alle foci del fiume Potenza.

Un panorama mozzafiato nella zona del maceratese

Un panorama mozzafiato nella zona del maceratese

Fermo

Mare e verde smeraldo per questa provincia, partendo da Porto San Giorgio per arrivare alla meravigliosa Torre di Palme, uno dei castelli marini del fermano. Da lì Bosco del Cugnolo e la romantica Grotta degli Amanti, per poi proseguire per Moresco, uno dei borghi più belli d’Italia, Monterubbiano, Montegiberto e Petritoli.

Attenzione: d’estate, nel periodo della festa del fieno, potreste essere distratti dai numerosi fantocci in fieno che rievocano scene di vita agreste, facendo “assaggiare” al vostro naso il profumo della campagna d’estate!

Torre di Palme e Moresco, due borghi da scoprire © Romans00

Torre di Palme e Moresco, due borghi da scoprire © Romans00

Ascoli

Il via è da Comunanza, borgo antichissimo la cui struttura è legata perfino ai Cavalieri Templari del 1.200: si arriva a Foce, 932 metri sul livello del mare, dove è possibile salutare le circa 9 persone che abitano il borgo di inverno.
Si sale per il Monte Vettore, e per chi ha coraggio, fiato e potenza nelle gambe, c’è addirittura la possibilità di raggiungere il lago di Pilato, 1.949 metri, dove vive il Chirocefalo del Marchesoni, un crostaceo rosso corallo che è, a dir poco, protetto.

Se si ha poi costanza si riesce ad arrivare perfino al lago di Gerosa, dove il monte Vettore si specchia nell’acqua. Non l’abbiamo ancora detto, ma siete nel cuore del Parco Nazionale dei Sibillini!

Il parco nazionale dei Monti Sibillini e Il Monte Vettore © Parco Monti Sibillini e Romans00

Il Parco Nazionale dei Monti Sibillini e Il Monte Vettore © Parco Monti Sibillini e Romans00

Ci sarebbe molto altro da raccontare per invogliarvi a percorre su due ruote le fantastiche vie che attraversano le Marche, ma attenti: se poi il ciclista che ciclista non è si appassiona veramente, potrebbe farvi ritrovare, d’inverno o durante la prima parte di una primavera particolarmente fredda, in cima al Monte Catria, con le ruote che solcano la neve fresca, in mezzo agli sciatori che vi guardano sorpresi perché voi, dimenticando la fatica ed increduli dell’impresa che avete appena messo a segno, siete arrivati fin lassù risalendo il versante del Mandrale, partendo dal paesino di Buonconsiglio, con il corpo che vi ha permesso di farlo e la mente talmente libera da ogni pensiero al punto tale da farvi dire “cavolo, ci sono riuscito”!

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