La magia del Lago di Pilato sotto le stelle

La magia del Pilato raccontata da chi ha scelto di viverla, immortalando le stelle e la bellezza affascinante di un luogo incantato e ricco di leggende.

La leggenda narra infatti che, nelle sue acque, sarebbe custodito il corpo di Ponzio Pilato condannato a morte e rinchiuso in un sacco sopra ad un carro di bufali. Gli animali, lasciati liberi di vagare senza meta, da Roma sarebbero giunti fino ai Monti Sibillini e su fino alla Cima del Redentore dalla cui cresta il corpo cadde nelle sue acque. Si dice anche che, nel lago, vi sia un’entrata verso il mondo degli Inferi.

Spinti forse da queste leggende o soltanto per il gusto di assaporare intimamente la bellezza della natura incontaminata, rispettandola e documentandola, un gruppo di amici ha intrapreso un singolare viaggio che hanno accettato di documentare per Raccontaci le Marche, narrate da Tonino Giallombardo.

Gustatevelo, ma ricordatevi che è assolutamente vietato campeggiare nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini e che il pernottamento senza tenda nella zona della valle del Lago di Pilato è consentito solo all’interno del rifugio Zilioli e della grotta posta ai piedi del Pizzo del Diavolo.

Trovate qui tutte le normative vigenti.

Foto © Finasteride

Riflessi di luce sul Lago di Pilato. Foto © Finasteride

L’idea di raggiungere il lago di Pilato e di fotografarlo sotto il cielo stellato è nata nella primavera 2014, in seguito ad una rapida ricerca sui luoghi italiani con basso inquinamento luminoso (condizione indispensabile per la fotografia notturna). Ho proposto l’idea a Massimiliano ed Emiliano, ed abbiamo pensato di organizzare l’escursione a giugno dello stesso anno, con la guida di una persona esperta di quei luoghi.

Dopo aver pianificato l’escursione tenendo conto delle fasi lunari (è indispensabile che la luna non sia presente per ritrarre la Via Lattea), abbiamo scelto un percorso che prevedeva l’ascesa del monte Vettore e poi la discesa verso il Lago di Pilato. La salita è iniziata in condizioni meteo avverse, e siamo partiti nonostante i dubbi della nostra guida. Al nostro arrivo al rifugio Zilioli ci siamo resi conto che non sarebbe stato possibile scendere fino al lago di Pilato: il ghiaccio avrebbe reso la discesa troppo pericolosa. Non eravamo attrezzati di piccozza e ramponi per cui abbiamo ritenuto prudente rimandare. Abbiamo scelto di fotografare il tramonto e di pernottare al rifugio, esaudendo il desiderio di fotografare la magia della Via lattea per qualche ora, giusto prima che una bufera di neve e ghiaccio ci obbligò dentro il rifugio per l’intera notte, senza acqua, corrente elettrica, riscaldamento o tantomeno servizi igienici.

Foto © Tonino Giallombardo

La Via Lattea immortalata durante la notte. Foto © Tonino Giallombardo

Questo è stato il primo approccio, anche se da lontano, con il lago di Pilato, che si concede agli appassionati che dimostrano di volerlo davvero scoprire, visto l’impegno che comporta una escursione. Stanchi ma soddisfatti per l’esperienza vissuta insieme siamo rientrati a casa, ma durante il viaggio di ritorno la discussione era soltanto una: tornare per un’escursione notturna al lago di Pilato con maggiore organizzazione.

Due mesi dopo – siamo nell’agosto di due anni fa – abbiamo tentato di nuovo, questa volta con successo! Abbiamo scelto un percorso diverso, che prevedeva come punto di partenza la piana di Castelluccio di Norcia. Il percorso è molto lungo (circa 11 Km solo andata), considerato anche che i nostri zaini erano carichi di acqua, cibo, abiti pesanti, materiale fotografico e sacchi a pelo (16-18 kg a testa): è stata davvero dura, ma davvero indimenticabile!
Durante la partenza un caldissimo sole ci ha fatto venire qualche dubbio circa l’utilità dell’abbigliamento pesante nei nostri zaini, ma questa idea venne poi superata strada facendo: al lago di Pilato, ad agosto di quell’anno, c’era la neve!

Foto © Finasteride

Il monte Vettore innevato ad agosto. Foto © Finasteride

Abbiamo subito iniziato a fotografare i riflessi del tramonto sul lago e ad esplorare la zona circostante. Curiosi i minuscoli Chirocefali dei Marchesoni nelle acque del lago, specie ultra protetta che vive solo lì!

E’ vietato accamparsi intorno al lago, per cui non abbiamo portato con noi alcuna tenda: pensavamo semplicemente di trascorrere la notte scattando fotografie alla Via Lattea riflessa sul lago, riposando eventualmente giusto qualche ora, nel sacco a pelo, accanto alle nostre fotocamere. Dopo alcune ore di pura emozione e complicità tra amici che stavano vivendo in un luogo da favola, abbiamo deciso di consumare un pasto frugale, bevendo un sorso di limonata calda opportunamente preparata ore prima, e di stenderci nei sacchi a pelo. Una delle sensazioni più intense e contrastanti che si prova in quel luogo, di notte, è il fatto di poter ammirare qualcosa di straordinario e di dover al contempo portare un grande rispetto per un posto incantato, quasi magico, forse a tratti un po’ “spettrale”. Non siamo più abituati ad un silenzio assoluto come quello che ci ha avvolti in quel luogo: a tratti si avverte anche un certo timore per il fatto stesso di essere in un posto in cui ci si sente completamente isolati, poiché bisogna percorrere diverse ore a piedi prima di poter utilizzare il telefono cellulare, anche solo per una chiamata di emergenza. Essere isolati dal mondo e in un luogo per certi versi inospitale crea un forte legame tra i compagni di avventura. Diceva Fosco Maraini: “Con chi frequenta la montagna viene la vera amicizia”.

Pilato 06 - © Foto Finasteride

La forma a occhiale del Lago di Pilato. © Foto Finasteride

Durante la notte è giunto il vento, poi le nuvole, infine la pioggia. Siamo stati costretti a raccattare in fretta e furia tutte le nostre cose, mettere gli zaini in spalla e cercare riparo nella grotta non lontano dal lago. Con nostra grande sorpresa quel “buco” nel ventre della montagna era già occupato! Incredibilmente anche tre avventurosi ragazzi diretti verso la cima del monte Vettore, sorpresi dalla pioggia, avevano trovato riparo nella grotta. Abbiamo condiviso quel piccolo spazio e trascorso insieme alcune ore, avvolti nei nostri sacchi a pelo: tutto intorno roccia e silenzio!

Foto © Tonino Giallombardo

Foto © Tonino Giallombardo

All’alba abbiamo ripreso il lungo cammino verso casa, riflettendo sulle comodità della vita moderna che troppo spesso consideriamo scontate: poter bere un cappuccino caldo, utilizzare un telefono per comunicare, acquistare qualcosa da mangiare… Una esperienza come la nostra ti aiuta a capire che la montagna va rispettata, così come i propri limiti, che il valore dell’amicizia, delle cose e delle persone è davvero immenso!
Mi piace concludere con un’altra frase di Fosco Maraini: “Quello che è importante non è tanto la conquista della vetta, è il tu per tu con la roccia, con la neve, col ghiaccio, che è insostituibile: toccare, vedere, gli odori, i colori e il contatto con la natura. La gente che pratica la montagna, in genere, non ha una maschera, perché in montagna viene fuori la nuda natura delle persone: il pauroso si vede e si vede subito l’egoista. Con chi frequenta la montagna viene la vera amicizia”.

 

L’esperienza dei nostri amici è documentata anche attraverso questo video.

Godetevi l’intera galleria delle immegini mozzafiato scattate durante questa esperienza.

  • Foto © Finasteride
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  • Il lago di Pilato - laghi nelle Marche
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  • Foto © Tonino Giallombardo
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Info utili:

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6 thoughts on “La magia del Lago di Pilato sotto le stelle

  1. Uguale esperienza fatta nel lontanissimo Agosto 15/08/ 1994. Eravamo un gruppo di giovanissimi amici partiti da Foce; risalita al lago durissima con pernottamento nella grotta. Ricompensati dalla nottata di luna piena spettacolare!

  2. Quando ci si “immerge” nella Natura, alle persone di buona volontà, vien fuori la parte migliore dell’uomo, fatta di aiuto, offerta di parole, sentimenti, pensieri, che arricchiscono chi vive con te l’esperienza. Le cose “semplici” della Natura, sono alla portata di tutti: basta aver voglia di viverle ed accostarsi con l’umiltà che la grandiosità di quanto abbiamo davanti ci offre.

  3. Il periodo migliore per poter osservare il lago nella sua pienezza e a fine giugno inizi di luglio -a seconda dell’innevamento invernale-. Volendo si può osservare il lago di Pilato e l’omonima valle anche dall’alto passando dalla vetta della Cima del Redentore o dalla Cima del Lago camminando su di una panoramica cresta.
    http://www.escursioniinmontagnahiking.it/

  4. Avventura spettacolare….raccontata sapientemente e visivamente da Tonino Giallombardo e Massimiliano Finasteride che con le loro foto trasmettono sempre emozioni!!
    COMPLIMENTI RAGAZZI

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