Le maschere di Carnevale delle Marche

Conosci la maschere tradizionali delle Marche?

Le maschere che caratterizzano la tradizione italiana le conosciamo un po’ tutti:
Arlecchino in Veneto, Pulcinella in Campania, il Dott. Balanzone in Emilia e così via ma nelle Marche? conosci la maschere tradizionali delle Marche?
Eppure ce ne sono di tipiche, quasi per ogni provincia a partire da:

Pesaro

Il Rabachen (“baccano“) e la sua compagna Cagnera (“lite“) sono le maschere del carnevale di Pesaro fin dal 1874.
Lui indossa un alto cilindro,un paltò pesante a coda di rondine in panno rosso vivo, l’altra ha una veletta che copre interamente il viso e da nastri che decorano il vestito.
Come nell’ Ottocento, Rabachén apre le sfilate di carnevale ritto su un carro allegorico o su un calesse trainato cavalli e Rabachén, al contrario di tutte le maschere della commedia dell’arte, parte “dall’alto” perché è un “Principe incontentabile, il Principe del buonumore”.

Cagnèra sua moglie, possiede un nome tipico del vernacolo cittadino, ha significati che si avvicinano a quelli del suo consorte e
si può tradurre con “bisticcio, litigio”
La signora Cagnèra è una figura non molto alta di statura e possiamo immaginarla anche alquanto robustina di fisico. Indossa un’ampia gonna di panno rosso adornata di nastri e porta solitamente una borsetta e un cestino di paglia con fiori.

 

Carnevale di Fano @ Maria Luisa Palazzi

Carnevale di Fano @ Maria Luisa Palazzi

A Fano invece, una delle città simbolo del Carnevale marchigiano, figura centrale è “El Vulon” con la leggenda della nascita della sua maschera che narra che Napoleone Bonaparte, nel periodo in cui imperversava nella nostra Penisola, era solito promulgare le sue leggi con degli editti letti in Piazza che iniziavano con “Nous Voulons’.
E così i fanesi iniziarono ad appellare i ‘comandoni’, i gradassi, i vanitosi e tutti quelli con il complesso di superiorità come ‘Vulon’.

Fu il Conte Melchiorre Fucci, che nel 1926 dipinse ‘El Vulon’ e lo immaginò così: un uomo prestante, con un alto cilindro, il monocolo, i baffoni, il pizzetto, il farsetto bianco e rosso, una mantellina corta, i calzoni a paggetto, la calzamaglia, uno stivale con sperone e un gambale di bronzo etrusco, nonché uno spadone alla cintura e un mandolino in mano.

Ancona

Invece Ancona ha come rappresentanti ben tre personaggi:
Mosciolino, Papagnoco e Burlandoto.
Papagnoco e Burlandoto sono maschere nate nell’Ottocento dai burattini, che erano protagonisti di spettacoli dati in piccoli teatrini ambulanti.

Papagnoco, era un contadino fustigatore dei liberi costumi cittadini, e di Burlandoto, guardia daziaria e dunque controllore delle merci che i contadini portavano in città.

Di tradizione più recente invece Mosciolino, è la maschera del carnevale anconetano (Carnevaló).
Prende nome dal “mosciolo“, nome locale del mitilo, la cozza.
Era un ragazzo senza famiglia ed era chiamato così perché lo si vedeva sempre nei pressi del mare, sugli scogli della spiaggia del Passetto e perché spesso si sfamava con i moscioli.
Si dice sia diventato una maschera, perché seguendo uno dei carri del Carnevalò, fu scambiato per una delle maschere, e fu imitato.

Fermo

Maschera del Fermano è invece Mengone Torcicolli che comparve fra il 1816-1859 e l’ideatore fu Andrea Longino Cardinali.
Il nome Mengone, è la storpiatura di Domenicone, e il suo aspetto è abbastanza particolare: testa grossa, brutto, sbarbato, dalle folte ciglia setolose, con un nasone adunco, gli zigomi sporgenti, le orecchie ad ansa e occhiacci tondi allucinati e vestito come un contadino dell’epoca porta un’ampia camicia, il corpetto rosso fiammante con bottoni di metallo, la giubba di panno scuro, calzoni corti, le scarpe nere con grosse fibbie.
Anche il carattere di Mengone è particolare : semplice e bonaccione ma anche furbo e schietto.

Ascoli Piceno

Il guazzaró è invece la maschera che si indossa durante il carnevale di Offida, derivata dall’abito da lavoro che i contadini usavano per svinare e pulire le botti.
Il martedì grasso, le persone sciamano per le strade di Offida, con indosso il tipico “Lu guazzarò” (saio di tela bianca con fazzoletto rosso al collo), per inondare la piazza e scorrazzare per le strade tra urla, danze, scherzi di ogni sorta e lanci di coriandoli.

Carnevale di Ascoli Piceno

Carnevale di Ascoli Piceno

Maschera del Carnevale di Ascoli Piceno è Lu Sfrigne, pezzente che si ripara con un ombrello da cui pendono aringhe.

E tu ne conosci altre di maschere tipiche delle Marche?

 

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