Le meraviglie di Palazzo Pianetti a Jesi

Forse non sapevate che a Jesi, nel cuore delle Marche, esiste uno straordinario palazzo del 1700: Palazzo Pianetti, la sua Galleria degli Stucchi in stile rococò lunga ben settanta metri ricorda i fasti di … Versailles! 

Situato nel centro storico, poco distante da un altro gioiello, il bellissimo teatro storico Pergolesi, il palazzo accoglie il visitatore con i suoi due piani ricchi di tesori e meraviglie. Farete un vero e proprio viaggio indietro nel tempo attraversando secoli di storia: il Museo Archeologico al piano terra (nelle scuderie), la Pinacoteca Civica al primo piano e la Galleria d’Arte Contemporanea al secondo. 

Il centro storico di Jesi. Foto Ubaldi

Appena varcato il portone d’ingresso noterete un cancello di ferro arabescato, sbirciate attraverso le volute per scorgere uno scorcio del bel giardino all’italiana (successivamente potrete ammirarlo con comodo dall’alto). 

Vi svelo subito “le chicche” che meritano un’attenzione particolare

  • i capolavori del pittore veneto Lorenzo Lotto nella Pinacoteca
  • la galleria degli Stucchi (nominata in precedenza)
  • gli appartamenti ottocenteschi situati all’ultimo piano che ospitano la collezione di arte contemporanea.

Indietro nel tempo: il 1500, Lorenzo Lotto dipinge i 5 capolavori (1512- 1535)

Attenzione! Potreste essere colti dalla sindrome di Stendhal davanti alla celebre Pala di Santa Lucia del 1532 o davanti alle due tavole dell’Annunciazione (originariamente facevano parte di un trittico) o davanti alla Deposizione del 1512, alla Madonna delle Rose del 1526 o alla Visitazione del 1532. 

Le opere di Lorenzo Lotto a Jesi

E pensare che Lorenzo Lotto, questo straordinario artista dall’indole introversa, inquieto e vagabondo, che non scendeva a compromessi, è stato riscoperto solo in tempi recenti, dopo quasi tre secoli di oblio. Durante la sua epoca gli era riconosciuto, ahimè, un talento da “pittore di provincia”, oggi invece è considerato un maestro del Rinascimento. Notate le pennellate, i colori accesi e la cura del particolare. 

Per chi volesse approfondire “la conoscenza” con il celebre pittore nelle Marche esiste un vero e proprio itinerario lottesco: otto luoghi che conservano le splendide opere dell’artista. Oltre a Jesi, Urbino, Ancona, Loreto, Recanati, Cingoli, Mogliano e Monte San Giusto. E’ una splendida occasione non solo per ammirare capolavori assoluti ma anche per visitare splendidi borghi e città marchigiani.

Indietro nel tempo: il 1700 – passeggiando lungo la Galleria degli stucchi.

Facciamo un balzo indietro nel tempo, nella seconda metà del 1700, e immaginiamo di avere al nostro fianco i signori Pianetti, i proprietari del Palazzo. Mentre camminiamo lungo la galleria, ci illustrano con eleganza, gli stucchi di gesso (modellato e colorato in tonalità tenui), uno dei massimi esempi di rococò nell’Italia centrale. 

Gaspare Bernardo Pianetti, uomo colto e raffinato aveva commissionato i lavori del Palazzo nel 1748 e aveva voluto la Galleria in stile rococò secondo il gusto e la moda in voga all’epoca nelle corti del nord. 

Sono settanta metri da percorrere con il naso all’insù, eh sì, una passeggiata che coinvolge il fisico e anche l’intelletto, fulgido esempio di cultura illuministica. Le decorazioni pittoriche rappresentano una serie di allegorie: le quattro arti liberali, i quattro continenti, i quattro elementi della natura, le quattro stagioni …  Rappresenta il viaggio dell’uomo alla ricerca della conoscenza attraverso il tempo e lo spazio.  

Indietro nel tempo: il 1800 e il 1900, gli appartamenti ottocenteschi e la Galleria d’Arte contemporanea

La passeggiata prosegue, al secondo piano, nel 1800, la porta si apre e svela un appartamento ottocentesco. Attraversando le stanze si notano sale, studioli, salotti, camere da letto e perfino bagni! Il tutto decorato in stile ottocentesco. Affacciatevi alle finestre, uscite sull’ampia terrazza da cui si gode uno splendido panorama (oggi su Jesi, un tempo sulla campagna). E poi ammirate le opere di artisti locali importanti … vanno dalla metà del secolo fino ai giorni nostri. In queste stanze visse per anni Betto Tesei, artista jesino (il padre aveva acquistato il palazzo nel 1901) a cui la città ha dedicato di recente una mostra. 

Tucano chiudere il becco di Valeriano Trubbiani

Ora scendete le scale fino al piano terra.

Indietro nel tempo: la preistoria e l’epoca romana.

È il museo archeologico ad attendervi dove troverete reperti catalogati in ordine cronologico in tre sezioni: preistoria, protostoria e età romana con testimonianze della civiltà picena e le statue di età giulio-claudia scoperte proprio a Jesi.

Vi lascio con un consiglio

A Jesi assaggiate una tazza di tè bianco, pregiato e delicato, si chiama Lotus ed è ispirato alle opere di Lorenzo Lotto e alle Marche. Nel bouquet trovate oltre al tè, i fiori amati dall’artista, la rosa e la violetta e l’anice verde di Castignano (borgo del piceno).  Un souvenir perfetto per prolungare l’incanto della vostra vacanza nelle Marche!

Scoprite di più su Palazzo Pianetti e le sue meraviglie

La foto di copertina è di Stefano Grilli

Francesca Baleani

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Francesca Baleani

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