Gli eremi rupestri più belli delle Marche

Fra fitti boschi e rupi scoscese vi portiamo alla scoperta di luoghi sacri dal fascino unico accomunati da un elemento: quello di essere scolpiti nella roccia. Vi proponiamo una lista, che non ha la pretesa di essere esaustiva, di 10 luoghi di straordinaria bellezza che la mano dell’uomo ha saputo creare plasmando la pietra. Piccoli grandi tesori tra cielo e terra pregni di un palpabile e avvincente misticismo. Pronti a scegliere il vostro preferito?

1. Eremo di Santa Maria Infra Saxa e Tempietto del Valadier – Gola di Frasassi, Genga (AN)

Partiamo dal più suggestivo in assoluto, le cui foto hanno ottenuto milioni di visualizzazioni sul web. Il tempietto del Valadier, immerso nel ventre roccioso della Gola della Rossa e di Frasassi, è un elegante santuario ottagonale in stile neoclassico fatto costruire da Papa Leone XII su disegno del famoso architetto Giuseppe Valadier nel 1828.

  • Tempietto del Valadier - Foto di Carlo Torelli
  • Eremo Infra Saxa - FotoArchivio Regione Marche
  • Tempietto del Valadier - Foto di Paolo d'Angelo

La sua particolarità è quella di essere incastonato fra le pareti della montagna, con la cupola che sembra toccare la roccia sovrastante. Un”abbraccio di pietra” meraviglioso dalle cui fessure si scorge la natura incontrastata di questo luogo ascetico, che fa parte della zona delle famigerate Grotte di Frasassi.

Ma non finisce qui. La passeggiata di 700 metri che vi farà giungere in questo luogo meraviglioso sarà ampiamente ripagata anche dalla vista dell’eremo di Santa Maria Infra Saxa, un semplice edificio religioso in pietra che si affaccia sul versante sinistro della Gola di Frasassi.

Addossato alla roccia sul limite esterno della grotta del Mezzogiorno, abitata a lungo dall’uomo preistorico e dall’orso delle caverne, il suo interno è in parte ricavato nell’ammasso roccioso, già citato in documenti del 1029 come oratorio e successivamente utilizzato come monastero di clausura per le monache benedettine.

2. Tempietto di Sant’Emidio alle Grotte – Ascoli Piceno (AP)

Altrettanta suggestione vi susciterà il tempietto di Sant’Emidio alle Grotte ad Ascoli Piceno. Appartato rispetto al contesto urbano, trova rifugio in un luogo ricco di vegetazione e di silenzio dove sembra che già nel III secolo vi fossero le catacombe cristiane.

  • Foto di Lorenzo Sgalippa
  • Foto di I Luoghi del silenzio
  • Foto di I Luoghi del silenzio
  • Foto di I Luoghi del silenzio
  • Foto di I Luoghi del silenzio
  • Foto di I Luoghi del silenzio

Eretto in onore del patrono, si definisce “alle grotte” perché il suo ambiente interno è costituito da una grotta naturale di roccia tufacea dove sono custodite le spoglie di Sant’Emidio, patrono e martire amatissimo a Ascoli Piceno. Secondo la tradizione Sant’Emidio, dopo essere stato decapitato, il 5 agosto 309 si recò a piedi fin qui, per essere seppellito, portando tra le mani la sua testa.

Il Tempietto di Sant’Egidio alle Grotte è sempre visitabile dall’esterno, mentre è aperto all’interno solo dietro appuntamento o in determinate occasioni.

3. Eremo di San Marco, Ascoli Piceno AP

Abbarbicato alla parete rocciosa del Colle San Marco, nei pressi della frazione di Piagge di Ascoli Piceno, si trova l’eremo di San Marco, raggiungibile con una piacevole passeggiata tra i boschi sul colle omonimo.

Questo luogo di meditazione religiosa scelto dai monaci cistercensi del XIII secolo, offre una sorprendente facciata composta da due ordini di bifore ed un’ampia volta a botte affrescata nel piano inferiore. Sul soffitto della caverna è degna di nota la splendida “tappezzeria” di capelvenere.

  • Foto di I Luoghi del silenzio
  • Foto di I Luoghi del silenzio
  • Foto di I Luoghi del silenzio
  • Foto di I Luoghi del silenzio
  • Foto di Marco Cicconi

All’eremo si accede mediante una possente scalinata in pietra che, come un ponte, attraversa il profondo burrone. Salendo al primo piano ci si ritrova in un ampio salone contenente tre monumenti funebri e un altare. Il tetto è formato dalla nuda roccia della montagna da cui pendono piante e erbe rampicanti. Volgendo lo sguardo oltre le bifore si può godere di una bellissima vista panoramica sul capoluogo marchigiano

L’eremo è visitabile liberamente dall’esterno. Per accedere all’interno è necessario prenotare una visita guidata. L’eremo è una tappa del Grande Anello dei Borghi Ascolani

4. Eremo dei Frati bianchi, detto delle Grotte – Cupramontana (AN)

Arriviamo a Cupramontana, la capitale del Verdicchio, e ci immergiamo nei boschi vicino la frazione di Poggio Cupro fino a raggiungere l’Eremo dei Frati bianchi, detto anche “delle Grotte” per le affascinanti cavità scavate nel tufo, alla fine del 1200, dagli eremiti.

  • Foto di I Luoghi del silenzio
  • Foto di I Luoghi del silenzio
  • Foto di I Luoghi del silenzio
  • Foto di I Luoghi del silenzio
  • Foto di I Luoghi del silenzio
  • Foto di I Luoghi del silenzio
  • Foto di Giuliano Betti

Secondo la tradizione, l’eremo risale ai primi anni dell’XI secolo e si pensa che fu fondato da S. Romualdo, al quale venne dedicata una delle grotte chiamata in sua memoria “Cella di San Romualdo”. Dopo aver toccato con mano le pareti delle grotte dove mille anni fa vivevano i monaci camaldolesi concedetevi una breve passeggiata nel bosco che si estende alle spalle dell’Eremo dei Frati Bianchi.

Ontani neri, gigli rossi, orchidee piramidali e molte altre specie rare accompagneranno la passeggiata seguendo le orme dei monaci che erano soliti compiere salutari cammini perdendosi tra la fitta vegetazione. 

5. Eremo di san Cataldo – Esanatoglia (MC)

Una particolare sensazione di pace pervade lo spirito man mano che si percorre lo stradone per raggiungere il suggestivo eremo di San Cataldo che sorge a picco sopra uno sperone roccioso e sembra quasi gettarsi nel vuoto sulla lussureggiante valle di S. Pietro.

  • Foto di Gionata Taddei
  • Foto di Gionata Taddei
  • Foto di Gionata Taddei
  • Foto di Gionata Taddei

Ci troviamo nel comune di Esanatoglia, in provincia di Macerata, vicino Matelica, e circa l’orgine della chiesa è stato scritto che essa sarebbe sorta come eremo del sottostante monastero benedettino di Fonte Bono in epoca medievale e dedicata successivamente al santo monaco irlandese Cataldo. L’edificio attuale non dovrebbe essere stato edificato, precedentemente al XVI secolo. 

Parcheggiata l’auto su di uno spiazzo ad alcune centinaia di metri, si percorre un bello stradone lungo il quale sono presenti le quattordici monumentali stazioni della Via Crucis poste sulla destra. E’ sicuramente un luogo da visitare per rilassarsi e per allontanarsi dal frastuono della vita quotidiana; adatto praticamente a tutti, giovani, meno giovani e famiglie con bambini.

6. Grotta di Santa Sperandia – San Severino Marche (MC)

In un ambiente di selvaggia bellezza, fatto di scoscesi ripiani calcarei e di vallate fittamente boscose troviamo la grotta di Santa Sperandia che si apre sul versante nord del monte Acuto, a pochi chilometri da Serralta, nel territorio di San Severino.

  • Foto di Giorgia Barchi
  • Foto di I Luoghi del silenzio
  • Foto di I Luoghi del silenzio
  • Foto di I Luoghi del silenzio
  • Foto di I Luoghi del silenzio

430 gradini vi condurranno alla grotta e all’edificio religioso posto all’entrata della cavità profonda una decina di metri, che si affaccia sullo strapiombo della gola del rio Laque. Secondo la tradizione la Santa Patrona di Cingoli, assai venerata per le sue capacità taumaturgiche, si sarebbe ritirata in questa grotta per lunghi anni, alla ricerca di una vita ascetica.

7. Madonna della Grotta – Precicchie (AN)

A metà di una ripida parete rocciosa, nei pressi dell’antico castello di Precicchie, sorge all’interno di una grotta naturale, il santuario di S. Maria delle Grotte eretto dalle genti del posto a ricordo dell’apparizione che un pastore ebbe in una grotta, ad un centinaio di metri verso Vallacera, nel medesimo massiccio montuoso.

  • Foto di I Luoghi del silenzio
  • Foto di I Luoghi del silenzio
  • Foto di I Luoghi del silenzio

La leggenda racconta che durante la costruzione un operaio cadde ma nonostante l’impatto con le rocce non ebbe danni perché una donna lo aiutò che poi sparì misteriosamente. Il luogo fu subito meta di pellegrinaggi di devoti, i quali, trovando molto scomodo l’accesso alla grotta dell’apparizione, trasferirono il culto in quella attuale.

La chiesa viene ricordata nella bolla di Urbano IV del 1262, in un elenco di chiese dipendenti dalla vicina abbazia di Val di Castro come S. Maria della Grotta «sub altissimo scopulo» (sotto un altissimo scoglio).

8. Eremo di Grottafucile – Castelletta di Fabriano (AN)

In una posizione naturale stupenda a pochi chilometri dalla cresta del Monte Revellone, nel cuore del Parco naturale regionale della Gola della Rossa di Frasassi, non lontano dalla frazione di Castelletta di Fabriano si trovano i resti dell’eremo di Grottafucile. Qui San Silvestro Guzzolini, un colto e ricco canonico proveniente da Osimo, si ritirò a vita eremitica assieme ad altri seguaci, tra il 1227 e il 1230. 

  • Foto di I Luoghi del silenzio
  • Foto di I Luoghi del silenzio
  • Foto di I Luoghi del silenzio
  • Foto di I Luoghi del silenzio
  • Foto di I Luoghi del silenzio
  • Foto di Mauro Aquilanti
  • Foto di I Luoghi del silenzio

I vani scavati nell’ammasso calcareo, poco al disotto della cresta dello sperone roccioso, erano stati recuperati da un’antica cava romana o altomedievale e riadattati dagli eremiti con l’aggiunta di una utile cisterna per l’acqua. L’eremo rimase abitato fino al XIX secolo, poi venne abbandonato, andando via via in rovina. In circa 30 minuti dalla Gola, si raggiunge l’eremo, attraverso un percorso vario e mai difficile. Alcuni ruderi in pietra consentono di arrivare a ridosso della parete e di ammirare le nicchie faticosamente scavate dai frati, a suon di scalpello, nella roccia.

9. Eremo di Soffiano – Sarnano (MC)

Nel Parco nazionale dei Sibillini, a circa 7 km da Sarnano, lasciatevi sorprendere dal suggestivo Eremo di Soffiano. Dal Convento di San Liberato bisogna proseguire per circa 500 m fino al cartello indicatore che ci immette in una strada sbrecciata un pochino dissestata. In circa mezz’ora la traccia diventa un sentiero che inizia a stringersi con qualche passaggio meno agevole permettendoci di raggiungere l’antico eremo del XII secolo ricavato all’interno di una spettacolare nicchia rocciosa.

  • Foto di I Luoghi del silenzio
  • Foto di I Luoghi del silenzio
  • Foto di I Luoghi del silenzio

L’eremo fu costruito nel 1101 per opera di alcuni signori locali che volevano soddisfare le richieste di alcuni religiosi desiderosi di condurre vita eremitica. Dopo questo gruppo di solitari, il luogo fu abitato dagli eremiti francescani.

La roccia costituiva la parete naturale e, appoggiati ad essa, vari muri creavano le piccole abitazioni. Il tetto, costituito dalla stessa roccia superiore che sporgeva in avanti, veniva completato da lastre di pietra. In questo ambiente, sospesi tra cielo e terra, vissero i primi eremiti francescani, e questo dà la misura dell’importanza storica e spirituale di questo luogo.

10. Eremo di Sant’Eustachio – San Severino Marche (MC)

A pochi chilometri da San Severino Marche, una stretta e spettacolare valle rocciosa denominata Valle dei Grilli ospita il magnifico eremo medievale di Sant’Eustachio in Domora risalente ai primi decenni del XI secolo quando alcuni eremiti ricavarono, dalle grotte delle pareti rocciose della gola del Fosso di Sant’Eustachio, le proprie celle di ritiro ed una piccola Chiesa che appare ancor oggi – nel rifacimento in stile gotico avvenuto nella seconda metà del XIII secolo – nel suo biancore di pietra calcarea, addossata alla montagna.

  • Foto di I Luoghi del silenzio
  • Foto di I Luoghi del silenzio
  • Foto di I Luoghi del silenzio

La chiesa attuale, restaurata nel 1855, purtroppo molto rovinata dall’abbandono, è affiancata ad un’ampia cavità naturale nella quale potevano trovare ricovero, oltre ai religiosi, anche i viandanti che seguivano questa frequentata strada medievale che anticamente collegava Camerino a San Severino. 

Il percorso naturalistico da San Severino Marche alla Grotta di Sant’ Eustachio è una semplice camminata su una bella e comoda carrareccia, nella selvaggia Valle dei Grilli, mentre l’ itinerario che continua oltre risulta essere più impegnativo. Si cammina su uno stretto sentiero tra il verde della boscaglia, le pareti rocciose e la compagnia del torrente sempre più saltellante e rumoroso.

Info utili

Visita il sito del turismo della Regione Marche

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  • La foto di copertina è del bravissimo Gionata Taddei
  • La maggior parte delle foto presenti in questo articolo provengono dal sito www.iluoghidelsilenzio.it dove vengono vengono approfonditi i luoghi lontani dai centri storici a stretto contatto con la natura.

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Giorgia Barchi

Giorgia Barchi è social media specialist. Sempre connessa, per lei i social network non hanno segreti. Adora la tecnologia, ama scrivere e fotografare, catturare la vita e condividerne i suoi piccoli dettagli. È l’anima social del blog.

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Giorgia Barchi

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