Una passeggiata invernale nella Riviera del Conero

Dove sono gli occhi del mare? Ve lo siete mai chiesti? Accompagnati dalle parole di un bel romanzo di Alessandro Baricco, Oceano Mare, voglio portarvi alla scoperta di alcuni degli scorci più suggestivi della Riviera del Conero: da Portonovo a Numana fino a Porto Recanati per assaggiare un succulento brodetto di pesce.

Non pensate a spiagge affollate, cielo azzurro e ombrelloni colorati. Il tour che vi racconto è invernale, i colori sono freddi e intensi, le onde sono alte e “l’abbraccio liquido del mare” è potente e vigoroso. Ma la bellezza è comunque dirompente, perché in ogni stagione il Conero ci regala magia. Prima di continuare a leggere godetevi questo breve video girato il 23 gennaio nel corso del blogtour #ilikemarche con alcune tappe che vi andrò a raccontare.

Ma iniziamo ad orientarci. Dove siamo? A Sud di Ancona le Marche precipitano nel mare con ripide falesie bianche. Il Monte Conero è l’unico rilievo a picco sul mare Adriatico da Trieste al Gargano. Qui la rigogliosa macchia mediterranea si fonde con l’acqua regalandoci scorci incredibili. Ecco le tappe del nostro tour.

Vista dall’alto della baia di Mezzavalle
Una delle tappe imprescindibili è la vista dall’alto su una delle spiagge più belle della riviera: Mezzavalle, una baia completamente immersa nella natura del Parco del Conero tra Ancona e Portonovo. Da Ancona percorrendo la cosiddetta “strada del monte” (che collega Ancona a Sirolo), dopo la rotatoria direzione Portonovo troverete sulla sinistra un piccolo parcheggio e subito dopo un meraviglioso punto panoramico. Il mare si spalancherà di fronte a voi e potrete godere di uno dei paesaggi più intensi e cromatici del litorale orientale italiano. La baia è protetta dal monte dei Corvi con il Monte Conero alle spalle. Le parole di Baricco sono perfette per descrivere la sensazione che vi pervaderà:

“Il mare incanta, commuove, spaventa, regala ricchezze, non da risposte, è saggio, è dolce, è potente, è imprevedibile. Ma soprattutto: il mare chiama.”

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Sia in estate che in inverno vi consiglio di scendere per il sentiero, percorribile in circa venti minuti, che porta all’arenile bianco e sabbioso di Mezzavalle. Di tornante in tornante si apriranno davanti a voi alcuni punti panoramici. Verso nord, lo sguardo abbraccia prima Portonovo, con la sua baia ghiaiosa e le mura del Fortino Napoleonico immerse fra le chiome degli alberi. Verso sud, invece, Mezzavalle è protetta dal Trave, una lingua di roccia arenaria che per quasi un chilometro si allunga verso il largo.

Il molo di Portonovo e i laghetti
Proseguendo la “strada del monte” arriverete ad una rotatoria, svoltate a sinistra direzione molo di Portonovo e laghetti. Il molo è uno dei punti più suggestivi della baia di Portonovo, altro gioiello del Parco regionale del Monte Conero. Qui la macchia mediterranea arriva a toccare l’acqua del mare. Sono ancora le incantevoli parole di Baricco a guidarci alla scoperta di questi luoghi:

“quel vuoto intorno, senza pareti e porte chiuse, è solo, davanti, uno sterminato specchio eccitante d’acqua, già solo quello sarebbe festa dei sensi, orgia dei nervi, e ancora deve succedere tutto, la morsa dell’acqua gelida, la paura, l’abbraccio liquido del mare, la scossa sulla pelle, il cuore in gola…”

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Qui il mare diventa anche lago. Si perché incastonati come due gioielli, a due passi dal molo, si estendono il Lago Profondo e il Lago del Calcagno (o Lago Grande). Questo è il regno incontrastato della natura e delle leggende. Antiche fonti testimoniano che i laghetti si sono formati in tempi remoti quando l’acqua salata del mare, rimasta prigioniera per effetto di enormi macigni staccatisi dal monte Conero a causa di una gigantesca frana, si è mescolata nel tempo a bolle d’acqua dolce emergenti dal terreno. Secondo una leggenda questi laghi potrebbero essere collegati al mare tramite dei canali sotterranei che formerebbero dei vortici in grado di risucchiare chiunque vi nuoti vicino. Nessuno infatti ha il coraggio di tuffarsi nei laghetti, che rappresentano il regno della fauna acquatica: germani reali, gallinelle d’acqua, simpatiche paperette fanno capolino tra la vegetazione

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Numana alta, una terrazza a picco sul mare
Da Portonovo si attraversa tutto il Parco del Conero e si arriva a Numana, un antico borgo di pescatori. Gli abitanti dividono la cittadina in due rioni: Numana Alta e Numana Bassa. La prima rappresenta la porzione più antica, con le case di calcare bianco e i vicoli stretti della zona della “Torre”. Numana Bassa è invece la zona più giovane dove troviamo il porticciolo turistico.

Dalla parte bassa saliamo l’antica via dei pescatori: la cosiddetta “Costarella”, una delle vie più tipiche di Numana. Interamente costituita di scalini, un tempo era abitata da pescatori che quotidianamente percorrevano questa suggestiva scalinata per recarsi al porto.

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Arriviamo in cima e ci dirigiamo verso la Piazzetta della Torre. La Torre, che in realtà ha la forma di un arco, è l’unico resto medievale di questa antichissima città di origini picene. Probabilmente è ciò che resta di una cinta muraria medievale. Da qui potrete godere di un bellissimo panorama.

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Altra tappa imprescindibile di Numana è la meravigliosa terrazza panoramica dei Giardini di Piazza Nova. Qui potrete ammirare uno degli scorci più fotografati della Riviera del Conero, denominato “Le 3 punte” proprio perché, se notate, sono 3 gli speroni di roccia che si tuffano in mare e questo paesaggio, insieme a quello delle Due Sorelle visto dall’alto sono gli scorci più fotografati e dipinti della Riviera del Conero.

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Ma torniamo alla nostra storia… stavamo cercando gli occhi del Mare e siamo arrivati fin qui. Dall’alto del borgo di Numana un pescatore scruta l’orizzonte, chissà se anche lui, come noi sta cercando gli occhi del mare… Si tratta del “Monumento al pescatore”, un’imponente scultura realizzata dall’artista di origini olandesi Johannes Genemans che con essa ha voluto raccogliere lo spirito degli uomini di mare del secolo scorso, dei loro valori e della loro cultura.

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Un succulento brodetto a Porto Recanati
Con il freddo dell’inverno qual’è il modo migliore per concludere la nostra passeggiata? Sicuramente con una buona zuppa di pesce a Porto Recanati, patria del brodetto. Nelle Marche ne esistono 5 diverse varianti, quella di Porto Recanati si distingue per l’aggiunta del tocco speciale della “zafferanella”.

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Il nostro tour si conclude qui. Non è assolutamente esaustivo di tutte le cose che si possono scoprire e ammirare nella Riviera del Conero, per questo vi rimando al sito dell’Associazione della Riviera del Conero dove troverete tantissime altre informazioni e curiosità. Concludo con un’altra bellissima frase di Oceano mare di Baricco:

“Un pretesto per tornare bisogna sempre seminarselo dietro, quando si parte.”

Dopo questa passeggiata invernale troverete sicuramente un pretesto per tornare in estate e vedere il cangiante colore dell’acqua cristallina, sotto un cielo che quando è limpido permette di scrutare orizzonti infiniti.

Info utili

  • Scarica l’App Marche in blu per avere a portata di smartphone tutte le informazioni per la visita della città.

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6 thoughts on “Una passeggiata invernale nella Riviera del Conero

  1. Vedo con sorpresa che si è saltato Sirolo, malgrado abbia un ruolo importantissimo in questo territorio in quanto i faraglioni delle due sorelle, con la relativa spiaggia dei gabbiani, le spiagge dei sassi neri, di san Michele e la spiaggia Urbani si trovano nel suo territorio. Inoltre possiede una porzione importante del parco del Conero ove sono compresi molti dei sentieri più belli e caratteristici tra i quali il famoso passo del lupo. Quindi non comprendo questa omissione!

    • Gentile Laura,
      il post fa riferimento ad un itinerario effettuato nel blogtour. Come specificato alla fine dell’articolo questo itinerario non vuole essere esaustivo di ciò che è possibile visitare e scoprire nella Riviera del Conero,per questo sono stati dati ulteriori link e riferimenti. Parleremo di Sirolo in altri post. Continua a seguirci!

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