11 cose da fare e vedere a Matelica

I segreti nascosti nel tempo, dai Piceni ai giorni nostri, del visionario saper fare matelicese, svelati nel cuore verde pulsante dell’entroterra marchigiano. Vi accompagniamo alla scoperta di 11 cose da fare e vedere nella città del Verdicchio, del Miele e di Enrico Mattei.

1. Museo Enrico Mattei

Il 7 aprile 2018 nasce a Matelica il Museo Enrico Mattei per opera esclusiva della nipote Rosangela Mattei. Lo scopo è quello di tramandare l’opera, la storia, l’impegno sociale e l’insegnamento di Enrico Mattei.

Sono presenti documenti, foto, filmati, libri, oggetti personali e tutto quello che Rosangela ha conservato per quasi 50 anni, durante i quali si è impegnata con tutte le energie per giungere a scoprire la verità sulla morte dello zio Enrico. Il museo, dunque, è fondamentalmente un atto d’amore nei riguardi dello zio con il quale aveva avuto un intenso rapporto di affetto.

È un luogo di incontro per storici, giornalisti, veterani ENI, ammiratori del primo Presidente e fondatore dell’ENI, persone che hanno solo sentito parlare di Mattei e non conoscono la sua storia.
Un curioso aneddoto narra che ai tempi della crescita dell’ENI il numero di assunzioni di lavoratori provenienti da Matelica (MC) fu così elevato che l’acronimo SNAM (una delle società ENI) fu tradotto dagli stessi lavoratori in “Siamo Nati A Matelica”, città di Mattei e di molti dirigenti, tra cui V. Boldrini, E. Egidi e R. Girotti che furono Presidenti ENI.

Il museo si trova a Palazzo Mattei in Via Umberto I n. 9 ed è visitabile previo appuntamento.

2. I luoghi della Beata Mattia Nazzarei (1253-1319)

Scrigno di devozione e di arte, la chiesa- santuario Santa Maria Maddalena e annesso monastero delle Clarisse, ospita da sette secoli l’Urna con il Corpo della Beata Mattia, la santa abbadessa il cui culto attrae ogni anno numerosi devoti e fedeli. Antico oratorio duecentesco, unito al monastero fondato intorno al 1230, l’attuale chiesa a pianta rettangolare (XIV sec.) fu danneggiata dal terremoto del 1740 e interamente ricostruita nel 1750 in stile barocco su disegno dell’architetto Gaetano Maggi.

Monastero delle Clarisse. Foto di Erminio Burzacca.

Non si conservano tracce della costruzione primitiva; l’elemento più antico resta il campanile, della seconda metà del 1400. Il presbiterio è sovrastato da un’imponente Gloria dorata e pala ad olio su tela rappresentante S. Maria Maddalena – titolare della chiesa – ai piedi di Gesù, opera del bolognese Ludovico Giorgi del 1763.

Altare maggiore: Chiesa Beata Mattia. Foto di Erminio Burzacca

Sotto l’altare maggiore, l’Urna col Corpo della Beata Mattia, fedelmente custodita dalla comunità delle Clarisse, è esposta alla venerazione pubblica dopo la solenne riapertura della chiesa – consolidata e felicemente ristrutturata a seguito del sisma del 2016 – in occasione del VII Centenario del Transito della Beata, “madre della carità” e amata co-patrona della Città di Matelica.

3. Città del Verdicchio e del Miele

L’eccellenza principale di Matelica nel settore enogastronomico è senza dubbio il suo Verdicchio DOC e DOCG , vino pluripremiato, uno dei migliori bianchi d’Italia, particolarmente indicato per piatti a base di pesce, di carni bianche e formaggi stagionati. È un prodotto di nicchia commerciale poiché la superficie vitata è di appena 300 ettari, con i vigneti che si trovano, a loro volta, in una nicchia ecologico-climatica costituita dall’ Alta Valle dell’Esino, l’unica delle Marche che corre parallela all’Adriatico e che per questo genera un microclima unico, come il vitigno e il Verdicchio di Matelica che da esso si ricava.

Foto di Regione Marche

Città del Verdicchio e del Miele recitano i cartelli agli ingressi stradali di Matelica, perché oltre al Verdicchio, il miele è un’altra eccellenza curata con passione da operatori locali. Questa attività nata alcuni decenni fa si sta caratterizzando come una delle più innovative del comprensorio matelicese.

Foto di Regione Marche

4. Gioielli archeologici e architettonici: Teatro Piermarini, Domus Romana e Globo di Matelica

Il Teatro comunale è intitolato all’architetto G. Piermarini il progettista del Teatro alla Scala di Milano, che redasse anche il progetto iniziale del Teatro di Matelica, inaugurato nel 1812. Durante lavori di restauro eseguiti nel 1985 sono tornati alla luce i resti di un impianto termale di epoca romana risalente al II sec d.C.
L’ambiente delle terme è proprio sotto il palcoscenico, mentre sotto il piano della platea ci sono i resti di un insediamento piceno del V sec a. C. Area archeologica e area teatrale sovrapposte costituiscono un unicum assoluto.

Teatro Piermarini. Foto di Erminio Burzacca


Sicuramente l’oggetto scientifico più affascinante presente a Matelica è il Globo, un orologio solare sferico realizzato più di 2000 anni fa, funzionante con la luce solare e rinvenuto nel 1985 durante dei lavori nel Palazzo del Governo, in Piazza E. Mattei . Si tratta di una sfera di marmo greco cristallino del diametro di 30 cm, con varie incisioni, tra le quali dei cerchi concentrici la cui posizione sulla sfera è determinata dalla latitudine di Matelica.


Quindi è un “orologio” progettato e funzionante solo a Matelica, perché in luoghi con diversa latitudine cambierebbe la posizione dei cerchi sulla sfera dell’”orologio”. Unico nel suo genere nel mondo, solo uno simile rinvenuto a Prosymna in Grecia, il Globo di Matelica , consente di conoscere ora, giorno, mese.

Domus romana. Foto di Nando Cingolani


Nei sotterranei di Palazzo Ottoni in piazza E. Mattei, sono stati rinvenuti i resti di una Domus romana del II sec. d.C. con mosaici geometrici policromi. La Domus è visitabile e molti altri mosaici di epoca romana sono visibili sotto i pavimenti in materiale trasparente di alcuni negozi del Centro Storico, a testimonianza della diffusa estensione di ambienti gentilizi nella Matelica di epoca romana.

5. Una passeggiata nel centro storico

Il Centro Storico di Matelica si snoda lungo l’asse principale costituito dal Corso, contornato da più di 50 Vicoli e da 10 Piazzette. Alcuni vicoli sono concentrati nei pressi di antiche aree “industriali”. Ad esempio, ci sono ben 6 Vicoli Cuoio (numerati dal I al VI) vicini all’area dove erano le concerie e ci sono 6 Vicoli Cafasso (ancora dal I al VI), in un’area anticamente a ridosso di un fosso. Vicoli e Piazzette offrono suggestive viste e angoli da “portarsi via” in foto e che fanno viaggiare l’immaginazione su come poteva essere la vita quando l’attività artigianale era in fermento.

Scalinata su via Damiano Chiesa. Foto di Erminio Burzacca

Nella centralissima Piazza E. Mattei sorgono i principali edifici e monumenti della città: il Palazzo del Governo (XIII sec.), la Torre Civica (XII sec.) alta 32 metri e la Loggia del mercato (XVI sec.), il Palazzo Municipale, la Fontana centrale, la Chiesa del Suffragio. È la classica piazza rinascimentale con gli edifici simbolo del potere politico, religioso ed economico che si affacciano sul luogo principale della città.

Il Palazzo Municipale fu oggetto di un radicale restauro nel 1844, assumendo l’aspetto attuale. All’interno c’è la lapide di Caio Arrio (generale romano curatore del Municipium ) e una tela di Salvator Rosa (1615 1673). A destra Palazzo Ottoni, la cui costruzione risale al 1472. Il palazzo fu commissionato dalla Signoria degli Ottoni che esercitò il suo potere su Matelica dal 1394 al 1578.

Palazzo Municipale. Foto di Erminio Burzacca

La Fontana ottagonale in pietra bianca è del 1587. Nella vasca ci sono 4 statue di divinità marine (ribattezzate nel linguaggio dialettale Biutinu , Maccagnanu , la Sirena, la Veloce). Alla Fontana centrale è associata la celebre “Patente da mattu”, una tradizione locale, per la quale basta compiere 7 giri intorno alla Fontana per ottenere dalla Pro Loco il simpatico attestato. Una sorta di rito per scherzare su Matelica, non si sa perché, città dei matti”.

6. Museo della resistenza e della Cultura del Territorio “Don Enrico Pocognoni”

Il Museo intitolato al martire della Resistenza don Enrico Pocognoni mostra grandi pannelli illustrati, fotografie, documenti, giornali e materiali scolastici, cimeli, supporti audio video, moderni “ che illustrano gli anni del regime fascista e la Resistenza al nazi fascismo nel territorio. Una particolare “Resistenza internazionale e meticcia”, secondo la definizione giornalistica, di cui sono stati protagonisti partigiani italiani (di varie regioni, compresi due ebrei), inglesi, slavi, russi, etiopi, somali.

  • All’interno della e del Parco Storico Riserva Naturale Regionale del Monte Canfaito e del San Vicino della si possono fare suggestive passeggiate, partendo dal Museo della Resistenza, sui LUOGHI e sui SENTIERI che percorrevano i partigiani:
  • Ex abbazia di S.Maria de Rotis dove negli attigui casolari agricoli aveva la sua sede l’omonimo Gruppo partigiano “Roti”;
  • Monumento del Partigiano: il cippo ricorda il Cap Salvatore Valerio caduto in combattimento nella battaglia di Valdiola del 24 marzo 1944 davanti ad esso si celebra ogni anno la Festa della Liberazione del 25 Aprile;
  • Anello del San Vicino: il monte che si eleva al centro della Riserva Naturale Regionale e del Parco Storico della Resistenza dei monti San Vicino e Canfaito. È dalle formazioni partigiane attorno al San Vicino che è nata la canzone “BELLA CIAO”, ormai nota in tutto il mondo e diventata un universale inno alla libertà (Ruggero Giacomini, Bella ciao La storia definitiva della canzone partigiana che dalle Marche ha conquistato il mondo.)

7. Il sentiero dei murales – (Braccano – Frazione di Matelica)

Braccano è una frazione a pochi km da Matelica, con una sua tradizione storica, archeologica e religiosa. È un piccolo borgo che unisce natura e arte generando un’esplosione di colori e immagini che lo hanno reso famoso dal 2001 con la realizzazione dei “Murales” dipinti nelle pareti delle case, nei muretti e nei fienili da parte degli studenti dell’ Accademia di Brera, Urbino e Macerata. Ad oggi nella località si possono ammirare 75 Murales lungo le vie ed i vicoli della piccola frazione.


8. Percorsi Bike del Monte San Vicino

Se siete alla ricerca di un’esperienza all’aria aperta una full immersion nella natura tra panorami mozzafiato, vigneti dove degustare vini speciali, agriturismi dove assaggiare i sapori unici di una volta della tradizione marchigiana, percorrendo sentieri adatti ad ogni livello di difficoltà tra prati, boschi, cime panoramiche da cui ammirare tutte la regione e le zone circostanti, dal Fumaiolo alla Maiella, dall’Amiata al mare Adriatico, laghetti, forre, ruscelli e cascate, dove non è raro incontrare caprioli, aquile, poiane, lepri e tanti tra gli animali tipici dell’entroterra negli angoli incontaminati della Riserva Naturale Regionale del monte San Vicino e del monte Canfaito , questa è la proposta che fa per voi.

Foto Gruppo ciclistico Matelica

La bicicletta è il mezzo sostenibile che vi consigliamo per scoprire un territorio così unico e le modalità vanno dalla cicloturistica più rilassante con accompagnatori GUIDE CICLOESCURSIONISTICHE FCI che offrono anche la possibilità di noleggiare bici a pedalata assistita del Gruppo Ciclistico Matelica, alle più sportive e per i più allenati come la San Vicino Bike Experience un percorso che parte da Braccano il paese dei Murales, a pochi km dalla città di Matelica e passa attraverso alcune tra le località più suggestive e scenografiche della Riserva.

Foto Gruppo ciclistico Matelica

9. Giro cicloturistico delle cantine del Verdicchio di Matelica – Bike and Wine

Il tour cicloturistico delle cantine del Verdicchio di Matelica si snoda sulle splendide colline intorno al capoluogo dove si possono ammirare i vigneti e la grande cura con cui sono coltivati. Si parte da Piazza E.Mattei e si toccano molte frazioni del Comune, sconfinando anche nei Comuni di Cerreto D’Esi Esanatoglia e Castelraimondo. Si attraversano le Frazioni di Braccano, con i suoi splendidi murales, Vinano, Colli Colferraio, Rastia e Piane, poste alle falde del monte San Vicino e facenti parte dell’omonimo parco regionale.
Si percorre poi l’altro versante della valle incontrando le località Cavalieri e Pagliano ed arrivando ad Esanatoglia.

Percorso Bike and Wine

Si prosegue verso il massiccio del monte Gemmo e si attraversano le frazioni di Mistriano, Vasconi, Castel S. Maria e Rustano. Tornando verso Matelica si attraversano le frazioni di Gesso e Stroppigliosi per poi arrivare in località Collepere e proseguire verso le località Peschiera, Campamante e Villa Piannè tornando poi a Matelica, dove ci so no le ultime cantine da visitare.
Il tracciato, prevalentemente asfaltato, con qualche tratto di strada bianca e sterrato, non presenta difficoltà tecniche. Il dislivello complessivo è di circa 900 m e la lunghezza di circa 55 Km. Il percorso è adatto a biciclette del tipo MTB oppure Gravel . Il tempo necessario, comprese soste alle cantine è di circa 5 ore. (Info: 327.177.2392, 327.762.3316)

10. Matelica e il Cammino delle Terre Mutate

Cammino del tramonto

Il “Cammino del tramonto” attraversa una delle zone più caratteristiche del comprensorio matelicese e partendo dal capoluogo arriva fino alle pendici del massiccio del Monte Gemmo, con incantevoli panorami verso i Sibillini.
La particolare esposizione solare delle colline offre la vista di suggestivi paesaggi che al tramonto si animano di
incredibili giochi di luci che si rincorrono fra colline e vigneti del celebrato Verdicchio DOCG di Matelica. Da Piazza E.Mattei si va verso la zona Sainale e poi si segue il “Cammino nelle Terre Mutate” raggiungendo la frazione di Castel S.Maria di Castelraimondo, da cui si torna a Matelica attraverso le frazioni di Stroppigliosi e Gesso.
Il “Cammino del tramonto” non presenta difficoltà, ha una lunghezza di circa 17 Km, dislivello complessivo di circa 400 m e tempo di percorrenza di circa 6 ore. Abbigliamento e scarpe adatti al trekking.

Cammino dei paesaggi matelicesi

Il “Cammino paesaggi matelicesi” percorre il lato sinistro della vallata al
cui centro sorge Matelica, attraversando zone che offrono panorami e scorci visivi di rara bellezza. Si parte da Piazza E. Mattei e seguendo la strada delle Valche si raggiunge la località Cavalieri, da cui costeggiando i vigneti del famoso Verdicchio DOCG di Matelica si passa per la frazione Pagliano e si giunge ad Esanatoglia. Attraversato il centro di Esanatoglia il tracciato segue il percorso del “Cammino nelle Terre Mutate“ e si dirige verso località Capriglia, quindi alla frazione Terricoli e da qui si ritorna a Matelica.
Info:cell . 327.177.2392 , 327.762.3316

Il tracciato alterna tratti asfaltati, strade bianche e sentieri sterrati. La lunghezza è di circa 16 km con un dislivello complessivo di circa 300 m. Percorrenza di circa 6 ore. Abbigliamento e scarpe adatte al trekking.

11. Nordic walking Park e Carta dei Sentieri

ABBAZIA SANTA MARIA DE ROTIS (Sentiero 168)
E’ una passeggiata tranquilla con un dislivello di 250 metri per 4,50 km, partendo dalla frazione di Braccano. Nel periodo di primavera inoltrata i lati della strada sono ricchi di fioriture Escursione è fruibile tutto l’anno, adatta per lunghezza e dislivello a chi ha un minimo adattamento alla camminata. Il complesso paesaggistico attorno all’Abbazia di Santa Maria de Rotis è testimonianza degli elementi tipici del paesaggio antropico di valore storico e culturale.

Abbazia di Roti vista da Canfaito. Foto di Erminio Burzacca.

GOLA DI JANA (Sentiero 168 A)
E’ un’escursione facile sia per lunghezza (circa 2.1 km) che per dislivello (circa 50 m). Lungo il cammino troverete, nel periodo autunnale tardo primaverile delle suggestive “cascatelle” e fioriture di ogni genere e una caratteristica baita costruita negli anni 80. Il piccolo torrente che vi accompagnerà fino alla forra, permette guadi alternati al sentiero di terra e rocce. Il momento migliore è sicuramente quando la cascata e i ruscelli hanno una buona portata di acqua (tarda primavera) che si sono formati con le piogge o lo scioglimento delle nevi.

Gola di Jana. Foto di Erminio Burzacca.

Scarica il pdf illustrato con l’itinerario completo sulle 10 cose da fare e vedere a Matelica.

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Ruth Mezzolani

Ruth Mezzolani è social media specialist. Versatile, dinamica e maniaca dell’organizzazione, è sempre in viaggio alla ricerca di nuove passioni. Amante dell’Oriente, passa dallo spagnolo all’inglese, al cinese in un secondo. È l’anima internazionale del blog.

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Ruth Mezzolani

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