Ciak si gira! A casa di Rovero e Giacomo

Giovani, creativi e intraprendenti, si chiamo Rovero Impiglia e Giacomo Cagnetti, entrambi di San Benedetto del Tronto, rispettivamente 32 e 37 anni. Chi sono? Gli ideatori del nuovo spot della Regione Marche 2014 con protagonista Neri Marcorè, diffuso prima sul social network poi andato in onda sulle reti nazionali. Lavorano insieme dal 2012, precisamente da quando la Coca-Cola ha lanciato un concorso internazionale di uno spot pubblicitario che ha fatto il giro del mondo: Rovero e Giacomo hanno avuto un’idea travolgente ed hanno vinto il concorso. Da quel momento una serie di successi hanno portato i due marchigiani alla ribalta e adesso si misurano per la prima volta con una sfida altrettanto ardua: raccontare il loro territorio attraverso uno spot pubblicitario con Neri Marcoré. 

Io li ho incontrati e li ho messi alla berlina, facendomi raccontare la loro storia. Leggete l’intervista qui sotto!

I due registi marchigiani -  Rovero Impiglia e Giacomo Cagnetti definiscono la scena dello spot delle Marche con Neri Marcorè

I due registi marchigiani – Rovero Impiglia e Giacomo Cagnetti definiscono la scena dello spot delle Marche con Neri Marcorè

Iniziamo dall’inizio come si conviene. Molti pensano che voi siate “nati” professionalmente con il contest della Coca Cola e pochi sanno che ciò è frutto di un lungo e faticoso cammino. Volete raccontarcelo brevemente?

Rovero Impiglia: “Diciamo che “A Guitar Hero” (questo è il titolo dello spot in questione) è quello che ci ha dato più risalto mediatico, merito sopratutto del nome del brand al quale era ed è tuttora associato. I traguardi (quelli che solitamente si leggono sui giornali) o le statuette, sono sempre frutto di un percorso più o meno lungo ma sempre molto faticoso e sentito. Personalmente mi occupo di regia e di scrittura creativa legata alle immagini da diversi anni e devo dire che le mie idee (un po’ per originalità ed anche un po’ per fortuna) hanno spesso trovato riscontro sul grande pubblico.  Ho iniziato a lavorare nel campo documentaristico e televisivo quando ancora ero studente della facoltà di Scienze della Comunicazione di Macerata. Volevo raccontare storie per immagini a tutti i costi e così iniziai a collaborare con una casa di produzione sambenedettese armato di entusiasmo e tantissima creatività. Sono stati anni di grande sperimentazione che hanno portato da subito dei risultati importanti: prima di tutti la serie televisiva “Factory” (il primo reality sul mondo dell’arte contemporanea realizzato e co-diretto insieme a Luigi Maria Perotti per Cult Network); subito dopo “Arrampicatori Metropolitani / Street Boulder”, scritto e diretto da me per National Geographic Channel; poi la bellissima esperienza come aiuto regista nella realizzazione del film documentario “L’Infame e suo Fratello” (per Rai – La Storia Siamo Noi ed History Channel); l’incontro e la collaborazione con il pianista Giovanni Allevi nella scrittura e nella regia di “Giovanni Allevi JOY – live at Santa Cecilia Concert Hall (per Sony BMG) e “Giovanni Allevi – EVOLUTION” (sempre per Sony BMG), il documentario che racconta il making of dell’omonimo album. La mia ultima esperienza nel campo del documentario è stata scrivere e dirigere “Florence Fight Club” (per Fox Italia ed il canale televisivo WDR), una finestra aperta sul mondo del Calcio Storico Fiorentino. Due anni di lavoro per un film documentario che è stato presentato anche ai David di Donatello e che ha segnato anche il mio allontanamento da quel tipo di produzioni. Da qualche anno preferisco lavorare su produzioni “più corte”, spot pubblicitari e videoclip musicali ad es. Trovo assolutamente stimolante raccontare una storia condensata in pochi istanti. Unire la mia creatività al fine di far passare un messaggio e sopratutto un’emozione agli spettatori. Nutro un profondo rispetto nei confronti dello spettatore finale: mi sta concedendo il suo tempo ed io devo ricambiarlo con qualcosa che gli strapperà una lacrima o un sorriso, un’emozione appunto. Ovviamente prima di tutti questi lavori, i più recenti sono ormai agli onori della cronaca, c’è la mia personale ossessione nei confronti di tutto ciò che è racconto per immagini e nei confronti del Cinema sopratutto. Mentre i miei amici giocavano a pallone in strada io stavo giornate intere chiuso in casa a vedere film. Sceglievo un autore e vedevo dai 3 ai 4 film al giorno. Film che recuperavo in una piccola ma fornitissima videoteca cittadina che ormai non esiste più: Night&Day. Davvero un luogo sacro per me. Terminata la filmografia di questo o quel regista, passavo ad un altro autore. Sempre con entusiasmo ed una fame insaziabile che ancora oggi mi accompagna. Sarò strano probabilmente, ma ancora oggi non c’è cosa che preferisco rispetto ad una sala buia ed un proiettore. Ancora oggi mi emoziono e guardo con gli occhi spalancati quella magia che si ripete ogni volta”.

Giacomo Cagnetti: “Naturalmente lo spot della Coca-cola è quello che ci ha fatti conoscere più di ogni altra cosa… nella maggior parte dei casi diventi uno veramente “bravo” solo quando vinci qualche premio… e questo purtroppo accade in ogni ambito della vita.
Personalmente anche l’anno precedente avevo vinto un primo premio nazionale, per uno spot realizzato per le Poste Italiane… ma la notizia non ebbe lo stesso risalto…Posso dire che nel mio percorso di crescita professionale sono sempre stato un autodidatta.  Non ho mai voluto studiare né frequentare corsi o scuole: ho sempre sostenuto che la vera passione debba trovare la sua strada in modo autonomo senza farsi “imbrigliare” dalle idee di qualcun altro e senza spinte provenienti dall’esterno… da chi ci vuol trasmettere la “sua” passione o imporre le sue leggi e/o regole (che a mio parere in ambito artistico esistono fino ad un certo punto). Le mie vere scuole sono state il cinema, le serie tv, i videoclip musicali, gli spot pubblicitari, tutte le opere di vari registi che ammiro e che ho rivisto ed analizzato inquadratura dopo inquadratura, i milioni di video “tutorial” di cui ho potuto disporre gratuitamente, grazie allo sviluppo di internet, grazie ai quali ho imparato moltissime cose da moltissimi maestri diversi da tutto il mondo. Tutto quello che sono viene dalla mia passione e dalle mie idee, le mie conoscenze nascono dalle ore che ho passato stando con gli occhi puntati sul monitor per imparare e apprendere tutto ciò che mi interessava sapere (cosa che continuo a fare anche oggi) e dall’esperienza che ho fatto sul campo, che ritengo la scuola migliore in assoluto per imparare davvero, dove inevitabilmente si cade e si impara a rialzarsi nel più breve tempo possibile. Ad ogni modo a livello concettuale preferisco guardare avanti e pensare al mio futuro: riguardo il mio passato (se qualcuno è interessato a conoscerlo) sul mio sito ci sono il mio piccolo “portfolio” e la mia breve biografia…”

Le riprese al Lago di Fiastra con la troupe e Neri Marcorè

Le riprese al Lago di Fiastra con la troupe e Neri Marcorè

Avete scelto questo mestiere o lui ha scelto voi?

Rovero: “Io non potrei fare altro. Ho sempre voluto fare questo ed ho combattuto affrontando mille difficoltà ed incomprensioni per farlo al meglio. E’ stato un amore a prima vista che ho dovuto conquistare lentamente. Un amore che ho dovuto anche comprendere con fatica, pazienza e rispetto. Il premio più grande per me è sapere che questo amore non mi abbandonerà e non mi tradirà mai. Questa è la mia più grande forza e non solo in campo professionale: la mia Passione”.

Giacomo: “Bella domanda… in realtà non saprei cosa rispondere… forse entrambe le cose… Diciamo che all’inizio del mio cammino professionale ero molto insicuro: da un lato perché sono sempre stato un perfezionista e purtroppo la perfezione è molto difficile da raggiungere; dall’altro per il fatto che essendo autodidatta, avevo timore del giudizio di chi invece ha frequentato le “grandi scuole”.
Sono stato sempre affascinato dal cinema e dall’audiovisivo in generale… e per come sono fatto non mi sarei mai potuto perdonare il fatto di intraprendere un percorso senza puntare al massimo fin da subito. Con il passare del tempo, i primi lavori e i primi commenti positivi di persone che stimavo (e che non mi avrebbero mai detto bugie), ho acquisito fiducia in me e nelle mie capacità… Quindi diciamo che forse questo mestiere inizialmente l’ho scelto io, ma lui mi ha scelto poi a sua volta… un po’ come quando si inizia una storia d’amore…E proprio come l’amore tra due persone, è un rapporto che si rinnova giorno dopo giorno… una fiamma che deve restare sempre accesa…”

Cosa portate di voi stessi in ciò che producete? Insomma come combinate la committenza e le sue ragioni con la vostra vena creativa ed anarchica?

Rovero: “Tutto ciò che realizzo parla di me. Non potrei fare qualcosa che non mi rappresenta o che non trasporta almeno un pezzettino di quello che sono, di ciò che ho visto e vissuto. La cosa più importante che impari con gli anni e che ti fa anche diventare un grande professionista in questo campo, a mio avviso è l’elasticità. Le cose troppo rigide, come il carattere, si spezzano alla fine. Trovo invece stimolante riuscire a trovare la soluzione migliore che accontenti l’autore, il committente ma sopratutto lo spettatore. Prima di tutto deve funzionare per chi guarda. Poi arriva il resto. Le cose che faccio sono riconoscibili immediatamente e questa cosa, insieme al consenso del pubblico, è la più grande soddisfazione per me”.

Giacomo: “Credo che la situazione ideale nel campo artistico sarebbe sempre affidarsi completamente all’artista che deve realizzare l’opera, perché se viene scelto… dovrebbe poi essere libero di portare avanti le sue idee creative senza catene o restrizioni.
Naturalmente questo non avviene quasi mai e spesso bisogna scendere a compromessi quando si tratta di lavori su commissione e quando ci si scontra con altre mentalità… ma se c’è rispetto reciproco alla fine si riesce sempre a raggiungere gli obiettivi. Personalmente ho sempre una mia visione in testa che non deve mai venir meno: cerco sempre di mettere del mio in ogni cosa che faccio, dalla più semplice alla più complicata… di modo che possa notarsi in qualche modo che c’è la mia mano, vuoi per scelte di regia o di inquadrature… per la scelta di ottiche fotografiche o di particolari movimenti di camera…Questo è uno degli obiettivi del mio futuro: riuscire a trasmettere un certo “carattere” alle mie immagini… e che questo carattere sia sempre immediatamente riconoscibile”.

Un selfie con la troupe e gli attori dello spot "Le Marche non ti abbandonano mai"

Un selfie con la troupe e gli attori dello spot “Le Marche non ti abbandonano mai”

La Regione Marche ha scelto per la campagna di promozione turistica, un testimonial marchigiano e voi pure marchigiani. Qual è il mix che si è creato?

Rovero: “Intanto vorrei dare il merito alla Regione Marche di aver puntato su risorse artistiche locali. Sembra un banalità ma invece dietro questa decisione c’è molta intelligenza ed anche amore per la propria terra. La mossa giusta, al di là del prodotto finale, è stata appunto la scelta iniziale. Siamo nati nelle Marche. Abbiamo scelto di vivere e lavorare qui. Di non fuggire altrove. Amiamo la nostra terra. Noi come Neri. Non potevamo non mettere tutti noi stessi in questo progetto. La cosa più bella è stata vedere l’entusiasmo e l’accuratezza in ogni minima decisione. Eravamo in missione per conto della nostra Regione ed ogni scelta è stata subordinata a ciò che la rappresentasse meglio o che fosse più funzionale a mettere in risalto questo o quell’aspetto territoriale. Naturalmente come si sa, l’entusiasmo è contagioso e quindi è venuto quasi naturale il coinvolgimento da parte di tutte le persone coinvolte in questa impresa. Una grande squadra!”

Giacomo: “Beh la cosa più bella è che tutti noi ci impegniamo al 100% per raggiungere l’obiettivo migliore possibile, come se tutti noi stessimo lavorando per noi stessi… e non per un committente “x”.
E quando lavori per te stesso normalmente non senti la fatica, ma sei felice perché stai dedicando del tempo a te… e a mio parere questo non ha prezzo”.

Un momento delle riprese nella zona del Monte Conero

Un momento delle riprese nella zona del Monte Conero

Cosa c’è di marchigiano in voi e nei lavori che realizzate?

Rovero: “Siamo marchigiani ed i nostri lavori come detto in precedenza, parlano anche di noi. In particolare poi, sia io che Giacomo amiamo usare il nostro territorio nelle nostre produzioni. Siamo convinti che nella nostra Regione siano racchiusi dei tesori che probabilmente ancora non sono stati valorizzati nel modo giusto. I nostri porti, i centri storici, il mare, le colline e le montagne aspettano solo di essere visti e mostrati in tutta la loro meraviglia. Facciamo scoprire la Bellezza delle Marche a tutto il mondo attraverso prodotti moderni e di grande qualità tecnica e creativa! La nostra Terra lo merita”.

Giacomo: “Beh la nostra terra è meravigliosa e lo abbiamo riscoperto anche ultimamente, girando per i vari luoghi della nostra regione per la realizzazione degli spot con Neri Marcorè. Ma anche in precedenza, abbiamo spesso scelto i luoghi della nostra città come location per i nostri lavori: mi viene da pensare lo spot che abbiamo realizzato per la Coca-Cola o quello per Gillette, entrambi girati in zone riconoscibili di San Benedetto del Tronto.  A volte non ci rendiamo conto o sottovalutiamo quanto possa essere bello il nostro territorio…”

La campagna vede protagonista anche il Social Media Team a sostegno e nella pubblicazione di alcuni video girati appositamente per l’attività social. È la prima volta che una produzione di questo tipo vede i social come protagonisti del lancio di uno spot. Cosa ne pensate?

Rovero: Personalmente sono sempre molto attento ai nuovi linguaggi e media. Oggi è imprescindibile la presenza massiccia in rete e sui vari social di una comunicazione chiara, dedicata, diretta ed integrata. Bisogna conoscere la rete, il mondo dei social ed anche parlare la loro lingua. Gran parte della buona creatività si trova li oggi. Un video ad es destinato alla rete e destinato ad avere una diffusione virale sui vari social network, deve avere determinate caratteristiche spesso completamente diverse da quelle richieste dagli altri media. Ci vogliono persone preparate e professionisti esperti che sappiano sfruttare al meglio l’enorme potenziale che offre oggi la rete. Perché non basta creare un comunicato efficace e “social friendly”, quel comunicato deve potersi diffondere viralmente arrivando a più utenti possibile. E’ un grande orgoglio da marchigiano sapere di far parte di una Regione così attenta a questi nuovi linguaggi. Speriamo in futuro di poter collaborare nuovamente con lo staff del Social Media Team per realizzare qualcosa di unico!

Giacomo: “Credo che la nostra regione sia all’avanguardia per quanto riguarda la presenza su internet e sui social network… credo che si stia seguendo una strada molto buona sotto questo aspetto. Internet e i social network sono lo strumento migliore, a mio parere, per arrivare a tutti in poco tempo e gratuitamente… per cui non sfruttarli sarebbe davvero un peccato…Mi fa molto piacere che la regione Marche questo lo abbia capito e si stia indirizzando sempre di più verso una comunicazione “2.0”… forse possiamo dire di stare davvero “avanti” rispetto alle altre regioni d’Italia”.

Ciak si gira! La spiaggia di Portonovo è il set perfetto per queste riprese

Ciak si gira! La spiaggia di Portonovo è il set perfetto per queste riprese

Sappiamo, avendolo vissuto dal vivo, che l’empatia che si è creata tra voi, Marcorè e la truppe di Minum Fax è stata a dir poco perfetta. Quant’è importante questo aspetto?

Rovero: “A volte ti capita di fare delle esperienze, o di conoscere delle persone che sai che ti accompagneranno nella memoria per il resto della tua vita. Questa produzione è stato uno di questi casi. Non capita spesso di stringere dei legami così forti in un ambiente lavorativo ed in così poco tempo. Ancora adesso ci sentiamo con i ragazzi della Minimim Fax e ripensiamo all’impresa che abbiamo portato a termine. Non uso a caso il termine “impresa” perché si questo si è trattato. Fondamentale è stata l’esperienza e la professionalità dei due produttori Marica Stocchi e Marco Serrecchia, i quali in pochissimi giorni hanno messo in piedi una squadra impeccabile. Hanno chiamato tutti i migliori capo reparto che conoscevano i quali a loro volta hanno coinvolto il meglio del meglio. Non potevamo sbagliare, e loro hanno formato un gruppo di lavoro inossidabile. È grazie alla presenza di tutti i professionisti che sono stati coinvolti che oggi possiamo vedere in tv ed in rete i nostri spot. Vi abbraccio tutti indistintamente. È stato fantastico lavorare insieme”.

Giacomo:Direi che questo aspetto è stato FONDAMENTALE e ne abbiamo parlato molto spesso tra di noi e con i ragazzi della Minimum fax. Credo fermamente che se nella troupe non ci fossero state ESATTAMENTE le persone che ci sono state (nessuno escluso), non saremmo mai riusciti a portare a termine questa produzione. Dall’esterno naturalmente nessuno può sapere quante e quali difficoltà ci hanno accompagnato, a partire dalla pre-produzione fino alla post-produzione… vi dico solo che il nostro direttore di produzione, Giacinto Papa, durante i giorni di post produzione a Roma ci ha detto: “…ragazzi vi giuro che in 25 anni di lavoro in questo settore non mi era mai capitata una produzione così complessa e da portare a termine in tempi così stretti…”. Vorrei cogliere l’occasione per ringraziare infinitamente tutti quelli (professionisti e non) che hanno dato il loro contributo per portare a termine questa produzione. Grazie di cuore a tutti…

Quali sono i vostri prossimi impegni?

Rovero: Il nostro lavoro è sotto gli occhi di tutti. Sto lavorando a diverse cose che presto avrò modo di mostrare. L’impegno più grande comunque resta sempre quello di trovare nuovi stimoli che sollecitino la mia creatività ad esprimersi al meglio. Per il resto, abbiamo la fortuna di vivere in una città di mare meravigliosa, per cui me la godrò quanto più possibile…Un saluto a tutti voi e a presto!

Giacomo: Sui lavori futuri sono sempre abbastanza riservato… anche perché se poi qualcosa va storto rischio di darmi delle delusioni…
Ci sono sicuramente alcune situazioni interessanti che “bollono in pentola” ma per ora il mio impegno sarà godermi un po’ la “mia” San Benedetto!

 

Per guardare tutto gli sport “Le marche non ti abbandonano mai” vai sul nostro canale Youtube Marche Tourism

 

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