Corinaldo, il borgo medievale raccontato da I Love Marche

Oggi per la rubrica Raccontaci le Marche, vi presentiamo I Love Marche , un travel blog nato dalla unione di due passioni: le Marche e la fotografia. L’obiettivo? Raccontare e trasmettere le meraviglie e le tipicità della mia terra, perché le “Marche sono una bellissima, continua scoperta”.  Chiara Palmieri, fondatrice del blog, ha 31 anni e si definisce “Marchigiana DOC”, appassionata e sempre connessa, con i suo suoi occhi curiosi ci  racconta in questo post il borgo medievale di Corinaldo. Buona lettura!

Chiara Palmieri © I Love Marche

Chiara Palmieri © I Love Marche

Corinaldo,  piccolo paese in provincia di Ancona è uno dei Borghi più belli d’Italia, Bandiera Arancione e sesto classificato proprio tempo fa al concorso “Borgo dei Borghi” indetto dalla famosa trasmissione di Licia Colò, alle “Falde del Kilimangiaro” (clicca qui per il video)

Situato poco lontano dalla costa e dal Mar Adriatico offre ai visitatori tantissimi luoghi interessanti da vedere, un misto tra storia, arte, tradizione e spiritualità. Al vostro arrivo a Corinaldo sarete subito affascinati dalle imponenti mura quattrocentesche perfettamente conservate. Ma entriamo nella città e scopriamo insieme cosa ci offre.

Per guidarvi nella visita del borgo ho pensato ad un itinerario, poche tappe imperdibili, che comprendono la famosa Piaggia, centro della città, con il Pozzo della Polenta, la Casa di Scuretto, la Chiesa dell’Addolorata,  e il Teatro Goldoni.

La Piaggia e il Pozzo della Polenta

La “Piaggia”, la scalinata di cento gradini, è il cuore del centro storico di Corinaldo. Affiancata per tutta la sua lunghezza da caratteristiche case in mattoni vi introdurrà nell’atmosfera medievale che si respira a Corinaldo.

La Piaggia, Corinaldo © I Love Marche

La Piaggia, Corinaldo © I Love Marche

Ospita verso la metà il famoso “Pozzo della Polenta”, protagonista della leggenda che diede origine alla annuale rievocazione storica “La Contesa del Pozzo della Polenta”.  La manifestazione che si svolge ogni anno nella terza Domenica di Luglio è la più antica rievocazione dalla provincia di Ancona.

Il  pozzo, fatto costruire da Antonello Accattabriga dopo il 1450, fu coperto e interrato all’inizio del Novecento quando fu costruita la famosa scalinata. Pochi anni fa, precisamente nel 1980 il pozzo fu ricostruito in contemporanea alla nascita della “Contesa del Pozzo della Polenta”. Ogni anno si rievoca infatti la storia del sacco di farina nel pozzo. Si narra che un uomo, durante la salita della lunga scalinata con sulle spalle un pesante sacco di farina di granoturco, si fermò per riposare e appoggiò il sacco sul bordo del pozzo. Inavvertitamente lo fece cadere e sembra che per recuperarlo scese nel pozzo. Le donne del paese non vedendolo tornare iniziarono a dire che l’uomo stava mangiando la polenta nel pozzo. Questa storia divenne famosa e l’appellativo “polentari” si affibbiò ben presto agli abitanti di Corinaldo.

Il Pozzo della Polenta © I Love Marche

Il Pozzo della Polenta © I Love Marche

La Casa di Scuretto

A metà della Piaggia, salendo sulla sinistra c’è un piccolo vicolo, percorretene qualche decina di metri e vi troverete al cospetto della casa di Scuretto. Altra tappa fondamentale nella visita di Corinaldo accompagnata da una ulteriore curiosa storia.

Chi è Scuretto? Gaetano, detto Scuretto, era  il ciabattino della città di Corinaldo. L’uomo aveva una insaziabile passione per il vino, tanto da spendere tutti i suoi soldi compresi quelli che il figlio gli mandava dall’America, nelle osterie del paese.

Il figlio di Scuretto, credeva infatti di finanziare con i suoi soldi la costruzione di una bella casa che avrebbe potuto usare una volta tornato dall’America. Insospettito però dalla mancanza di notizie sull’avanzamento dei lavori chiese al padre di mandargli una foto  dell’edificio, allora Scuretto decise di far costruire solamente la facciata dell’edificio, e si fece ritrarre affacciato alla finestra, ma il figlio non si fece ingannare e smise di mandare i soldi al padre. Niente più soldi, niente più bevute per il povero Scuretto che lasciò la sua casa incompiuta, non sapendo che sarebbe divenuta uno dei simboli della città di Corinaldo.

La Casa di Scuretto La Piaggia, Corinaldo © I Love Marche

La Casa di Scuretto La Piaggia, Corinaldo © I Love Marche

La chiesa della Madonna Addolorata

La Chiesa della Madonna Addolorata attualmente ospita le reliquie di Santa Maria Goretti visto che il Santuario è in fase di restauro.

L’attenzione è immediatamente catturata dall’altare e da ciò che si scorge dietro di esso, troviamo infatti l’urna contenente l’osso del braccio della Santa, quel braccio che, nel lontano 1902 non sfuggì al suo assassino, Alessandro Serenelli, che la pugnalò con 14 coltellate.
La giovane Maria diventò Santa nel 1950 grazie alla sua enorme bontà, a soli 11 anni e nel letto di morte riuscì infatti a perdonare il suo aggressore.

La Chiesa non va sottovalutata, è molto particolare, risalente alla metà del XVI secolo, presenta una pianta centrale  e una meravigliosa cupola. Sopra all’ingresso è inoltre, posizionato un organo del 1766 opera di Gaetano Antonio Callido.

Santuario di Santa Maria Goretti © I Love Marche

Santuario di Santa Maria Goretti © I Love Marche

Teatro Goldoni 

Il Teatro fu costruito tra il 1861 e il 1869 per sostituire il Teatro del Sole Nascente che risultava non più adeguato per le necessità del paese.  La nuova costruzione più spazioso aveva un particolare dispositivo che rendeva la platea mobile. In questo modo poteva essere abbassata in caso di rappresentazioni teatrali e alzata, creando un grandissimo palco, quando venivano organizzate feste da ballo. Restò successivamente per molti anni chiuso, restaurato e ristrutturato fu riaperto nel 2006, e da allora ospita ogni anno stagioni teatrali e produzioni musicali.

Teatro Goldoni, Corinaldo © I Love Marche

Teatro Goldoni, Corinaldo © I Love Marche

Queste quattro tappe rappresentano parte delle bellezze di Corinaldo, vi consiglio infatti di visitare, una volta terminati i lavori di restauro, anche il Santuario Diocesano di Santa Maria Goretti, che torneranno ad ospitare le reliquie della Santa, le mura, ed in particolare Porta San Giovanni dove sono conservati numerosi elementi di difesa tipici dell’epoca, e i Landroni, un lungo porticato che deriva dalla sopraelevazione degli edifici in via del Corso.

 

La redazione di #destinazionemarche ringrazia Chiara Palmieri per il suo contributo alla rubrica “raccontaci le Marche”, se sei un blogger, un amante delle Marche e/o un turista che ama questa terra, aspettiamo i tuoi racconti via e-mail: destinazionemarche@gmail.com

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2 thoughts on “Corinaldo, il borgo medievale raccontato da I Love Marche

  1. ……….VERAMENTE NON SI PUO’ PERDERE, IN QUESTE VACANZE, L’OCCASIONE DI VISITARE CORINALDO ED IL SANTUARIO DEL PERDONO (S. Maria Goretti)……..

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