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La colazione di Pasqua nelle Marche: le ricette della tradizione

Nelle Marche si usa festeggiare la Pasqua in bellezza, sin dalla colazione! Questa antica usanza diffusa ancora oggi in molte famiglie marchigiane, consiste in un abbondante pasto a base di salumi e pane casereccio, uova (quelle benedette del prete durante la benedizione delle case), pizza di formaggio, coratella d’agnello, frittata con la mentuccia e non solo.

Il tutto accompagnato con del buon vino. La tradizione rappresenta (dal punto di vista religioso) la fine della Quaresima e del digiuno e la celebrazione del ritorno alla vita con una grande voglia di festeggiare la Resurrezione.

Quali sono le pietanze che caratterizzano questo momento? Scopriamole insieme. Per ogni piatto è riportata la ricetta che potrete sperimentare. Buon appetito!

PIATTI SALATI

Pizza di Formaggio

Non c’è Pasqua nelle Marche senza “pizza cascio e oe” o “crescia brusca” come la chiamano in alcune zone della nostra regione, ovvero pizza formaggio e uova il cui profumo inebria la casa e stuzzica l’appetito.

Ottima da gustare con i salumi che più preferite, ha la stessa forma del panettone, ma anziché essere dolce è salata ed ha una consistenza molto più spugnosa.

Sembra abbia avuto origine a Jesi ma è una preparazione classica in tutta la regione. La ricetta originale – che un tempo prescriveva 40 uova (tante quanti i giorni della Quaresima) – veniva preparata con grande impegno, di spesa e di tempo, il Giovedì o il Venerdì Santo, e secondo la tradizione non si doveva assaggiare finché non si “scioglievano le campane”, a conclusione cioè del periodo di digiuno e penitenza rappresentato dalla Quaresima.

Le pizze si portavano poi a cuocere nei forni, prenotando la cottura famiglia per famiglia, in alcuni libri che i fornai ancora ricordano.

–>Ricetta della pizza di formaggio

I cacioni

Nelle Marche sono conosciuti con svariate denominazioni: calcioni, caciuni, cacioni, piconi, caciù e il loro nome deriva dalla gustosa caratteristica di essere ripieni di “cacio”.

Sono infatti dei ravioloni salati di pasta fresca farciti di formaggio pecorino e uova, ingredienti preziosi in una realtà contadina.
Un tempo le famiglie andavano incontro ai pastori che con i loro greggi attraversavano zone rurali e villaggi, barattando galline, uova, carne, frumento, vino o vino cotto per ricevere latte, formaggio o agnelli.

Il formaggio locale per eccellenza era il pecorino e un tempo veniva usato solo quello per realizzare questa succulenta ricetta. In seguito sono stati introdotti il parmigiano e da alcune famiglie anche la ricotta.

–> Ricetta dei Cacioni

Salumi

La pizza di formaggio si accompagna all’assaggio di alcune fette di ciauscolo, il salame dalle origini antichissime rinomato per la sua morbidezza e spalmabilità.

Pensate che ha ottenuto nel 2009 il marchio I.G.P. A seconda delle zone delle Marche si può optare anche per il buonissimo salame lardellato di Fabriano.

Frittata con la mentuccia

Fra i piatti salati, sulla tavola della colazione pasquale, non può mancare la frittata con la mentuccia, una pianta erbacea, molto aromatica, verde-grigiastra.

Questa frittata cambia gusto a seconda della località: nelle zone vicino ad Osimo si può scegliere tra la versione rognosa e quella con la vitalba, oppure con i carciofi o le cipolle novelle. Molto rinomata è inoltre quella con asparagi selvatici ad Avacelli e a Urbino.

Nella zona di Jesi usano mazzetti di erbe aromatiche varie (salvia, rosmarino, basilico e menta). Nel maceratese gli ingredienti più comuni sono la borragine e la mentuccia.

Coratella d’agnello

A colazione, secondo l’antica tradizione, non doveva poi mancare la coratella di agnello, cucinata in umido oppure in bianco con la cipolla.
La coratella è il nome con cui si indicano le interiora dell’agnello (fegato, cuore, polmoni, animelle).

Fava fresca e pecorino

Per concludere in bellezza assaggiamo la fava fresca e il formaggio pecorino. Foto dal blog “Il dolce lo porto io”.

PIATTI DOLCI

Pizza dolce di Pasqua

Non rinunciate ad assaggiare questa autentica tipicità, ne resterete assolutamente conquistati. L’originale pizza dolce ha delle caratteristiche ben precise, una fra tutte la sofficità davvero unica.

Il suo impasto inoltre è incredibilmente profumato, grazie all’aggiunta di aromi naturali, canditi e uvetta sultanina. Completa il tutto la candida “fiocca” che altro non è che una dolce glassa di zucchero, decorata infine con confettini colorati.

Ecco la ricetta dal blog “La creatività e i suoi colori”.

Ciambelle di Pasqua

Tempo di Pasqua, tempo di ciambelle! Preparate secondo una ricetta antica perfezionata dalle cosiddette “vergare” – le donne di casa marchigiane – che iniziano ad impastare le ciambelle il Venerdì Santo, giorno della passione di Cristo per farle riposare e poi cuocerle il giorno di Pasqua.

La tradizione dice che, per una riuscita ottimale, le ciambelle devono essere cotte nel forno a legna.

–> La ricetta delle ciambelle strozzose

L’agnello dolce

Uno dei dolci tipici del periodo pasquale delle Marche, in particolare della zona del maceratese (Loro Piceno, San Ginesio), è l’agnello dolce. Si tratta di un guscio di pasta frolla dalla caratteristica forma d’agnello che racchiude un ripieno di cioccolato, uova, mandorle tritate, zucchero e canditi.

Il tutto finemente decorato con una glassa di zucchero a velo e albumi montati a neve o con cioccolato. Un tempo erano le monache a preparare questa delizia, poi intorno agli anni cinquanta la ricetta uscì dal convento per finire nelle mani di un’artigiana di Loro Piceno che da allora custodisce e realizza la deliziosa ricetta e che nel suo forno artigianale regala ancora sapori antichi e genuini.

Scopri la ricetta dal blog “Un pizzico di magia”.

Spesso il valore simbolico della colazione di Pasqua è sentito in maniera talmente forte che nelle piazze di alcune cittadine vengono organizzate delle colazioni tipiche. Vi segnaliamo:

  • “Punta e cul” di Urbania (PU): le uova sono al centro del divertimento pasquale di Urbania. La mattina di Pasqua e il lunedì dell’Angelo, nella piazza centrale e presso il Santuario di Battaglia, impazza il tradizionale gioco chiamato “Punta e cul”.
    Le persone si sfidano facendo cozzare la punta delle loro uova sode, prima da un lato e poi dall’altro, fino alla designazione di un vincitore: colui che, a fine gara, avrà ancora in mano l’uovo intatto. Info >>

Info utili

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Giorgia Barchi

Giorgia Barchi è social media specialist. Sempre connessa, per lei i social network non hanno segreti. Adora la tecnologia, ama scrivere e fotografare, catturare la vita e condividerne i suoi piccoli dettagli. È l’anima social del blog.

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