Stupor Mundi! A Jesi un Museo su Federico II

Arriva un museo dedicato all’erede dell’Impero svevo-tedesco e del Regno di Sicilia, il personaggio che più di tutti ha fatto la storia di Jesi. Verrà inaugurato fra qualche giorno (sabato 1° luglio 2017, ore 12.00, con apertura al pubblico dalle ore 17 alle 23), nello storico Palazzo Ghislieri a Jesi, la città che ha dato i natali a Federico II di Svevia, il Museo Federico II Stupor Mundi, primo grande museo a lui dedicato, che riprende l’appellativo con cui veniva chiamato l’imperatore dai suoi contemporanei per affermare la sua inesauribile curiosità intellettuale.

Veduta nottura di Jesi (foto @ Valerio Lancioni)

Veduta nottura di Jesi (foto @ Valerio Lancioni)

Il museo

Sedici sale tematiche, tre piani tecnologicamente attrezzati, con video mapping e supporti touch-screen, accurate ricostruzioni scenografiche e tridimensionali e installazioni multimediali: un viaggio a 360°, multisensoriale, alla scoperta di Federico II Hohenstaufen di Svevia, grande politico e condottiero di rara intelligenza, intellettuale e studioso capace di anticipare i tempi.

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Una delle sale del museo, in anteprima (Foto @ Stefano Binci)

Il Museo Federico II Stupor Mundi racconta la sua vita, le imprese sia politiche che culturali, la conoscenza degli edifici, palazzi, castelli e vestigia, ancora conservati in Italia e in Europa. Dalla nascita e alla storia dei suoi antenati, l’incoronazione come Imperatore nella medievale Basilica di San Pietro, il suo rapporto con i papi e la Chiesa, la Crociata in Terrasanta, le mogli e la discendenza, la sua passione per la falconeria (fu autore di un prezioso trattato ancora oggi attuale e modernissimo) e il suo sconfinato interesse per le arti, le scienze e il sapere, che hanno contribuito a creare l’immagine di un mito che, per la prima volta, viene racchiusa in un unico luogo.

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Foto @ Stefano Binci

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Sala 4 Federico imperatore: l’incoronazione

Luogo, storia e… leggenda

Quale miglior luogo poteva essere scelto come museo se non la stessa piazza dove, il 26 dicembre 1194, Costanza d’Altavilla, sotto una tenda in mezzo al popolo, diede alla luce Federico II Hohenstaufen, futuro Re di Germania e di Sicilia e Imperatore del Sacro Romano Impero? (Qui trovate tutte le curiosità su Jesi: le doglie di Costanza).

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Sala 1 Jesi e le Marche: la nascita di Federico II

Il ricordo della città natale rimase vivo nella memoria dell’Imperatore svevo, come mostra la lettera inviata agli abitanti di Jesi nell’agosto 1239, nella quale la descrive come “nobile città della Marca, insigne principio della nostra vita, terra ove la nostra culla assurse a particolare splendore” e la definisce “la nostra Betlemme”. La nascita di Federico II nella città marchigiana, ed i privilegi ad essa concessi dai suoi eredi, è alla base dell’antica definizione di “Jesi Città Regia”.

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Foto © Stefano Binci

L’evento dell’apertura

L’Imperatore sta tornando! In occasione dell’apertura sabato 1 luglio dalle 17 alle 23 un grande evento di piazza con oltre 50 performers, rievocatori storici specializzati in epoca federiciana: in Piazza Federico II, ad ingresso libero e gratuito, si susseguiranno animazioni con dame, cavalieri, falconieri e antichi mestieri, per un tuffo nella città di fine XII secolo, con la regia di Matteo Mazzoni ed in collaborazione con il Comune di Jesi. Come in uno squarcio temporale, una finestra su quel leggendario 26 dicembre 1194, in una tenda, nella medesima piazza, Federico nasce ancora una volta, in un grande campo allestito nel cuore di Jesi.

Non mancheranno papere, oche e pulcini al seguito, oltre ad uno spazio dedicato ai bambini, una MITAMA play area nella sala didattica al piano terra del Museo, dove i ragazzi avranno a disposizione matite, colori e altro materiale didattico per ricreare la “corte di Federico” tutta da colorare.

Altra importante novità è il Biglietto Integrato Musei, che unisce turismo e cultura della città incentivando la visita di tutte le strutture museali di Jesi: grazie alle convenzioni avviate, il visitatore potrà scoprire il Museo Multimediale dedicato allo Stupor Mundi al costo ridotto di 3 euro, dietro presentazione di biglietto di ingresso ad uno dei musei cittadini.

E’ già in giro per le strade della regione un autobus dedicato allo “Stupor Mundi” grazie ad ESITUR Tour Operator, Incoming Official Partner del Museo. Un vero e proprio “monumento viaggiante”, con l’auspicio di stimolare giovani e meno giovani a visitare il nuovo museo virtuale. Federico II viaggerà ottima compagnia, perché sull’altro lato dell’autobus ci sarà Elisa di Francisca con la fiancata d’argento dedicata alla recente medaglia di Rio 2016.

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La presentazione dell’autobus dedicato a “Stupor Mundi”

Alla scoperta della città di Jesi

Jesi non è solo storia e cultura, ma è “città esemplare” Unesco per la capacità di preservare un patrimonio secolare architettonico, artistico e culturale altamente suggestivo, oltre che patria del fioretto (è la città più medagliata al mondo nella storia delle Olimpiadi, con ben 22 medaglie, di cui 14 d’oro, 2 d’argento e 6 di bronzo. La città è rappresentata dai campioni olimpici Stefano Cerioni, Giovanna Trillini, Valentina Vezzali ed Elisa Di Francisca, tutti allievi del maestro Ezio Triccoli, a cui è stato dedicato il locale palazzetto dello sport) e la città che ha visto nascere il compositore Giovanni Pergolesi nel 1710. Qui potrete conoscere 10 cose da fare e vedere a Jesi.

E’ punto di partenza per la scoperta dei famosi Castelli di Jesi, che si impongono per il profilo turrito delle loro mura all’interno delle quali si squaderna un inverosimile repertorio d’arte. Ecco l’elenco dei Castelli: Serra de’ Conti, Montecarotto, Poggio San Marcello, Rosora, Mergo, Serra San Quirico, Castelplanio, Castelbellino, Maiolati Spontini, Cupramontana, Staffolo, San Paolo di Jesi, Monte Roberto, Belvedere Ostrense, San Marcello, Morro d’Alba, Monsano, Santa Maria Nuova. Qui una mappa interattiva del percorso di visita.

Cosa assaggiare

Una cosa è certa: a Jesi non si può fare a meno di sorseggiare uno dei vini più conosciuti e apprezzati delle Marche, il Verdicchio dei Castelli di Jesi, vino bianco dal color giallo paglierino con profumo delicato. E per gli amanti del rosso, ad una manciata di chilometri troviamo il Lacrima di Morro d’Alba, dall’odore fruttato che ricorda i frutti rossi. C’è poi il vino di visciola, bevanda alcolica, dolce e aromatizzata, ottenuta da ciliegie selvatiche fatte fermentare nel vino rosso, e, per il palato, la lonza di fico, una leccornia di fichi essiccati, noci, mandorle e sapa, una parente prossima del vino cotto, i cavallucci, biscotti con un “ripieno” a base di frutta secca, sapa, rum o marsala, cacao amaro e pane grattugiato, i dolci e biscotti a base di mosto e la pizza al formaggio, la cui forma ricorda quella di un panettone.

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Nel collage: foto tratte da www.turismojesi.it e, per l’immagine in alto a destra, foto di @cucinareperpassione da Instagram

 Info utili:

Il Museo è stato realizzato con fondi privati e il contributo di Fondazione Marche in collaborazione con il Comune di Jesi, la Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi, la Fondazione Federico II Hohenstaufen, la Fondazione Pergolesi Spontini e la Regione Marche.

Orario: lun-dom 10-13 e 15-19 (orario estivo, fino al 15 settembre) e gio-sab 15-19 e dom 10-13 e 15-19 (orario invernale, fino al 14 giugno – domenica mattina aperto solo su prenotazione). Info e prenotazioni: 0731.084470-202944.

Per saperne di più:

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