Il presepe nell’arte delle Marche

Mai come quest’anno il messaggio di speranza che la Sacra Famiglia ci dona la notte del 25 dicembre parla a tutti, indistintamente. Messaggio di fede e devozione per alcuni o semplicemente simbolo di rinascita per altri, ci mostra la forza della vita nonostante tutto, capace di nascere in mezzo alle avversità e diffondere con la semplicità della sua esistenza una scintilla di speranza nel futuro.

Mai come quest’anno ci rivolgiamo a questa immagine per affrontare in maniera raccolta un Natale diverso da tutti quelli che abbiamo vissuto, un momento intimo e sincero che trascorreremo con gli affetti a noi più cari, vicini o lontani che siano. 

Vogliamo condividere con voi cinque fra le rappresentazioni più belle della Natività cristiana realizzate da grandi artisti e conservate nella regione Marche, per augurarvi con la loro bellezza un sereno periodo di feste.

Peter Paul Rubens – Adorazione dei pastori – Fermo

Adorazione dei pastori di Peter Paul Rubens

Una delle immagini più conosciute della Natività nelle Marche è sicuramente l’Adorazione dei Pastori di Peter Paul Rubens. Anche identificata come “La Notte”, l’opera risale al 1608 ma venne riconosciuta e attribuita al pittore fiammingo solo agli inizi del Novecento dal famoso storico dell’arte Roberto Longhi.  La Natività di Gesù è qui rappresentata con uno splendido gioco di luci e ombre, ricca di suggestioni Caravaggesche e riferimenti devozionali. Il quadro, scenografico e teatrale, in puro stile barocco, è di grandi dimensioni perché era originariamente collocato all’interno della cappella Costantini nella chiesa di San Filippo Neri a Fermo. Ora è possibile ammirarlo nella Pinacoteca Civica della città

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Federico Brandani – Presepe di stucco – Urbino

Presepe di stucco di F.Brandani. Foto dal blog Italian Ways

Il più antico presepe di stucco a grandezza naturale del mondo si trova nelle Marche, a Urbino e risale alla metà del ‘500. Federico Brandani, sculture urbinate, realizzò questa splendida “adorazione dei pastori” per l’Oratorio di San Giuseppe, dove ancora si trova, raccolto all’interno di una grotta artificiale costruita con rocce tufacee e calcaree. Molti intellettuali di epoche successive lo ricordano nei propri scritti come una delicatissima e “affettuosissima” opera, nelle cui forme riecheggia l’eleganza del grande Raffaello Sanzio.

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Girolamo Della Robbia – Presepio – Jesi

Dopo due iconiche natività marchigiane che sicuramente tutti conoscono, scopriamo qualche nuova opera d’arte meno conosciuta ma ugualmente di grande valore storico e artistico. La natività di Girolamo Della Robbia, figlio del più famoso Andrea, è un suggestivo presepe cinquecentesco in terracotta e pittura conservato presso i Musei Civici di Palazzo Pianetti a Jesi. Il presepio, attribuito anche a Pietro Paolo Agabiti, adornava inizialmente la Chiesa di San Francesco al Monte a Jesi che si riempì presto di pregevoli opere d’arte fra cui anche due lavori di Lorenzo Lotto.

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Anonimo – Presepe – Tolentino

Un antichissimo presepe, risalente agli inizi del XIV secolo, è conservato oggi presso il Museo della Basilica di San Nicola da Tolentino. Di autore ignoto, ricalca l’iconografia tipica dell’Alto Medioevo che vedeva la Madonna adagiata su un fianco con lo sguardo rivolto verso Gesù bambino e Giuseppe, come assorto, in disparte. Nelle Marche l’arte della scultura lignea fiorì dal XIII al XVI secolo, ricoprendo un ruolo trainante per tutta la produzione artistica dell’epoca. Si parla di una vera e propria “strada del legno” segnata da sculture conservate in musei, oppure esposte nei loro originari luoghi di culto che, partendo proprio da Tolentino, giunge fino alla zona montana della provincia di Ancona.

Presepe ligneo, Tolentino.

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Maestro del Polittico di Ascoli Piceno – Natività – Ascoli Piceno 

Ancora più antica, della prima metà del trecento, e ancor più sconosciuta, è la bellissima pala d’altare dell’artista chiamato “Il Maestro del Polittico di Ascoli”, che riporta una sequenza di sette immagini angeliche, fra cui una dolcissima Natività in cui Maria tiene in grembo Gesù appena nato e Giuseppe siede in disparte pensoso. Nella pala sono rappresentati sette episodi della vita di Cristo, fra i quali la sua nascita, e i Santi Paolo, Pietro, Giovanni Evangelista e Giovanni Battista riprodotti nella cimasa. Il polittico è attualmente conservato presso la Pinacoteca Civica di Ascoli Piceno ed è, per definizione, la forma d’arte medievale con cui si raccontavano le storie sacre ai fedeli. Proprio per questo motivo, i personaggi venivano dipinti secondo un particolare programma iconografico affinché fosse semplice riconoscere la storia, i soggetti e, soprattutto, il protagonista che veniva rappresentato al centro. 

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Qual è il vostro presepe preferito?

Vi auguriamo buone feste da #destinazionemarche! 

Foto di copertina dal blog dei nostri Ambassador Viaggi e Sorrisi

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