Serra de’ Conti: le stanze del tempo sospeso

Voci dal chiostro ripetono incessantemente preghiere sottovoce, una giornata intera è scandita dai tempi di lavoro manuale, intellettuale e artistico, pause di riflessione personale intervallate ad ore di riposo. Oggi vi portiamo con noi oltre le grate del Monastero di Santa Maria Maddalena di Serra de’ Conti e ci immergiamo in un viaggio nel prezioso Museo delle Arti Monastiche.  Le voci che udiamo nelle orecchie sono autentiche e ci raccontano della vita delle  monache. Tazze, piatti, tonache, uncinetti e telai: frammenti della vita quotidiana delle suore clarisse. Da qui in poi piomberemo nelle “stanze del tempo sospeso”…

Museo delle Arti Monastiche di Serra De' Conti

Il Museo delle Arti Monastiche di Serra De’ Conti

Iniziamo il nostro viaggio guidati dalle voci di queste monache. Sì, avete capito bene. In questo museo si infilano un paio di cuffie e si compie il percorso con un audioguida teatrale con voci narranti che ci raccontano aneddoti, storie e leggende e un giorno in convento.

Ci caliamo subito nella vita di una novizia, aprendo una vecchia cassapanca che nasconde tesori, c’è scritto un nome: Maria Silvani entrata in convento nel 1622. Lenzuola, federe, fazzoletti di lino tracciano la sua storia e quella della sua famiglia, la dote che ha portato in convento era tutta racchiusa in questo baule.

Museo delle Arti Monastiche di Serra De' Conti

Museo delle Arti Monastiche di Serra De’ Conti

La scelta della vita di clausura e di preghiera, la voce del silenzio che regna nel convento è rotta dal suono di una piccola campanella. Non è una campanella qualsiasi, è il suono che scandisce le regole, il tempo e l’ordine del convento.

Museo delle Arti Monastiche di Serra de' Conti, particolari di alcuni oggetti.

Museo delle Arti Monastiche di Serra de’ Conti, particolari di alcuni oggetti.

Una vita contrassegnata non solo dal silenzio e dalla preghiera ma anche dal fare. Ne sono una testimonianza i tanti oggetti raccolti e messi sotto teca nel museo: suppellettili, piatti, stampi per fare dolci e molto altro. Tra questi non passa inosservata la Credenza delle pastine. Ma che cos’è? È una teca che racchiude forme per dolci e stampi di vario genere, strumenti essenziali che permettevano alle monache di realizzare biscotti e dolci donati a chi portava a termine alcuni lavori di manutenzione all’interno del convento. Sembra quasi di sentire un odorino di biscotti al burro e spezie. Il nostro naso non ci inganna, basta spostarsi sulla destra e sentire le fialette di odori che ci ricordano ricette tradizionali. Al solo pensiero di questi manicaretti e dolci fatti in casa, vi viene già l’acquolina in bocca, vero?

Gli stampi per i dolci. Museo delle Arti Monastiche di Serra de' Conti

Gli stampi per i dolci. Museo delle Arti Monastiche di Serra de’ Conti

Addentriamoci ancora di più nella vita quotidiana delle monache: “Droghe, spezie, sale a etto” ogni cosa era annotata minuziosamente nel registro delle entrate e delle uscite sin dalla fine del XVIII secolo, “cannella fina, zafferano, garofoli e pepe forte” erano le spezie più comprate dalle monache, segno di una cucina umile ma ricercata.

Interi ricettari sono stati ritrovati e catalogati grazie alla storica dell’arte Amelia Mariotti, tutta la documentazione è totalmente autentica e proviene dal Monastero che oggi si è trasferito nel vicino complesso monastico di Santa Maria Maddalena delle Clarisse, edificato sui ruderi di un precedente monastero nel 1586, ampliato nel XVIII secolo.  Una curiosità che salta all’occhio: una lunga lista di piatti scritti sulla lavagna del museo. Lo sapevate che per le feste più importanti e per la morte di una consorella il menù era fisso?

Nelle cuffie sentiamo la voce narrante interrompersi e comincia un canto, è la famosa “Pasquella”, il  canto di questua per il Capodanno e l’Epifania in cui si richiede l’abbondanza per il nuovo anno: prosciutti, salami, maiali e galline in grandi quantità.

Proseguiamo il nostro viaggio e incontriamo L’armadio dei livelli che custodisce ben 42 cassetti, ognuno con un piccolo tesoro: era utilizzato per conservare i denari dati in dote dalle famiglie delle novizie e preso in consegna dalla madre badessa. Oggi custodisce piccoli oggetti e utensili utilizzati per i mestieri presenti in convento.

L'armadio dei livelli nel Museo delle Arti Monastiche di Serra de' Conti

L’armadio dei livelli nel Museo delle Arti Monastiche di Serra de’ Conti

Ma è arrivato il momento di calarci in un mondo fatto di tessuti, fili, ricami e telai: una parte del museo è tutta dedicata alla maestria sartoriale delle monache che sapevano creare e impreziosire abiti, coperte e lenzuola.

Alcuni lavori delle clarisse esposti al Museo delle Arti Monastiche di Serra De' Conti

Alcuni lavori delle clarisse esposti al Museo delle Arti Monastiche di Serra De’ Conti

Il Museo delle Arti Monastiche rappresenta un microcosmo femminile intimo, privato, silenzioso e laborioso che va osservato e compreso attraverso oggetti, documenti e storie arrivate fino ai giorni nostri. Per completare la nostra visita basta fare pochi metri ed entrare  nella chiesa attigua al monastero realizzata nel 1603 dove sono conservate ancora le feritoie, dietro di esse occhi discreti e buoni si affacciavano sopra il coro, le monache venivano a pregare proprio qui in questa piccola chiesetta a forma ellittica con decorazioni ispirate al grande sculture Borromini.

La cornice di questa visita fatta di cultura e preghiera non poteva essere migliore, Serra de’ Conti è un borgo medievale delle Marche che ci fa fare un salto nel passato: lasciatevi sedurre dai suoi vicoli e percorrete le mura che costeggiano il perimetro della città antica di origine duecentesca, trasformatasi in età tardomedievale e poi moderna. Perdetevi nella storia con noi!

Veduta di Serra de' Conti © Marco Lorenzetti su Panoramio

Veduta di Serra de’ Conti © Marco Lorenzetti su Panoramio

 

Info utili 

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4 thoughts on “Serra de’ Conti: le stanze del tempo sospeso

  1. Salve!

    Sono molto contento di vedere qui una mia foto, specie nel blog ufficiale della Regiona Marche! Che dire?

    Grazie gente!

    • Caro Marco, le tue fotografie sono molto belle e ci piace condividerle con i lettori del blog e con i tanti fan che ci seguono sui social network!
      Grazie a te per questi scatti magnifici!

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