Ascoltare il silenzio nell’Eremo di Monte Giove

“Non si dovrebbe mai aver paura del silenzio” con queste parole Don Maurizio inizia a raccontare la storia dell’Eremo di Monte Giove, situato tra la città di Fano e le colline nella provincia di Pesaro e Urbino. Si narra che nell’antichità questo posto fosse dedicato, come ricorda il nome, al grande Giove, anche se non si hanno testimonianze certe. In ogni caso questo è uno dei luoghi dello spirito che si trovano nelle Marche e lo abbiamo visitato con il blogtour #marchespiritualroute realizzato dal 2 al 6 ottobre 2014.

Nell’Eremo di Monte Giove vivono ancora sette monaci, uno di loro è persino centenario! Questi uomini di fede hanno scelto di condurre una vita eremitica, dove il tempo è scandito da lunghi silenzi cadenzati da pasti frugali e preghiere.

La storia di questo eremo inizia nel 1608 grazie ai monaci benedettini camaldolesi di Monte Corona che per primi abitarono questo edificio  appositamente pensato per accoglierli e rispettare la loro voglia di solitudine. L’architettura rispecchia la volontà d’isolamento, preghiera e semplicità: ogni monaco ha una sua cella con quattro stanze, un piccolo giardino e una cappellina.  L’unico momento comune sono i pasti, dove regna il silenzio e si condividono sguardi.

Una volta entrati in questo luogo la sensazione è dirompente, si rimane sospesi tra la serenità che emanano queste mura e la voglia di comprendere la scelta estrema di questi monaci. Il rumore del silenzio ci accompagna per tutto il percorso, siamo sul viale centrale che corre verso la chiesa.

Eremo di Monte Giove, Fano. Veduta della Chiesa

Eremo di Monte Giove, Fano. Veduta della Chiesa

Questa chiesa originariamente si trovava proprio al centro delle due stradine perpendicolari che definiscono il nucleo della struttura, con la funzione di proteggere e nascondere le celle dei monaci. Dopo qualche decennio questa chiesa fu letteralmente spostata in fondo al viale principale e completamente riedificata nella sua posizione attuale.

Che ne dite di entrare e visitarla insieme a noi? Non vi aspettate una chiesa austera racchiusa in mura di pietra, il bello della scoperta deve ancora venire! Realizzata nel 1741  dall’architetto Giovan Francesco Bonamici, questa chiesa ad una navata è tipicamente Settecentesca con decorazioni, affreschi  e opere. Tra questi, non possono sfuggire le cappellette decorate da  Tarcisio Generali, monaco camaldolese e pittore, che nel freddo inverno del 1952 decise di iniziare l’impresa. Entrando qui dentro ci colpisce la familiarità e il calore di questa chiesa che è aperta alla comunità per le funzioni religiose.

L'interno della Chiesa dell'Eremo di Monte Giove, Fano.

L’interno della Chiesa dell’Eremo di Monte Giove, Fano.

Proseguendo il nostro tour alla scoperta della chiesa dell’Eremo di Monte Giove non poteva mancare la Sala del Capitolo. Sapete perché si chiama così? Perché proprio qui i monaci si riunivano per leggere ogni giorno un capitolo delle regola di San Benedetto. Se guardate bene questa sala ha anche un’altra particolarità. Vedete quella nicchia colorata laggiù? Quello è il posto riservato al presepe che ogni anno viene allestito con dedizione dai monaci.

La sala del Capitolo, interno della chiesa dell'Eremo di Monte Giove, Fano.

La sala del Capitolo, interno della chiesa dell’Eremo di Monte Giove, Fano.

Scendiamo verso la cripta dove sono sepolti i monaci che hanno vissuto nell’eremo; non è casuale il fatto che questa cripta sia collocata in corrispondenza alla sala del capitolo: in questo modo anche chi non c’è più partecipa idealmente alla funzione. Entrando nella cripta, un’opera gioiosa ci dà il benvenuto è la “Trasfigurazione di Cristo” realizzata in terracotta da Salvatore Frigerio, un monaco camaldolese che ha trascorso la sua vita in quest’eremo e si dilettava a produrre opere con vari mezzi espressivi.

La cripta dell'Eremo di Monte Giove, Fano.

La cripta dell’Eremo di Monte Giove, Fano.

L’ultima stanza che esploriamo è la Sacrestia, qui sono conservati ancora gli arredi originali del Settecento, due sono le particolarità che saltano subito all’occhio: il reliquiario datato tra Seicento e Settecento e i cassetti nascosti…Guardate la foto qui sotto, questi cassetti sono lunghissimi e sono stati studiati appositamente per essere nascosti nell’arredo ligneo settecentesco e conservare le vesti dei monaci.

Il reliquiario e i lunghi cassetti nella Sacrestia della chiesa dell'Eremo di Monte Giove, Fano.

Il reliquiario e i lunghi cassetti nella Sacrestia della chiesa dell’Eremo di Monte Giove, Fano.

Dalla preghiera allo studio, nell’Eremo di Monte Giove non poteva mancare una ricca biblioteca, piccola ma suggestiva con circa 1000 volumi, dove i libri più antichi risalgono alla fine del Cinquecento!

La biblioteca dell'Eremo di Monte Giove, Fano.

La biblioteca dell’Eremo di Monte Giove, Fano.

Ma dopo la biblioteca vi aspetta un’altra chicca: la farmacia. In questo piccolo spazio potrete acquistare erbe officinali, creme naturali, olii prodotti dai monaci e libri sulla fede e la spiritualità.

Don Maurizio nella farmacia dell'Eremo di Monte Giove, Fano.

Don Maurizio nella farmacia dell’Eremo di Monte Giove, Fano.

Se tutto questo vi ha incuriosito, che ne dite di passare uno o due giorni qui per sperimentare davvero sulla vostra pelle una sensazione di serenità e pace? L’Eremo di Monte Giove è dotato di una nuova e funzionale foresteria che può ospitare fino a 30 persone, in camere singole e doppie. Inoltre questo luogo di preghiera a Natale e a Pasqua si apre alla comunità con incontri religiosi, di meditazione e giornate di studio sulla teologia. Non temete non è necessario essere cristiani, questo eremo è un centro per accrescere la spiritualità individuale, qualsiasi essa sia e qualunque forma abbia!

Info utili

 

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7 thoughts on “Ascoltare il silenzio nell’Eremo di Monte Giove

  1. Verro’ prossimamente. L’eremo e’ meraviglioso! Se ancora il Signore mi concederara’
    la salute.

  2. Dopo un inverno in salita desidero pace e silenzio io e mio marito vogliamo ringraziare e pregare fermarci un momento qualcuno mi ha indirizzato qui.Al ritorno riscriverò un commento.

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