I biscotti all’anice verde di Castignano: una ricetta Slow Food

Forse non tutti sanno che nelle Marche, in particolare nel territorio del Piceno, è molto diffusa la coltivazione di una pianta erbacea di origine orientale, dalle importanti proprietà terapeutiche: stiamo parlando dell’anice verde.

Consumata e commercializzata fin dal ‘700, la sua coltivazione trova le condizioni migliori sui terreni argillosi e ben drenati dei calanchi di Castignano e Offida (Ap), grazie all’esposizione soleggiata e alle fresche correnti di aria che si creano, tanto da dare origine ad un ecotipo di anice verde particolare, oggi riconosciuto come Presidio Slow Food.

Questo anice verde, più ricco in profumo e in dolcezza, grazie alla straordinaria concentrazione di anetolo (il composto aromatico dell’anice e del finocchio) pari al 94%, è l’ingrediente principale della ricetta che oggi vi proponiamo: i biscotti all’anice verde di Castignano.

Cos’è il Presidio Slow Food

Il Presidio Slow Food è un progetto di salvaguardia dell’anice verde che inizia dal recupero della semente dagli ultimi coltivatori rimasti nelle campagne di Castignano. Oggi questo seme fa parte del registro biodiversità regionale delle Marche e la sua conservazione è affidata ai produttori del Presidio, che hanno il ruolo di “agricoltori custodi”. La fioritura, la raccolta e l’essiccazione delle piante (ad agosto) rappresentano anche importanti momenti di attrazione turistica.

Vale la pena ricordare che, nel 1870, fu Silvio Meletti a far partire, proprio da Castignano, la tradizione locale della distillazione dell’anice, poi perfezionata in quella che oggi è la ben nota Anisetta Meletti.

La ricetta dei biscotti all’anice verde di Castignano

Ingredienti (per circa 400 g di biscotti)

  • 60 g di burro a temperatura ambiente
  • 125 g zucchero
  • 2 uova
  • 1 cucchiaino di lievito in polvere
  • 15 g di anice verde
  • 150 g di farina
  • 1 tazzina di anisetta

Preparazione

  • Sbattere con una frusta elettrica il burro e lo zucchero fino a renderlo cremoso.
  • A questo punto aggiungere i due rossi d’uovo, il lievito, l’anice e la farina, sempre continuando a mescolare. Alla fine aggiungere gli albumi montati a neve.
  • Trasferire il composto ottenuto in una sac a poche e versare piccoli pezzetti ottenuti in una ciotola contenente anisetta e acqua. Mettere ogni pezzetto nei pirottini e spolverizzare con zucchero.
  • Cuocere in forno caldo a 170° per 15 minuti circa, fin quando non si sono coloriti.

Questi biscottini sono davvero ottimi da soli o per accompagnare un caffè, un dolce al cucchiaio… uno tira l’altro. E’ caratteristico il sapore che l’anice verde lascia dopo averlo assaporato: la bocca rimane pulita.

La videoricetta dei biscotti all’anice verde di Castignano

Scopri tutti i passaggi nella videoricetta dei biscotti all’anice, altrimenti chiamati Anicini.

Qualche curiosità su Castignano

Circondato da suggestivi calanchi scoscesi, Castignano appare con il suo profilo inconfondibile: un paese a forma di piramide, sostenuto da un colossale muraglione, dominato da una torre romanica dalla cuspide svettante.
Dalla piazza in cima al paese si gode di un magnifico panorama che spazia dal Conero ai Sibillini, al Gran Sasso, alla Maiella, fino al mare.

Il profilo di Castignano (Foto: Giovanni Paccasassi)

Il centro storico con le sue chiese romaniche, le case medioevali e rinascimentali le une addossate alle altre in un dedalo di vicoli stretti e tortuosi, si presenta come un museo all’aperto. Qui i Templari hanno operato per moltissimi anni, poiché il paese fu punto nodale di transito di pellegrini che da Roma si muovevano verso i porti di imbarco per la Terra Santa. Essi eressero la chiesa di Santa Maria del Borgo nel XII secolo e ad essi è dedicato il festival Templaria, che si svolge nel mese di agosto.

Interessante il centralissimo Museo Sistino di Arte Sacra presso la chiesa di San Pietro Apostolo, mentre la chiesa di Sant’Egidio conserva “La Madonna del Rosario”, attribuita a Simone De Magistris.

Castignano è un importante centro di produzione di vini tipici marchigiani, prodotti dalle locali cantine private e dalla Cantina Sociale come: il Rosso Piceno, il Falerio dei colli ascolani, Templaria, il Gramelot, l’Acquavite di Uva, l’Anice, il Mistrà, Spumanti ed altri ancora.

Di antiche origini, infine, è il tradizionale Carnevale di Castignano, che fa parte, come pochi, del Carnevale Storico del Piceno.

Info utili

La ricetta è della nostra ambassador Sonia Darini

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