Sulle orme di Luigi Vanvitelli: un itinerario nelle Marche

Nel 2023 ricorre il 250° anniversario della morte dell’architetto Luigi Vanvitelli, genio indiscusso del Settecento e uno dei più grandi architetti italiani del suo tempo, che ha lasciato un’impronta indelebile nei molteplici luoghi in cui ha operato. Nelle Marche, in particolare, egli lavorò a lungo e per importanti commesse, dando vita a capolavori che hanno plasmato il paesaggio e il volto di interi territori e città.
In questo articolo vi portiamo alla scoperta delle opere straordinarie di Vanvitelli, divenute parte integrante del patrimonio artistico della nostra regione e della nostra identità culturale.

Chi è Luigi Vanvitelli? Storia di un genio creativo e poliedrico

Nato a Napoli nel 1700, figlio del pittore olandese Caspar van Wittel, famoso vedutista, e della romana Anna Lorenzani, eccelse fin da giovane per le sue doti artistiche. Crebbe a Roma, dove venne educato al gusto della classicità grazie all’osservazione dei grandiosi monumenti romani e si accostò all’ambito dell’architettura anche grazie alla conoscenza e agli insegnamenti dell’architetto messinese Filippo Juvarra, amico del padre. Vissuto in un periodo di transizione tra il virtuosismo barocco e rococò di fine Settecento e l’equilibrio del nascente linguaggio neoclassico, Luigi Vanvitelli fu un artista dal grande genio creativo, non sempre inquadrabile in uno stile definito, che coltivò con grande entusiasmo varie attività: fu pittore, scenografo, inventore, appassionato di musica e teatro e ingegnere, pur restando l’architettura la sua più grande passione.

Ben presto la fama di Vanvitelli si diffuse negli ambienti importanti della città papale, dove gli vennero commissionati vari lavori, e da qui a tutta Italia: oltre che a Roma, fu attivo in Campania, a Brescia, Perugia e Piacenza, ad Ancona e molte altre città, capace di gestire e portare avanti simultaneamente complessi cantieri, sempre con grande meticolosità, anche grazie a una squadra di valenti collaboratori.

Chi pensa a Luigi Vanvitelli, pensa automaticamente alla Reggia di Caserta, il magnifico capolavoro architettonico che è indubbiamente l’opera più famosa e importante legata al suo nome in un binomio inscindibile. La maestosa Reggia nasce dal sogno e dalle idee visionarie dell’illuminato Carlo di Borbone, che si rivolse a Luigi Vanvitelli per la sua progettazione e realizzazione. Geniale interprete del gusto del sovrano, egli diresse i lavori di questa straordinaria residenza reale, tra le più belle d’Europa, affacciata su un grande giardino all’italiana progettato dallo stesso Vanvitelli. Il cantiere della Reggia ebbe inizio con la posa della prima pietra il 20 gennaio 1752: da quel momento Vanvitelli, trasferitosi a Caserta con la numerosa famiglia, fu totalmente assorbito dai lavori che alla morte del Maestro (1773) vennero portati avanti dal figlio Carlo, per concludersi solo nel 1845.

Vanvitelli e le Marche, un legame molto speciale!

Con le Marche Luigi Vanvitelli ebbe un legame molto particolare: nella nostra regione egli operò per lungo tempo, lavorando ad importanti commesse in particolare ad Ancona, Loreto, Macerata, Urbino ed elaborando raffinati progetti di palazzi, chiese ed edifici monumentali a Pesaro, Fano e Recanati.

Seguiamo allora le tracce del Maestro alla scoperta delle sue grandiose opere nelle città marchigiane!

Urbino

Seguendo le tracce del giovane Luigi, possiamo partire da Urbino, dove per Annibale Albani, nipote di Papa Clemente XI, decorò e ammodernò il palazzo di famiglia (1728-29), realizzò la fontana antistante al palazzo (1729) e la cappella gentilizia nella Chiesa di San Francesco (1731) con la sua elegante decorazione a stucco.

Ancona

Durante il pontificato di Clemente XII Vanvitelli svolse un’intensa attività, oltre che a Roma, anche nelle province dello Stato pontificio in qualità di architetto della Reverenda Camera. Ad Ancona è particolarmente evidente l’impronta del grande Maestro, che ridisegnò la città dorica verso il mare per legarla al porto: qui egli si dedicò infatti ai complessi lavori di sistemazione e ampliamento del porto, con la realizzazione del Braccio Nuovo, innestato nell’antico molo romano, e del Lazzaretto, oggi conosciuto anche come Mole Vanvitelliana, eretto su una grande isola artificiale a forma di pentagono, utilizzato per ospitare le merci e quanti erano tenuti ad osservare la quarantena. Una struttura complessa e polifunzionale, che include anche il suggestivo tempietto di San Rocco, al centro della corte interna, in cui il Maestro propose una rivisitazione di modelli rinascimentali.
Risalgono a questo periodo anche i lavori per l’Arco Clementino, posto come ingresso monumentale alla città dal mare e l’armoniosa Chiesa del Gesù, caratterizzata dalla facciata concava posta idealmente ad abbracciare la linea dell’arco posto di fronte.

Sempre ad Ancona, Vanvitelli trasformò per i marchesi Ferretti il loro prestigioso palazzo di città ampliandolo e dotandolo di uno scalone d’onore e di un giardino pensile e realizzò il Tempietto delle Reliquie di forma ellittica nella Cappella della Madonna Regina di tutti i Santi nella Cattedrale di San Ciriaco, occupandosi anche del rifacimento della Chiesa di Sant’Agostino.

I luoghi legati a Vanvitelli nella città dorica sono davvero numerosi e proprio quest’anno, in occasione del 250° anniversario della morte del grande architetto, il Comune di Ancona ha elaborato un itinerario permanente delle opere realizzate o progettate da Luigi Vanvitelli all’interno della città, un tour che potete godervi in autonomia, durante una passeggiata nel centro e attraverso la storia architettonica del ‘700.
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Macerata e Recanati

La genialità creativa di Vanvitelli come sperimentatore di idee si svela anche a Macerata, ove lavorò a partire dal
1735 su committenza di Guarniero Marefoschi alla Basilica di Santa Maria della Misericordia: qui egli compì la straordinaria impresa di racchiudere in uno spazio sorprendentemente piccolo un santuario dalle splendide forme, ricco di luce, affreschi, stucchi e marmi policromici che ben si armonizzano con il ricco pavimento. Nella cittadina marchigiana, negli stessi anni, si occupò a Palazzo Compagnoni Marefoschi della cappella privata di famiglia e, probabilmente, dello scalone e del portale d’ingresso.

Anche la splendida città di Recanati, in provincia di Macerata, ospita una testimonianza dell’estro architettonico di questo artista: eseguì infatti il disegno della facciata della Chiesa di San Vito (1746-1748), lesionata dal terremoto del 1741, proponendo una struttura movimentata dal gioco cromatico dei mattoni.

Loreto

Nella città di Loreto, sede di uno dei santuari mariani più importanti al mondo, Vanvitelli completò il loggiato del palazzo Apostolico nel rispetto del progetto bramantesco e realizzò l’elegante torre campanaria della Basilica della Santa Casa, disposta su cinque livelli, in laterizio e con finiture in bianca pietra d’Istria, coronata da uno svettante pinnacolo barocco. Ospita un carillon di nove campane, la maggiore delle quali, con un peso di oltre cinquanta quintali, è la più grande delle Marche, mentre nella cella campanaria circolare sono collocate le altre otto. Il campanile venne solennemente inaugurato nel 1754 e con i suoi 75,60 metri di altezza, è il più alto delle Marche!

Pesaro

Chiesa di Santa Maria Maddalena, Pesaro

La presenza di Vanvitelli è attestata anche a Pesaro, città per cui progettò tra il 1740 e il 1745 un importante intervento di restauro della Chiesa di Santa Maria Maddalena, affidato poi al suo allievo Antonio Rainaldi, che portò alla totale ristrutturazione sia della chiesa che del convento. Da ammirare la particolare facciata concava, nobilitata dal raffinato contrasto cromatico tra il bruno del cotto e il bianco della pietra d’Istria, un autentico gioiello della città di Pesaro.

Fano

A Fano, in provincia di Pesaro e Urbino, terza città delle Marche, con un centro storico sorprendente e ricco di storia, il Maestro fornì due disegni per la Torre Civica, resa pericolante in seguito al terremoto del 1688, e il Palazzo della Ragione.

Un grande progetto celebrativo per un’importante ricorrenza

In occasione del 250° anniversario della morte di Luigi Vanvitelli che ricorre in questo anno, La Regione Marche celebra il grande architetto sostenendo la realizzazione di un Convegno Internazionale di Studi, in collaborazione con la Reggia di Caserta e il Comune di Ancona, dal titolo “Luigi Vanvitelli, il Maestro e la sua eredità 1773-2023”.
Il Convegno si svolgerà dal 7 al 9 settembre alla Mole Vanvitelliana di Ancona, luogo simbolo dell’opera di questo indiscusso genio del Settecento nella nostra regione, e vedrà la partecipazione di esperti e studiosi da diversi atenei e istituti di cultura italiani e stranieri, che approfondiranno l’uomo, l’architetto, l’ingegnere, il musicologo, l’inventore, il padre, il religioso e ogni elemento che possa chiarire il valore e la trasversalità dell’eredità di Vanvitelli.

L’evento rientra nell’ampio programma delle Celebrazioni Vanvitelliane di rilievo nazionale e internazionale, attivato dal Museo Reggia di Caserta per questa importante ricorrenza.

Consulta il programma completo sul sito dedicato al Convegno.

Info utili

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